L’epica calcistica sa appassionare un po’ tutti, sia quelli che non seguono lo sport che quelli che lo seguono abitualmente. Se a decantarne le storie è poi Federico Buffa, viene tutto più facile. Perché il giornalista di Sky, che da diversi anni è passato allo storytelling televisivo e teatrale, ha uno stile inimitabile e affascinante, a tal punto che gli sentiresti raccontare anche il più noioso degli argomenti.
Ma a questo giro c’era spazio per il calcio nella cornice dello spazio Lo Quarter di Alghero per l’appuntamento con la Stagione di Prosa / Musica / Danza e Teatro Circo dell’Estate 2021 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna: federico Buffa ha ricordato e svelato gli aneddoti che hanno accompagnato l’Italia di Enzo Bearzot verso il titolo mondiale del 1982.
La storia de “Italia Mundial”
“Italia Mundial” si concentra sul mondiale di calcio vissuto dall’Italia nel 1982. Un mondiale vinto dagli azzurri in mezzo ad una tempesta di critiche, mugugni, dopo lo scandalo calcioscommesse che scoperchiò un enorme vaso di pandora. Ad alimentare il fastidio la convocazione di Paolo Rossi (implicato nello scandalo) e la decisione della nazionale italiana di attuare il primo vero silenzio stampa della sua storia. “Però coi giornalisti, prima e dopo le partite, qualcuno doveva andare a parlare. Il direttorio è concorde: ci sarebbe andato Dino Zoff. Che l’ultima frase l’aveva detta una settimana prima”. Buffa unisce il serio al faceto, modula la voce di venata ironia e suscita le risate dei presenti.
La storia si concentra soprattutto sul turno eliminatorio che precede le semifinali. Così fanno la loro comparsa Maradona (ben marcato da Gentile) e i fenomeni brasiliani, che si crogiolano troppo nella loro bellezza e si fanno infilare per due volte da Paolo Rossi. A questo nome, il pubblico applaude e lo ricorda con affetto. Buffa tradisce una leggera emozione nella voce, ma si fa poi trascinare dalla gigantesca prova di Bruno Conti sulla fascia nella finale contro la Germania. Fa uscire il piacere di vedere un giocatore italiano dominare letteralmente gli avversari. La frase con cui conclude il racconto non è buttata lì a caso. Perché in quei giorni “Maradona ce l’abbiamo noi”.

Un’ora di non solo calcio
Certo, lo spettacolo si concentra tanto sulle gesta della nazionale italiana. Ma non solo. Passano in rassegna gli scontri socio-politici di quella stagione, i tanti soldi che piovono da parte delle varie nazioni per avere una vetrina internazionale, Passa l’ambasciatore italiano a Parigi che di tanto in tanto aggiorna il presidente Pertini dell’andamento di Italia-Brasile. Passano le consorti di Zoff e Scirea, che ogni giorno facevano e disfacevano le valigie per le vacanze estive, sempre pronte a partire qualora i mariti fossero usciti anzitempo dalla competizione.
Passa Marco Tardelli e il suo urlo, rimasto nella storia del calcio mondiale come uno dei momenti più iconici. Tutt’attorno la voce di Federico Buffa è circondata dalle note di piano sublimate dal maestro Alessandro Nidi, sempre equilibrato nel puntellare con pochi tocchi i cambi di tono del giornalista. Alla fine sono applausi a scena aperta e standing ovation per entrambi i protagonisti sul palco che ringraziano per tre volte l’affetto ricevuto.










