Un tempo lo stupro di guerra era un fenomeno invisibile, considerato come una componente inevitabile dello scenario bellico. A cambiare questa percezione una volta per tutte furono le testimonianze delle donne che subirono gli stupri di massa in Bosnia-Erzegovina durante la guerra in ex Jugoslavia. Da quel momento il femminismo internazionale ha analizzato lo stupro di guerra come parte integrante della violenza strutturale contro le donne, chiedendo un riconoscimento comunitario della sofferenza delle sopravvissute, per rendere la violenza sessuale in guerra un crimine punibile e riparabile.
Questo tema verrà approfondito all’Università degli studi di Cagliari dall’attivista femminista serba Lepa Mladjenovic lunedì 9 ottobre alle 17 nell’aula magna Maria Lai del dipartimento di Scienze politiche e sociali, in via Nicolodi 102.
Dialogheranno con lei Marta Onnis ed Emanuela Falqui dell’associazione antiviolenza Lìberas; Ester Cois, delegata del Rettore per l’uguaglianza di genere; Aide Esu del dipartimento di Scienze politiche e sociali e Nicola Melis, coordinatore del corso di laurea in Scienze Politiche.
Il seminario, che si terrà in lingua inglese con l’interpretariato a cura di Marta Cadoni, è stato organizzato dall’associazione antiviolenza Lìberas in collaborazione con il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Cagliari, il Centro di Documentazione e Studi delle donne di Cagliari e l’associazione Onda Rosa di Nuoro.
Direttrice: Francesca Mulas
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