Nell’ottobre dello scorso anno Nemesis Magazine ha attraversato il Campidano, la Marmilla e la Giara su invito del Cammino Francescano in Sardegna lungo parte del percorso promosso dall’omonima Fondazione e ne è nato un reportage: il racconto di un progetto in divenire, di comunità, di turismo spirituale e di valorizzazione ambientale.
Sull’itinerario dedicato alla sentieristica francescana nell’isola si segnalano ora due importanti novità.
La prima è l’uscita nelle librerie della Guida al Cammino Francescano in Sardegna, edita da Terre di Mezzo, punto di riferimento nazionale per i cammini e il turismo consapevole: le tappe, le mappe, i racconti e i riferimenti storici e spirituali che accompagnano il pellegrino lungo l’itinerario di 125 chilometri da Cagliari a Laconi. È un supporto concreto per chi desidera mettersi in cammino e una narrazione autentica dell’esperienza a firma di Padre Fabrizio Congiu, ideatore del Cammino, e vicepresidente della Fondazione Cammino Francescano in Sardegna.
La seconda è la firma ufficiale, lo scorso 28 giugno al Convento dei Padri Cappuccini di Sanluri, del Protocollo d’Intesa tra la Fondazione e i Comuni del tratto Cagliari–Laconi, l’unico segmento oggi infrastrutturato del Cammino Francescano e inserito nel Registro regionale dei Cammini e degli Itinerari dello Spirito.
“Questo progetto vive grazie all’impegno di chi crede che la Sardegna possa essere raccontata anche attraverso il silenzio dei sentieri, l’ospitalità dei piccoli borghi e la forza simbolica dei luoghi francescani”, ha dichiarato Maria Ignazia Deidda, presidente della Fondazione Cammino Francescano in Sardegna. L’accordo prevede, tra gli altri impegni, la nomina dei referenti di tappa da parte dei Comuni, il coinvolgimento di gruppi locali e parrocchie per l’accoglienza dei pellegrini e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei percorsi. Particolare attenzione è dedicata anche alla promozione di buone pratiche ambientali, alla sostenibilità del progetto e alla valorizzazione dell’identità culturale e spirituale dei territori attraversati.

“Questo Cammino è nato dal silenzio, dall’ascolto, dalla polvere delle strade percorse a piedi e dalle storie custodite nei conventi plurisecolari – ha commentato Padre Fabrizio nella presentazione della guida, a margine della sigla del protocollo d’intesa – Non è solo un progetto turistico, ma un invito a ritrovare l’essenziale, a rallentare, a riscoprire la presenza di Dio nei luoghi e nelle persone. La Sardegna ha una spiritualità profonda, talvolta nascosta, che il Cammino Francescano aiuta a far riemergere, passo dopo passo. Vedere oggi le istituzioni camminare insieme, firmare un impegno comune, accogliere i pellegrini con rispetto e semplicità, è il segno che qualcosa di buono è stato seminato. Ma il Cammino non si esaurisce in una guida o in una firma: è una via che continua, che chiede cura, umiltà e comunione. Perché ogni vera meta, nel cammino dello spirito, è sempre un nuovo inizio”.
Miriam Giovanzana, direttore editoriale di Terre di Mezzo Editore, ha ricordato: “Non raccontiamo solo sentieri e distanze, ma esperienze che trasformano. Ogni guida è un invito a partire, ma anche a fermarsi, a osservare, ad ascoltare”.
Renato Tomasi, responsabile del settore Valorizzazione Territoriale e referente per l’Assessorato Regionale del Turismo, che sostiene il progetto della Fondazione Cammino Francescano in Sardegna, ha sottolineato: “Dobbiamo lavorare per portare davvero le persone sul Cammino, farlo vivere e attraversare. E, prima ancora dei turisti o dei pellegrini da fuori, devono essere le comunità locali a conoscerlo, a riscoprirlo, a farlo proprio”.
Nell’immagine in evidenza il Cammino di San Francesco in Sardegna. Al centro Don Fabrizio Congiu










