La realtà cambia, giorno dopo giorno, inevitabilmente. E cambiano anche gli occhi con cui la si guarda, acquisendo maturità e una conoscenza di se stessi sempre più profonda. Una conoscenza artistica e personale che traspare dal nuovo disco in coppia dell’Mc di Fluminimaggiore Kush e del produttore di Buggerru Pnt, al secolo Andrea Milia 27 anni e Omar Pintore 26 anni, ‘’Sfitto’’ pubblicato il 10 settembre. Un disco costituito da 20 tracce e che ha tutti i requisiti per essere considerato a pieno titolo un classico dell’hip hop sardo. Un progetto frutto della sinergia della penna elegante di Kush e delle basi evocative di Pnt, con all’interno le collaborazioni di E.D.G.A.R., Consiglio, Doseman, Tes, Litir, Dek Funk, Ness One e le preziose skit di artisti di spessore quali Ekzel 10, Quilo dei Sa Razza, Su Rais, Wigsoo dei La Fossa, Nero, Ipno, Fil & Skingrino, Simon Clone, Raizen, Hussein, F.K. FaFa e Grado One. Un progetto coeso e minuzioso realizzato da chi, per richiamarsi alle parole dello scrittore Milan Kundera in ‘’Amori Ridicoli’’, ha maturità per guardare al passato con la consapevolezza di ciò che ha vissuto riuscendo a comprenderne il senso e traendo nuove chiavi di lettura per il domani.
Quando inizia il vostro sodalizio artistico?
Nel periodo della Percezione Ignota Posse, il gruppo di cui entrambi facevamo parte, intorno alla fine del 2015 e l’inizio del 2016. Nel 2017 quella esperienza è terminata e ognuno di noi ha intrapreso il proprio percorso. È venuto tutto in maniera molto naturale, la nostra collaborazione nasce dalla passione in comune per l’hip hop e dal desiderio di metterci in gioco.
Tra le tracce più d’impatto del disco spicca ‘’Il connubio parte 2’’: avete in programma anche la parte 3?
Ancora non ci abbiamo pensato, dipende da come si evolverà la situazione e dal prossimo progetto che avremo in mente di fare. Molto probabilmente, comunque, non andremo oltre la parte 3. Di sicuro la parte 2 della traccia ‘’Il connubio’’ contiene appieno il senso del disco e le due anime del progetto: quella più hardcore e quella più intimista.
Quanto ha influito venire dal Sulcis nel vostro percorso?
Chiaramente tantissimo, ci ha stimolato a dare il meglio di noi, motivandoci parecchio. La nostra provenienza geografica ci ha spinto a trovare un nostro stile, una nostra direzione e un nostro marchio di fabbrica. Le opportunità non sono tante ma la tenacia per proseguire non è mai venuta meno.
In cosa si differenzia questo nuovo disco rispetto al vostro precedente lavoro ‘’The LP’’, pubblicato sei anni fa?
È sicuramente più diretto e arriva dritto al punto con immediatezza, mentre il precedente album era più criptico. Il minimo comune denominatore di questo nuovo progetto è l’amore per l’hip hop: l’intero nostro disco è un tributo a questa cultura.
Pnt per il 2024 hai in programma un tuo album solista da produttore?
L’intento di farlo c’è, non credo però nel 2024. Non voglio mettermi fretta, voglio continuare prima il mio percorso di crescita.
Veniamo a Kush: i tuoi testi racchiudono tanti riferimenti, quali sono le tue influenze?
Dal punto di vista della letteratura sicuramente Kafka, in passato Baudelaire. Per ciò che concerne l’hip hop mi hanno influenzato tanto le produzioni dei pionieri nella fase dal 1979 al 1984, poi i testi di Eyedea, El-P, Cage oppure Necro, per quel che riguarda la scena italiana senza dubbio i Sangue Misto ma anche collettivi come i Truceboys.
Avete già in mente progetti futuri?
È ancora presto per parlarne essendo appena uscito il nuovo disco, però ci piacerebbe realizzare un altro lavoro con all’interno meno tracce, come un ep, da pubblicare durante l’inverno del 2024.
Cosa rappresenta per voi la cultura hip hop?
L’hip hop è una vera e propria attitudine, un approccio alla vita, è qualcosa che sentiamo dentro di noi giornalmente e che va oltre l’autocelebrazione e le rivalità fini a se stesse. La passione è sempre venuta prima di tutto, al di là del successo e della ricerca di un pubblico più ampio.










