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Il breaking per sconfiggere la malattia. Nel docufilm di Roberto Pili la storia di Bboy Lucio

Di Francesca Mulas
18/12/2021
in Cinema
Tempo di lettura: 4 minuti

Nel pieno delle sue forze, a 32 anni Luciano Galici, breaker cagliaritano, è stato colpito da un tumore alla tiroide. Un male inaspettato e aggressivo che in pochi giorni ha sconvolto la sua vita e quella di familiari e amici. Eppure Luciano, in arte BBoy Lucio, aveva un obiettivo: concentrare tutte le sue energie nella sua passione grande, il breaking. Una storia di sofferenza ma anche di rinascita: oggi il giovane ha 38 anni e ha raccontato la sua malattia e la guarigione davanti all’obiettivo di Roberto Pili, fotografo e filmaker, per “BBoy Fiero, la passione e la mia forza”, docufilm realizzato nei mesi scorsi e presentato per la prima volta al pubblico venerdì 17 dicembre negli spazi della Cineteca Sarda a Cagliari.

La storia

Tutto ha inizio con una videocassetta: sono gli anni Novanta, Luciano, suo fratello Andrea e alcuni amici sono appena ragazzini ma già si interessano di cultura hip hop, musica rap e breakdance e aspettano pazienti ogni martedì, giorno in cui la tv Sardegna Uno trasmette un programma con musica e breaker. Insieme comprano un vhs dove scoprono il mondo delle battle, eventi internazionali in cui le crew di tutto il mondo si sfidano su ciò che sanno fare meglio, la breakdance. Eccolo, il primo grande obiettivo per Lucio e il suo gruppo, le Ormus Force, che dopo anni di allenamento sotto le gallerie Ormus, nel cuore di Cagliari, nel 2006 riescono davvero a conquistare la finale della Battle of the Year che si svolge in Germania a ottobre (qui il video). E’ il momento d’oro per il movimento in Sardegna, e sono tantissimi i ragazzi che si avvicinano alla breakdance attorno alle Ormus Force e alle altre crew che nel frattempo nascono in tutta l’Isola. Nella primavera 2015, pochi giorni dopo una gara piuttosto impegnativa, Luciano sente un dolore al collo e inizia una serie di esami: la diagnosi è carcinoma papillare. Il suo mondo crolla, il suo fisico apparentemente forte è attaccato da un male terribile. Gli ospedali, le terapie, l’operazione, la paura di non farcela. Eppure Luciano ha un chiodo fisso: tornare sul floor con gli amici di sempre, gli stessi che hanno accolto la notizia della malattia con enorme incredulità. Oggi, sei anni dopo, BBoy Lucio guarda a quei mesi con grande serenità. Di una cosa è convinto: senza il breaking, senza la passione che anima le sue giornate forse non sarebbe guarito. “Mi auguro che questo documentario – ha commentato Lucio al termine della proiezione – possa dare, soprattutto in questo periodo, un segnale di speranza, un aiuto, un messaggio forte a tutte le persone che combattono contro questo male e lanciare il messaggio che si può vincere grazie anche ad una passione forte che ti tiene legato alla terra e che ti dà la possibilità di andare avanti e farti sentire vivo”.

Il film e l’hip hop in Sardegna

Il racconto di BBoy Lucio non può prescindere dalla storia delle Ormus Force e di tutto il movimento break a Cagliari e dintorni: la sua vicenda personale è strettamente legata a quella dei tanti giovani che hanno animato la scena undergroung cagliaritana con esibizioni di breakdance spettacolari e uniche, dalle feste private alle serate allo skate park, e poi eventi musicali, spettacoli, street show, programmi tv. Un movimento animato da collaborazioni e rapporti di amicizia, dove forte è il senso di appartenenza a una cultura, quella hip hop, che non è solo musica. Nel film emerge forte la fratellanza dei BBoy cagliaritani, che traggono forza dallo stesso Lucio per affrontare insieme la malattia e cercare nuove sfide da condividere insieme. Molto bello il racconto di uno dei compagni della crew, BBoy Yaio, che ricorda come a pochi mesi dall’operazione di Lucio insieme hanno affrontato e vinto una battle tra le più impegnative al mondo. La vittoria di un terzetto, guidata dalle energie che il giovane è riuscito a trasmettere al gruppo.

La produzione

Il docufilm “BBoy Fiero, la mia passione è la mia forza” è stato autofinanziato e realizzato senza contributi pubblici. Quella cagliaritana è stata la prima proiezione pubblica ma il film è stato già presentato a festival ed eventi: ha avuto la “Menzione d’Onore” al “Total Impegno 2021”, è stato selezionato al : “First-Time Filmmaker Sessions By Lift-Off Global Network”, al “Vesuvius International Film Fest”, al “HIIFF – Heart International Italian Film Festival”, fiinalista al “Rome Independent Prisma Awards”, e premiato come miglior documentario al: “Cooper Awards”. Da oggi viaggerà sul grande schermo.

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