Giornata che a definire epocale non ci si sbaglia nemmeno un po’, svegliarsi la mattina con la consapevolezza di trovarsi in libreria già caricati i nuovi album di Verdena ed Editors vale già la spinta per affrontare la giornata in una maniera diversa.
Se il primo album sarà affrontato a breve posso già anticipare che il secondo segna un cambio di passo fondamentale per la carriera della band inglese, grazie all’ingresso permanente in formazione del compositore Blanck Mass, azzardo o innovazione? lo scopriremo.
Ma l’aggiungersi alla lista anche il nuovo album di Luis Vasquez, già ’The Soft Moon’, dopo aver divorato insistentemente il singolo ‘Become The Lies’, rende la giornata differentemente ancora più interessante, a tal punto da spingermi a dedicarmi a quest’ultimo lavoro dell’artista americano, coadiuvato dal nostro connazionale Matteo Vallicelli.
Niente da eccepire, nessuna rivoluzione per l’ennesimo album tritaossa, dal suono incessante, claustrofobico, martellante, che pone l’ascoltatore praticamente spalle al muro per tutta la sua durata.
L’Album apre le danze con la lenta ’Sad Song’ che si rivela praticamente un opening di classe per la successiva flagellazione di ‘Answers’, delineando una escalation che ha nella tribale ’Face Is Gone’ il suo tribale apice.
Si respira lentamente con ’Monster’ per poi riprendere a subire passivamente per quella che mi sento definire la seconda metà dell’album che termina con la suntuosa ’Exister’.
In definitiva niente di nuovo sotto il sole nero di Luis Vasquez ma un ennesimo album di valore, undici tracce molto veloci per soli trentasei minuti assillanti, onirici, decadenti, non vedo l’ora di affrontare Luis on stage nel suo breve tour italiano che toccherà anche Milano
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