Ci lascia il 31 maggio di quest’anno a 72 anni Dave Smith, il grande ingegnere americano che ha inventato il MIDI (Musical Instrument Digital Interface) e solo per questo ha contribuito alla rivoluzione elettronica ed elettroacustica.
Le sue lauree in Computer Science e Ingegneria Elettronica, conseguite nella prestigiosa università di Berkley, lo formano in quella che sarà la sua carriera di inventore dando vita anche alla compagnia Sequential che produceva sintetizzatori.
Smith è ideatore anche del famoso Prophet-5, il primo sintetizzatore polifonico controllato da microprocessore e più avanti del primo sintetizzatore polifonico programmabile che fece fare un enorme balzo in avanti nelle funzionalità di questi strumenti elettronici, consentendo a grandi musicisti, come Keith Emerson di riprodurre dal vivo i suoni che con tanta cura erano stati registrati in studio per i dischi.
Fondatore o responsabile di molte società, essendo anche un musicista comprendeva appieno le necessità particolari che occorrono a chi già nel prog e nel rock aveva introdotto tastiere ancora con sistema valvolare, come i famosissimi organi Hammond.

Poter programmare un sintetizzatore e avere gli stessi suoni in tutti i concerti e rispecchiare le scelte sonore fatte per i dischi sono solo due delle meraviglie tecnologiche cui le invenzioni di Smith hanno aperto la strada.
La polifonia che si poteva creare con il Prophet-5 ha consentito di introdurre nuove sonorità rispetto a quelle comunque mitiche e ineguagliabili di alcuni strumenti elettrici come il piano Fender Rhodes o il Wurlitzer o il Clavinet.
Dave Smith lavorò nei centri di ricerca di grandi case come la Yamaha e la Korg portando avanti gli studi sulla sintesi matematica dei suoni.
In anni recenti il suo lavoro si concentrò sulla creazione di software per la sintesi musicale.
La rivoluzione elettronica avanzava sempre di più e ancora oggi non si ferma.










