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Dai fenicotteri all’archeologia industriale, il Parco di Molentargius svela i suoi tesori per Monumenti Aperti

Di Danila Demurtas
14/11/2021
in Ambiente, Cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
Dai fenicotteri all’archeologia industriale, il Parco di Molentargius svela i suoi tesori per Monumenti Aperti

Nel cuore di Cagliari c’è un parco di straordinaria bellezza, ricco di tracce antiche e storia, che comincia da via La Palma con la chiesetta Santa Maria Immacolata, prosegue con il complesso delle Saline di Stato, si estende per 1600 metri quadri e ospita un prezioso e unico insediamento di fenicotteri rosa. Il sito di Molentargius, usato per l’estrazione del sale fino al 1985, oggi è un parco naturalistico regionale incastonato tra i comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena e conserva gli edifici dei primi del ‘900 della Città del Sale.

Due studentesse impegnate nella visita al Parco

Il percorso dentro il Parco e le guide

Il tour di questa bellissima area umida, proposto dalla 25esima edizione di Monumenti Aperti organizzata dall’associazione Imago Mundi, comincia dalla parte del fabbricato Sali Scelti, oggi sede della direzione del Parco, un tempo adibito alla purificazione e lavorazione del sale. Ci fanno da ciceroni i ragazzi e ragazze del Liceo linguistico “Eleonora d’Arborea”, Liceo scientifico L.B.Alberti e la scuola primaria di via Is Guadazzonis a Cagliari. Due i percorsi proposti: quello naturalistico e quello del rollone.

Il canale La Palma

La storia del Parco e delle Saline

Il parco naturalistico regionale venne istituito nel 1999 con l’obiettivo di tutelare e valorizzare un sito di interesse internazionale, già inserito nella Convenzione Ramsar, siglata nel 1971 tra alcuni Governi, istituzioni scientifiche e organizzazioni internazionali per la conservazione delle zone umide, per la sua importanza come luogo di sosta, svernamento e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa, simbolo della città di Cagliari.

Le vicende del parco sono strettamente legate alla lavorazione del sale: deve il suo nome a is molentargius, i conduttori di asini in lingua sarda, che caricavano il sale raccolto nei bacini; la zona ha rappresentato per secoli il bacino più ricco in Sardegna per l’estrazione del sale dall’acqua del mare: fino al 1985 veniva prodotto sale da cucina, mentre la produzione di sali di magnesio fu interrotta negli anni Cinquanta.

A sinistra l’edificio Sali scelti con la darsena

Della lavorazione del sale rimangono alcune strutture di grande valore architettonico: l’edificio dei Sali Scelti, costruito nel 1930, è un tipico esempio dei fabbricati industriali ottocenteschi; venne completamente abbandonato con l’evoluzione delle tecniche di lavorazione del sale. Ai primi del 2000 è diventata la sede della direzione del Parco di Molentargius e ospita l’Infopoint, da cui partono i tour a piedi, in bicicletta o con minibus elettrici. Dietro questo monumentale edificio si trova la darsena collegata con La Palma, dove attraccavano le chiatte che trasportavano il sale da purificare prima di essere caricato sulle navi. Le fasi della lavorazione del sale prevedevano l’utilizzo di un elevatore e sfruttando la forza di gravità il sale marino veniva lavato, trattato chimicamente e fatto essiccare. All’interno dello stabile è presente un centro di educazione ambientale. A partire dal XVIII secolo, con l’accrescersi della domanda dei mercati del Nord Europa, anche le strutture cagliaritane vennero trasformate e rese più funzionali e veloci, e nella seconda metà del Settecento furono edificati i primi caseggiati destinati a ospitare i lavoratori forzati provenienti dal Piemonte e dalla Lombardia.

Genti arrubia, i fenicotteri rosa

Durante la visita guidata, gli studenti hanno ricordato una delle presenze più caratteristiche del Parco: il fenicottero rosa, noto ai cagliaritani come genti arrubia da una poesia di Aquilino Cannas. I fenicotteri sollecitarono anche la fantasia della scrittrice sarda Grazia Deledda che nella sua autobiografia romanzata “Cosima” scriveva: “Uccelli mai veduti con le ali iridate, si sollevano dallo stagno, come sgorgassero dall’acqua, e disegnarono sul cielo una specie di arcobaleno: forse un miraggio”. Non sempre i fenicotteri sono stati ammirati e rispettati per la loro bellezza: in età antica venivano apprezzati come cibo per il cervello e la lingua, mentre e il femore dell’animale era considerato utile per la costruzione delle launeddas.

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