L’ Arena Grandi Eventi della Fiera di Cagliari ha accolto la notte di venerdì 1 agosto una delle band più importanti della scena alternativa italiana che negli anni a cavallo fra il vecchio e nuovo millennio ha scritto alcune delle migliori pagine della musica fuori dal coro mainstream. A distanza di quattro lustri dalla sua pubblicazione gli Afterhours sono tornati in città per riproporre, interamente dal vivo, uno dei capisaldi della loro produzione artistica, ‘Ballate per Piccole Iene’, uscito il 15 aprile del 2015 per l’etichetta discografica Mescal. Il concerto, organizzato dalla Vox Day, è stato aperto da Dodo Q e Joshburger. Non siamo voluti mancare all’appuntamento e vi raccontiamo come è andata.
Cupo, intenso, spietato, disilluso, sensuale e disperato, quando uscì nel 2005, ‘Ballate per Piccole Iene’ confermò il consistente cambio di rota avviato con ‘Quello che non c’è’ nel 2002 spiazzando positivamente critica e aficionados. Coprodotto da Greg Dulli, ex cantante degli Afghan Whigs, ottenne riscontri positivi in termini di vendite, venne stampato anche in lingua inglese e promosso in Europa e negli U.S.A. Considerato fra i migliori lavori di Manuel Agnelli e soci, all’epoca la formazione vedeva Andrea Viti al basso, Dario Ciffo violino e chitarra e Giorgio Prette alla batteria, è stato celebrato in primavera con una ristampa in tre formati diversi.
Sono stati proprio loro a ritrovarsi tutti assieme, con l’innesto del polistrumentista Giacomo Rossetti, sul palco dell’ Arena Grandi Eventi Fiera a distanza di quattro lustri per suonare dal vivo le canzoni di un disco epocale e altre perle ripescate da un passato non troppo lontano. Perché se è vero che sono passati vent’anni la grande risposta del pubblico ha messo in chiaro che le canzoni di questo disco e anche quelle più vecchie prese da lavori come ‘Germi’, ‘Hai paura del buio?’, Non è per sempre’ e ‘Quello che non c’è’ godono ancora di grande popolarità e ottima salute fra almeno, come ha sottolineato dal palco Manuel Agnelli, tre generazioni di fans.
Sono circa le 21.40 quando, dopo aver dato spazio alle belle esibizioni di Dodo Q e Joshburger, la band milanese sale sul palco. Si parte, come era lecito aspettarsi, da ‘Ballate per piccole iene’, che viene suonato quasi per intero, eccezion fatta per ‘Male in Polvere’ e così scorrono, ‘La Sottile linea bianca’, ‘Ballata per piccole iene’, ‘Ci sono molti modi’, dove il pathos è palpabile con la platea che partecipa a ritmo di batti mani con un classico dei live degli Afterhours, ‘La vedova bianca’ e si gasa per ‘Il sangue di Giuda’, uno dei momenti più alti del disco.

‘La canzone di Marinella’ di deandreiana fama apre la seconda parte del concerto che dopo la sezione celebrativa sta per sciogliere le briglie al più vecchio e graffiante repertorio. Il riff iniziale di ‘Strategie’ suona la carica con il pubblico che si prepara ad esplodere ma un inconveniente tecnico all’impianto audio blocca tutto per una ventina di minuti. La memoria dei fans e del frontman vanno subito al 2003, quando durante il Tora Tora festival organizzato dallo stesso Agnelli al parco di Monte Claro si verificò un inconveniente simile mentre suonavano i Linea 77 e spettò agli Afterhours riaprire le danze una volta risolto il contrattempo. “Chi era presente quella sera?” chiede il cantante. La risposta è una selva di mani alzate. “Evidentemente a Cagliari c’è qualcuno al quale non piacciono gli Afterhours sogghigna, ma noi ce ne freghiamo perché tanto è in minoranza!” Si ricomincia. Il viaggio riprende da ‘Strategie’ e continua con le scosse di Germi, ‘Lasciami leccare l’adrenalina’, ‘Dea’, ‘Le verità che ricordavo’, ‘Male di Miele’, introdotta dall’apprezzato omaggio a Ozzy Osburne con ‘War Pigs’ dei Black Sabbath, prima di tirare nuovamente il fiato con ‘Quello che non c’è’.
Il pubblico è letteralmente in delirio e l’energia sale per altri brani di repertorio come ‘Non si esce vivi dagli anni 80’, ‘Tutto fa un po’ male’, ‘Bye Bye Bombay’ e la più recente ‘Padania’ prima del gran finale con altri due classici, ‘Non è per sempre’ e ‘ Voglio una pelle splendida’. Festa celebrativa doveva essere e festa è stata, con la band che a sentire Agnelli è molto compiaciuta per come sta andando il tour e la serata cagliaritana è l’ennesima conferma.
Cala il sipario sulla data organizzata dalla Vox day di Davide Cattinari sulla quale c’erano molte aspettative che a giudicare dalla risposta del pubblico, in termini numerici, 4100 paganti, praticamente un sold out e partecipativi, sono state pienamente soddisfatte. Si va tutti a casa “senza un finale che faccia male coi cuori sporchi e le mani lavate” e la consapevolezza di aver assistito a un gran bel concerto. Era ora! L’ultima sortita cagliaritana di Agnelli e soci era stata nel 2009.










