C’è il professore che urla in aula in piena crisi di nervi; la venditrice al mercato; le chiacchiere di una parrucchiera con la sua cliente; il cantante rap che dedica un brano alla gelateria dello zio. E ancora le voci dai social network, da un autobus, da un videogioco, dal telegiornale, da uno strampalato spot per la tv. Sono le voci del mondo in cui viviamo, catturate da un registratore e riproposte nell’originale e suggestiva performance “Juke Box” andata in scena tra 21 e 24 settembre negli spazi di Sa Manifattura a Cagliari per il calendario “Prototipi” di Sardegna Teatro.
In scena Monica Demuru, attrice e cantante, che porta a Cagliari un progetto internazionale dal titolo “Encyclopedie de la Parole” per la regia di Joris Lacoste a cura di Elise Simonet sulla registrazione di suoni, discorsi e voci del contemporaneo colte nelle nostre città in contesti pubblici e privati. E proprio come un Juke box dove si sceglie il brano da sentire, Monica Demuru ha riprodotto le voci da una lista di documenti audio chiamati di volta in volta dal pubblico: ed è così che approdano nella scena il professore esausto dagli studenti indisciplinati, una maestra che legge una storia per bambini all’interno di una biblioteca, un pubblico ministero impegnato in un interrogatorio, un bimbo che racconta un sogno ispirato alla creazione del mondo con, in mezzo, dinosauri e t-rex. Il risultato è un racconto divertente e variegato del mondo in cui siamo immersi animato da piccole e grandi nevrosi, dove una scena quotidiana può essere comica, drammatica, angosciante a seconda del contesto in cui si ascolta. L’attrice con la sua straordinaria espressività nella postura, nella voce, nei gesti e nello sguardo crea un singolare repertorio sonoro di ciò che accade attorno a noi, ci rende partecipi di una realtà a cui spesso non prestiamo attenzione e ci invita a essere più attenti e consapevoli nel guardare il mondo.

L’appuntamento di “Juke Box” è il secondo della ricca programmazione che Sardegna Teatro, 49 anni di attività nell’Isola, ha messo in piedi a Sa Manifattura con “Prototipi”: “Un inedito spazio di creazione – spiegano gli organizzatori – che fa dialogare i mondi della tecnologia e delle arti performative con nuove modalità di fruizione del pubblico. Il calendario ha preso il via il 19 settembre e si concluderà il 28 ottobre; tra i prossimi appuntamenti sabato 8 e domenica 9 ottobre la mostra DO-RE-MI-KA-DO degli olandesi De Stilte, in collaborazione con il festival Tuttestorie e con Fuorimargine, rivolta ai bambini e alle bambine dai 2 ai 6 anni con musica, colori e danza.
Suzanne Kennedy, artista tedesca da anni impegnata in performance che sperimentano le tecnologie, propone “I am (VR)” venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 ottobre, un lavoro di teatro immersivo in cui il pubblico munito di un visore VR è invitato a seguire un percorso meditativo verso un incontro misterioso con un oracolo.
Dal 13 al 20 ottobre, un lavoro per 16 persone per volta: “A 1000ways: un’assemblea”, della compagnia americana 600Highwaymen, incontri tra sedici sconosciuti, guidati da una partitura di istruzioni, domande, suggerimenti e indicazioni fisiche. In questo modo delle persone che non si sono mai incontrate, costruiscono una serie di performance l’uno per l’altra. Usando un testo condiviso, emerge un suggestivo racconto di perseveranza che rimarca il modo in cui ci consideriamo l’uno l’altro individualmente e collettivamente, dopo tutto questo tempo di separazione.
Nei giorni 8, 9, 13, 14, 15 e 16 ottobre va in scena una nuova produzione di Sardegna Teatro: dal testo di Rob Drummond “In fidelity” nasce “In fedeltà”, ideato, diretto e recitato da Roberto Rustioni. Si tratta di un esperimento scenico giocoso in cui un performer/presentatore invita due persone single tra il pubblico – sconosciute tra loro – a costruire sul palco un primo appuntamento: un meccanismo che richiede la partecipazione e l’aiuto di tutti gli spettatori. Con leggerezza, partendo dalla biografia di Darwin e dalle sue teorie scientifiche, per poi arrivare ai siti d’incontro web, l’autore, attraverso la continua interazione del performer con la platea, si interroga sull’amore.
Il programma completo di “Prototipi” si trova qui.










