Nello spazio della “Social Gallery” di Quartu Sant’Elena, dopo il successo dell’esposizione del fotografo Giorgio Russo, l’omaggio all’arte figurativa di Piergiorgio Welby e le sofisticate illustrazioni di Davide Gratziu, inaugura in prima assoluta la mostra “Voci dal profondo” dell’artista quartese Matteo Piccioni. L’esposizione sarà visibile dal martedì al sabato dalle 18 alle 20 fino al 3 febbraio.
“Quando non riesco a fermare i pensieri intrusivi dipingo me stesso per fermarli, prendo tavolozza, colori e pennelli e rappresento quello che ho in testa esprimendo in modo crudo le mie emozioni.” Matteo Piccioni
“‘Voci dal profondo’ di Matteo Piccioni è un percorso nella pittura che muove dal lato oscuro dell’esistenza umana e dove l’atto creativo diventa strumento di autoterapia – scrive la curatrice Roberta Vanali – veicolo per analizzare con spietata ferocia i mali dell’anima. I mostri dell’immaginario collettivo diventano individuali e l’ossessione s’insinua come lama sottile. La sua è una visione introspettiva al limite del grottesco, un universo visionario fatto di individui dai corpi disarticolati e gli arti nodosi. Dai volti scarni e dalle espressioni distorte contrassegnate da occhi vitrei che esprimono tutta la pena esistenziale. Restituiti con una linea di contorno spessa e tagliente che racchiude cromatismi acidi e dove il verde la fa da protagonista poiché nella sua connotazione negativa rappresenta il colore nefasto per eccellenza. Attinge all’Espressionismo tedesco e a quello austriaco, nello specifico a Kirchner, Schiele e Kokoschka per dare luogo a una esperienza conoscitiva della conflittualità psicologica. ‘Voci dal profondo’, titolo preso in prestito dall’omonima pellicola del regista dell’horror Lucio Fulci, nasce per dare voce ai flussi oscuri della coscienza dell’artista, alla profondità della sua anima che fluttua in un mare di incertezze. Alle ansie e ai timori di chi vede oltre”.










