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Oschiri entra nel circuito Monumenti Aperti. Quattro le visite nel centro del Montacuto sabato 31 maggio e domenica 1 giugno

Di Gianfranca Orunesu
31/05/2025
in Cultura
Tempo di lettura: 3 minuti
Oschiri entra nel circuito Monumenti Aperti. Quattro le visite nel centro del Montacuto sabato 31 maggio e domenica 1 giugno

L'altare rupestre di Santo Stefano

Monumenti aperti, grande manifestazione dedicata alla valorizzazione dei beni culturali, è alla sua ventinovesima edizione; quest’anno c’è anche Oschiri. Sabato 31 maggio e domenica 1 giugno, il centro del Montacuto (situato tra Logudoro e Gallura e a breve distanza dal lago Coghinas e dal monte Limbara) aprirà le porte del suo patrimonio storico, archeologico e culturale a cittadini e visitatori che avranno così l’occasione di scoprirne le sue ricchezze. Le visite, che si presentano come un’esperienza che intreccia conoscenza e appartenenza, saranno gratuite e guidate dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto comprensivo che il paese della panada condivide con Monti.

Uno dei monumenti aperti del territorio oschirese è il santuario di Nostra Signora di Castro, visibile dalla Sassari-Olbia e situato lungo la provinciale 159 che collega Oschiri con Tula. Risalente al periodo romanico, l’antica cattedrale di quella che fu l’omonima diocesi sorge su una collina offrendo ai presenti un’ottima visuale sui campi circostanti. La chiesa, la cui costruzione risale al primo secolo del secondo millennio, è un monumento molto importante per la comunità oschirese al punto di far parte dello stemma comunale. Ogni anno, in occasione della festa della Madonna di Castro, il sito accoglie fedeli da tutta l’isola, che vi si recano per partecipare ai riti religiosi e alle tradizionali processioni.

Sempre nell’agro, ma a nord est del centro abitato, si trova invece l’altare rupestre di Santo Stefano, un affascinante sito archeologico che testimonia la presenza dell’uomo nell’area sin dall’epoca preistorica. I visitatori troveranno qui alcune domus de janas e una parete granitica incisa con nicchie triangolari e quadrate scolpite in epoca non ancora accertata (le origini e le funzioni sono tuttora avvolte nel mistero). L’area prende il nome dalla chiesa di Santo Stefano, risalente al 1492 e situata di fronte all’altare.

Due, invece, le tappe nel cuore del paese: il MuseOs – Museo Archeologico ed Etnografico di Oschiri – e la chiesa della Beata Vergine Immacolata. Il primo, lungo la via Roma, racconta l’identità del territorio ospitando una ricca collezione di reperti che vanno dalla preistoria al periodo medievale, inclusi interessanti esempi di archeologia industriale e un’area dedicata ai mille anni di storia del castrum romano di San Simeone. Con uno spazio espositivo di 600 metri quadrati, il museo utilizza tecnologie moderne come pannelli informativi, gigantografie e monitor touch screen offrendo al visitatore suoni, documentari e video che raccontano la storia e la cultura del territorio.

La seconda, situata in piazza Regina Elena, è un importante punto di riferimento religioso e culturale per la comunità locale. Costruita nei primi anni del XX secolo, è stata completata nel 1907 e consacrata nel 1915 dal vescovo Carmelo Cesarano. È dedicata alla Beata Vergine Immacolata, ma anche a San Giuseppe e a San Demetrio, come riportato in un’epigrafe commemorativa. La struttura architettonica presenta una facciata semplice, caratterizzata da una tripartizione, con paraste in trachite e tre oculi, tre fornici e tre portali che conferiscono un aspetto maestoso ma sobrio.

Nel circuito Monumenti Aperti, Oschiri è una new entry in Sardegna insieme a Golfo Aranci, Mogoro e Sorradile. “In Sardegna – afferma Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi OdV, l’associazione che coordina la manifestazione a livello nazionale – si continua a registrare un’espansione della rete dei Comuni aderenti alla manifestazione. Quest’ulteriore crescita siamo certi aumenti nei comuni sardi la consapevolezza e l’orgoglio di essere parte integrante di un grande spazio di valorizzazione del nostro patrimonio culturale”.

Tutti i monumenti (qui la brochure in pdf) saranno visitabili gratuitamente sabato e domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 (con le visite alla chiesa che saranno sospese durante le funzioni religiose). In alcuni siti, per motivi organizzativi o di afflusso, la visita potrà essere parziale. Si consiglia comunque un abbigliamento comodo. Per ragioni di sicurezza, l’organizzazione potrà sospendere o modificare gli accessi ai monumenti in qualsiasi momento. I visitatori potranno richiedere eventuali altre indicazioni per i visitatori contattando il centralino del Comune di Oschiri allo 079 7349100 e il MuseOs allo 079 733214 o via messenger Facebook nell’omonima pagina social.

Come avviene senza interruzioni dal 2008, il progetto Monumenti Aperti ha ricevuto anche quest’anno la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana. L’edizione 2025 vanta inoltre i patrocini del Parlamento europeo (che lo conferma per la seconda volta dallo scorso anno), del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, della presidenza del Consiglio regionale e della Regione autonoma della Sardegna.

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