Il Tribunale di Cagliari si è espresso: la donazione delle opere che l’artista Maria Lai ha concesso alla Fondazione Stazione dell’Arte, che gestisce il museo a lei dedicato con sede a Ulassai, non implica la cessione del diritto d’autore che spetta invece agli eredi.
Si conclude così, con l’ordinanza del 19 gennaio 2021 firmato dal giudice Bruno Malagoli, una disputa che dura dallo scorso anno e che vede contrapposti la nipote e legittima erede dell’artista di Ulassai Maria Sofia Pisu e la Fondazione, presieduta da Gian Luigi Serra sindaco di Ulassai.
Tutto ha origine a causa di una serie di pubblicazioni che a detta del museo rientrano a pieno titolo nello statuto della fondazione che ha, tra gli altri, lo scopo di diffondere l’opera e il messaggio di Maria Lai attraverso attività e pubblicazioni. Secondo Maria Sofia Pisu, e oggi secondo il tribunale, i diritti sulla diffusione delle immagini, comprese quelle delle opere donate al museo, appartengono a chi eredita.
Il museo ora dovrà fronteggiare le spese legali e corrispondere una cifra pattuita per ogni catalogo e libro venduto.
L’autofinanziamento attraverso l’attività editoriale, oltre che il ricavato della biglietteria, sono ciò che permette alla Stazione dell’Arte di conservare e mostrare in una cornice curata e ben corredata di informazioni le cinquanta opere che Maria Lai diede in donazione nel 2004, anno di costituzione della Fondazione, da lei stessa fortemente voluta e con la quale ha collaborato in prima persona per nove anni.
La mancanza di specifiche sull’utilizzo dei diritti ha dato il via ad una serie di comunicazioni da parte della nipote e, in risposta dal museo. Scambi che purtroppo non sono riusciti a conciliarsi su un terreno ma hanno dovuto cercare una soluzione ricorrendo a vie legali.
La materia è estremamente complessa e certamente appare chiaro che il tema dei diritti d’autore sia quanto mai sentito e bisognoso di approfondimenti e azioni che garantiscano la piena soddisfazione di chi deve affrontare la consegna di una così bella e gravosa eredità, ma anche la tutela di chi necessita di svolgere attività di studio, ricerca e promozione dell’artista, del bene artistico e in un’ottica più ampia del territorio.
In tal senso sarebbe un peccato perdere un’istituzione museale che protegge l’operato artistico dell’amatissima Maria Lai e ci auguriamo che questo non avvenga, indipendentemente dalla corretta applicazione della legge da parte del tribunale di Cagliari e in rispetto della sentenza emanata.
Una questione molto terrena e molto lontana per Maria Lai che scriveva:
“All’essere umano non basta la terra sotto i piedi, non basta il sole sulla testa. L’uomo diventa adulto per realizzarsi oltre il proprio spazio e il proprio tempo”.
















