Film d’esordio di Paola Cireddu alla regia, “L’uomo del mercato” è un cortometraggio che nella sua semplicità racconta con tagli introspettivi una storia antica destinata a ripetersi. Giovanni Verga avrebbe potuto inserire quest’opera, idealmente, nel suo “ciclo dei vinti” perché teso a raccontare la difficoltà della sopravvivenza di chi non ha strumenti per farcela.
Il film è prodotto da Maurizio Abis (Bibigula) e Antioco Floris (Celcam – Università di Cagliari), con la partecipazione del Premio Solinas, e delle Università di Sassari e Roma Tor Vergata. Realizzato con il contributo della Regione Sardegna e la collaborazione di Terra de Punt e Mommotty e il sostegno di Film Commission Sardegna. Distribuzione: Olbia Film Network Distribution&Sales.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al festival “Alice nella Città”, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai registe e registi esordienti, ai giovani e alle famiglie. A dicembre 2020 “L’uomo del mercato” è tra le opere selezionate nella sezione “Intrinas” della 16° edizione di “Passaggi d’Autore, il festival internazionale del cortometraggio di Sant’Antioco”. Tra le opere selezionate della venticinquesima edizione di V-art festival Internazionale Immagine d’Autore, diretto dal regista e fotografo Giovanni Coda, ha ricevuto il Premio Labor 2020. La sceneggiatura, sempre di Paola Cireddu, ha ricevuto il riconoscimento come migliore opera a “Il Cantiere delle storie”, progetto del prestigioso Premio Solinas nel 2017.
Mario, il protagonista, si guadagna da vivere trasportando un carico di cassette di plastica che quotidianamente raccoglie in giro per la città e i sobborghi, per pochi spiccioli attraversa il mondo a piedi sotto il sole e la pioggia, con un fardello fisico e emotivo. Solo, preso in giro, minacciato, offeso, raggirato mantiene intatta la sua dignità, la sua volontà di lavorare e trova anche, in qualche modo la sua soddisfazione anche se non si può parlare di lieto fine per storie come la sua.
Ciò che emerge è un uomo con poche, incrollabili certezze, capace di reggere schiaffi e poche blande carezze e tirare avanti come può, con la schiena dritta. Intorno a lui tutti corrono in cerca di un benessere che è una chimera irraggiungibile perché l’asticella si sposta sempre più in alto e la ricerca non finisce mai.
Il film è estremamente crudo e poetico, alla Pasolini. I luoghi sono veri, la gente è vera, i sentimenti sono veri. Lo svolgersi della narrazione, sottolineata dalla bella colonna sonora realizzata da Machina Amniotica, restituisce una vita senza compromessi e sfumature.
Il coinvolgimento del quartiere in cui è stato girato è stato fondamentale per creare della realtà una rappresentazione quasi surreale eppure autentica. Tutte le riprese sono state effettuate tra piazza Medaglia Miracolosa, San Michele e la periferia circostante a Cagliari.
Una vita ai margini, ultimi nella gerarchia sociale, passanti inosservati di un mondo che evolve senza curarsi di chi resta indietro. Il delicato lavoro di Paola Cirreddu riporta l’attenzione sui temi dell’inclusione e della necessità di ridisegnare città e spazi urbani a misura d’uomo.














Cortometraggio meritevole di grande attenzione per bellezza delicatezza e per il suo contributo al miglioramento della politica culturale in Sardegna.
Verissimo Simonetta, grazie!