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L’audace ‘Black Christmas’

Di Manuel Usai
18/12/2020
in Cinema, manuhell
Tempo di lettura: 4 minuti
L’audace ‘Black Christmas’

Premessa

I bambini erano a letto di sopra, molto probabilmente dormivano già. Gran parte del lavoro della giovane babysitter era ormai svolto e poteva quindi concedersi un po’ di tv nell’attesa del rientro dei padroni di casa.

Squilla il telefono, una voce anonima invita la baby-sitter ad andare a controllare i bambini; di fronte alle domande poste l’anonimo butta giù la chiamata. Dopo qualche minuto squilla nuovamente il telefono “Hai controllato i bambini?”. Ora è la ragazza ad abbassare la cornetta, ma la stessa storia si ripete ancora. A questo punto la baby-sitter telefona alla polizia e racconta tutto. L’agente la informa che da quel momento registreranno tutte le chiamate in modo da intercettare il molestatore. Il telefono squilla, la voce è più insistente, deve controllare i bambini. L’agente di polizia richiama subito dopo, allarmato, la invita ad uscire al più presto, “una pattuglia è già in strada”. Poco dopo, mentre l’agente scorta la baby-sitter a casa, la radio accesa informa “le telefonate sono state fatte dal piano di sopra dove sono stati uccisi i bambini ”.

Fortunatamente parliamo di una leggenda metropolitana, forse una delle più famose, che risale agli anni Sessanta. ‘The baby-sitter and the man upstairs’ ha ispirato diversi registi nel corso degli anni, uno fra tutti, Bob Clark (Benjamin Robert ‘Bob’ Clark, 5 agosto 1939 – 4 aprile 2007). Conosciuto maggiormente per B-movie come ‘Porky”s’ fu uno dei primi registi ad ispirarsi, oltre che alla leggenda, ad una serie di omicidi avvenuti nella zona, il Quebec, nello stesso periodo. Il risultato è un cocktail sapientemente shakerato che riporta una storia già vissuta o sentita, ambientata in un periodo dell’anno in cui la gran parte del genere umano è più vulnerabile perché occupata a seguire il proprio programma immaginario per il Natale. ‘Black Christmas’, girato nel lontano 1974, è una pietra miliare del genere horror slasher (sotto-genere che racchiude tutte le pellicole in cui si assiste ad omicidi brutali effettuati con lame da taglio) che ha dato vita ad importanti film del settore come ‘Halloween’ di John Carpenter (1978).

In una fredda giornata che anticipa di poco il Natale, un gruppo di ragazze festeggia l’arrivo delle vacanze nella sede di una confraternita studentesca. Fuori, lontano dallo sguardo di tutti, una presenza sconosciuta, dal respiro pesante, gira attorno all’edificio alla ricerca di un modo per entrare. All’interno della casa iniziamo a conoscere i personaggi principali, Jess la protagonista (Olivia Hussey, famosa per il personaggio di Giulietta in ‘Romeo e Giulietta’ nel film di Zeffirelli del 1968), la disinibita Barbara (Margot Kidder è Lois Lane della trilogia di ‘Superman’ con Christopher Reeve), la più giovane e sensibile Claire (Lynne Griffin al suo primo film) e la governante ubriacona Mrs Mac (Marian Waldman). All’esterno della casa l’affannatore seriale, tramite un resistentissimo traliccio, si arrampica fino alla finestra della soffitta e trovandola aperta, entra nell’edificio.

Uno ad uno iniziano a scomparire i personaggi principali. Il regista è efficace nell’incutere paura mostrando davvero pochi dettagli come se il suo scopo sia quello di far lavorare la mente dello spettatore facendogli provare in prima persona ciò che manca nella scena. Le riprese e le ambientazioni sono tetre e disturbate. Assistiamo più volte alla violenza incontrollata dell’assassino, intervallata da scene tipiche di un Natale americano. La costruzione della trama presenta qualche incoerenza ma il dettaglio con cui sono costruiti i personaggi rende fluido lo scorrere degli eventi.

Le tematiche affrontate, l’attenzione nei dettagli caratteriali ma soprattutto lo stile registico fanno pensare al film come il risultato di un viaggio nel futuro da parte del regista. Purtroppo è troppo presto per essere apprezzato dalla critica. I riconoscimenti arrivano in ritardo, il film è un cult del genere horror, antesignano del sotto genere slasher.

Le Curiosità

La voce dell’assassino attraverso il telefono proviene da diversi interpreti tra cui lo stesso regista Bob Clark e l’attore italo canadese Nick Mancuso.

La scena del primo omicidio, la più famosa, è stata girata in poche riprese. Per renderla più realistica, è stato nascosto all’attrice il nascondiglio da cui sarebbe saltato fuori l’assassino.

La parte che ritrae la prima vittima avvolta con un sacco di plastica è presente in molte parti del film. L’attrice ha dichiarato di averla fatta senza grossi sforzi in quanto è un’ottima nuotatrice.

Il primo copione della pellicola venne dichiarato troppo violento e scurrile per gli anni settanta. Per questo motivo vennero modificate alcune battute e inserite alcune scene tragicomiche (si pensi al personaggio di Mrs Mac, ispirato ad una zia del regista).

Le ambientazioni sonore, realizzate da Carl Zittrer, sono il risultato di tracce registrate su nastro e rallentate all’occasione. Le parti con il pianoforte sono state ottenute legando sulle corde forchette e coltelli di metallo.

Inizialmente il film è stato distribuito in America con un altro titolo, ‘Silent Night Evil Night’.

Gli amanti del genere possono riconoscere in ‘Black Christmas’ moltissime scene di ‘Profondo rosso’ di Dario Argento. Qualche malalingua potrebbe pensare al film come fonte di ispirazione del regista italiano.

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