‘All Bitches Die’, non facilmente, non subito, non tutte, ma il grido di infelicità è un dardo che esplode ed annienta la barriera del suono, colpisce al cuore e paralizza, ammalia, commuove, annienta.
Questo solo dovrebbe bastare per farci capire l’immensa portata di ‘Caligula’, il nuovo lavoro di Kristin Hayter – LINGUA IGNOTA – , uscito per Profound Lore Records spezzando così a metà il 2019, definendo quindi un pre e un post.
Parliamo di un’ opera che scava nell’abisso dell’anima, affondando nel dolore e con dolore alterna tra le poliedriche tracce dell’album. Un viaggio divino, una discesa negli inferi attraversando vari stadi, che inizia da ‘Faithful Servant Friend Of Christ’, vera dichiarazione di intenti, proseguendo tra urla di sofferenza di Kristin, marce funebri dal sapore di zolfo, assalti industrial, sample che sembrano sibili di serpenti a sonagli pronti a mordere alle caviglie.
Nulla è banale, tutto è reale, come il ‘4 Real’ auto inflitto sul braccio di Richey Edwards in studio con NME, che sprofonda nell’ atrocità inflitta dagli scream di ‘Butcher Of The World’, un vero set di frustate incandescenti sui nostri corpi nudi e freddi, e quando siamo ormai senza più conoscenza veniamo cullati dalla dalla litania di ‘May Failure Be Your Noose’ per poi essere presi di nuovo colpiti in pieno viso in una successione quasi empedoclea di amore e odio, violenza e oblio, urla e mantra
Non esiste il concetto di skip, ‘Caligula’ è un viaggio che deve essere intrapreso più volte nella vita, una catarsi da regalare a se stessi senza aver paura di soffrire durante l’ascolto (rigorosamente al buio, in solitaria) con la consapevolezza di lavare la propria anima e di uscirne diversi ogni volta.









