Wesley Eisold torna al Full Lenght dopo circa dieci anni, dopo svariate avventure di singoli ed EP e non possiamo che esserne più che felici. La sua creatura, Cold Cave, è sempre stata una delle più gradevoli del panorama Darkwave statunitense e mondiale, rinnovandosi sempre con classe ed originalità e senza rinnegare le proprie radici, chiaramente immerse nel sottobosco fatato 80s fatto di Cure, New Order, Depeche Mode, Sisters of Mercy.
“Fate in Seven Lessons” esce proprio in questi giorni, freddo ed anche romantico, glaciale ed emotivo ad inaugurare l’estate 2021, sette tracce, 33 minuti, insomma forse non proprio un full lenght, ma, sinceramente, qual è il problema, l’importante è riavere Cold Cave insieme a noi, quello si.
L’iniziale “Prayers from Nowhere” è già una bella dichiarazione di intenti, dove il sample di 808 programmato ad arte si contrappone ad un riff di chitarra del fidato Anthony Anzaldo quasi come fossimo di nuovo nei primi 90s di “I Feel You”, senza però scadere nell’effetto replica, ma anzi, aiutando noi nostalgici a risentirci ancora un po’ parte di quella scena.
“Night Light” invece potrebbe tranquillamente essere finalmente il nuovo singolo dei New Order (i più attenti poi avranno anche notato qualcosa nella cover dell’album), se solo facessero pace tra di loro invece di litigarsi il repertorio
Il bello di questo lavoro è che un album Cold Cave al 120%, con tutte le influenze che Eisold ha accumulato in questi anni. Dopo anni di hardcore, ricordiamolo.
“Love is All” è una ballad dolcissima che parte con la meravigliosa voce del figlio di Eisold e Amy Lee e si staglia nel cielo stellato notturno mentre ci concediamo qualche sogno che chissà se diventerà mai realtà.
Proseguiamo tornando alle gradite origini maggiormente ritmate che ci ricordano i primi lavori come “Love Comes Close”, chiudendo poi con “Promised Land” quasi a la Sisters of Mercy,
Ora voglio chiarirmi, citare grandi band del passato non mi serve per tacciare la creatura di Eisold come un banale macchina da copia, bensì per omaggiare la capacità di un ottimo artista di riassumere in sé varie sfaccettature di quel lato oscuro 80s che amiamo ancora e che spesso cerchiamo nelle novità senza trovarlo.
Cold Cave è una delle migliori creature (forse la migliore) della stirpe Darkwave degli ultimi 15 anni e non possiamo che essere felici di una uscita discografica maggiormente strutturata delle precedenti perché sono certo che ci accompagnerà per svariati mesi a seguire.
Sperando poi, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, in un ritorno live anche qua in Italia.
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