La guerra fredda tra le due superpotenze Unione Sovietica e Stati Uniti d’America si combatté anche in cielo: erano gli anni delle prime esplorazioni spaziali e i due governi facevano a gara davanti al mondo per conquistare i primati dell’aria. Il 4 ottobre 1957 l’Urss lanciò in orbita il primo satellite artificiale, pochi mesi dopo fu la volta dell’americano Explorer I; il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo nello spazio, neanche un mese dopo l’avventura toccò ad Alan Shepard, mentre nell’estate 1969 Neil Armstrong e Buzz Aldrin piantarono la bandiera a stelle e strisce sulla Luna.
Ma nella corsa allo spazio uno dei primati più leggendari e duraturi fu quello di Valentina Vladimirovna Tereshkova, la prima donna nello spazio. La sua impresa, compiuta tra il 16 e il 19 giugno 1963, resterà imbattuta per altri vent’anni.
Vostok 6, una missione al femminile

Mentre la politica statunitense costruiva con i media e il cinema un modello femminile basato su casa e famiglia, l’Unione Sovietica invitava le donne a lavorare e impegnarsi accanto agli uomini. E ad andare nello spazio insieme a loro: nel 1962 il governo lanciò il primo bando per la missione Vostok 6 e si candidarono in mille. Valentina, nata da famiglia proletaria in un villaggio della Russia europea, Maslennikovo nella regione di Tutaevskij, era allora impegnata come sarta e stiratrice in una fabbrica di cotone, ma già da giovanissima era appassionata di volo e paracadutismo. Fu scelta insieme a quattro, ma alla fine fu l’unica destinata al viaggio: pare che sia stato lo stesso segretario Urss, Nikita Krusciov, a selezionare quel nome perché “incarna gli ideali della Russia”.
Il 16 giugno 1963 la navicella fu lanciata dalla base Baikonur in Kazakistan, unica passeggera la Tereshkova, nome in codice “čajka”, gabbianella: fece ben 48 giri attorno alla terra per un totale di 71 ore, e il 19 giugno tornò sulla terra. Al suo rientro il Paese le tributò grandissimi onori: fu insignita della medaglia di Eroe dell’Unione sovietica, degli Ordini di Lenin, dell’Ordine della Rivoluzione d’Ottobre; ricevette nei decenni successivi l’onorificenza della Bandiera rossa del Lavoro, dell’Amicizia tra i popoli, la medaglia per il Giubileo dei 100 anni dalla nascita di Lenin e un’infinità di altri riconoscimenti in patria e in tutto il mondo. Per vent’anni fu la prima e unica donna nello spazio, e nel 1982 fu la volta di un’altra sovietica, Svetlana Savitskaya, mentre la prima americana, Sally Ride, ci arrivò nel 1983.

Una missione con tanti errori e un segreto lungo cinquant’anni
Per oltre cinquant’anni, però, Valentina tenne per sé un grande segreto: la missione Vostok 6 non fu un successo come raccontò la propaganda sovietica, ma una spedizione drammatica con tanti errori e rischi grandissimi. Alla partenza, rivelò la donna ormai settantenne durante un’intervista alla stampa, dopo trenta giri attorno alla terra, la navicella iniziò ad allontanarsi sempre più dall’orbita e se gli ingegneri spaziali non avessero rimediato con un cambio di rotta la cosmonauta sarebbe andata alla deriva nello spazio. Il viaggio fu terribile, con dolori atroci dovuti alla posizione immobile per 70 ore e alla pesante strumentazione su corpo e testa. Al rientro, la donna fu sparata fuori dall’abitacolo e atterrò con il paracadute ferendosi al viso; fu soccorsa da una contadina che l’aiutò a liberarsi della tuta e portata in ospedale. Le immagini della fine missione che oggi conosciamo, con una Tereshkova sorridente e rilassata, sono state realizzate solo dopo qualche giorno in favore di telecamera e obiettivi, quando Krusciov mostrò al mondo il trionfo e la perfezione dell’impresa sovietica.

Il resto è cronaca recente: Valentina ha oggi 86 anni, ha trascorso gli ultimi impegnata in politica nel partito di Vladimir Putin Russia Unita e in difesa dell’ortodossia russa; nel 2014 l’abbiamo vista alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi mentre portava il vessillo olimpico. Oggi nel suo villaggio di nascita c’è un museo chiamato Cosmos dedicato proprio alla sua impresa.
E lassù sulla luna c’è una valle chiamata per lei, la prima donna a volare in cielo, “Valle Tereshkova”.










