‘Meretrix – Donna Proibita’, andato in scena lo scorso venerdì 29 aprile al Teatro Massimo di Cagliari e il giorno prima al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, fa parte della rassegna ‘Pezzi Unici’ della stagione di prosa 2021-2022 CeDac Sardegna.

Lo spettacolo musicale di Barbara Begala, che ne ha curato scrittura, regia, scenografia e costumi, la vede interpretare tutte le quindici figure femminili, protagoniste di storie tanto diverse quanto legate dal filo conduttore della forza femminile e della professione svolta, in alcuni casi per scelta, ma molto frequentemente per necessità: la prostituzione.
E così l’erotismo, a volte in maniera discreta, spesso in maniera sguaiata e ostentata come forse ci si attende dall’argomento, permea le scene.
L’ironia sempre presente, forse perché necessaria, accompagna ogni racconto e ogni cambio narrativo. La scenografia, senza tempo, si adatta ad ogni racconto, e così si passa con naturalezza dalla sensuale Lola Lola del film ’L’Angelo azzurro’, alla orgogliosa apostola Maria Maddalena, dalla dolce Cabiria di Fellini, alla “pazza” Claudia Drape, del famoso film con Barbra Steisand.
Il pregiudizio (chissà cosa ha fatto per arrivare fino a lì), così come lo stereotipo (il mestiere più antico del mondo), è sempre dietro l’angolo, ma per ogni situazione c’è una spiegazione, che spesso sviscera l’argomento fino a riportarlo alle origini. È così secoli (anche millenni) vengono ripercorsi attraverso l’artificio dell’interpretazione, al fine di assicurarne la lettura in chiave più leggera, e attraverso una voce narrante.
Il pianoforte, suonato da Riccardo Biseo, è una presenza costante che, a volte è sottofondo, altre accompagnamento, altre ancora il vero protagonista. Sempre con la stessa efficacia. Biseo, famoso jazzista, non accompagna solo con la sua musica, ma anche con la sua inflessione romanesca, da solo o in interazione con la protagonista, conferendo precisa connotazione temporale attraverso aneddoti e resoconti documentati che spesso rivelano l’originaria etimologia dei richiami, noti a tutti seppure non nel dettaglio.
All’interno di una società sempre diversa, ma spesso egualmente ingenerosa, queste donne si presentano come chi fa dell’amore non solo una professione, ma una missione. Non si trascura di citare tutti i sinonimi del gentil (non debole) sesso.
Un ritorno in Sardegna con questa produzione Animaluna – in collaborazione con la Compagnia Mauri-Sturno, per la Begala, attrice e cantante cagliaritana di origine, acclamata e applaudita per l’originale performance dai suoi conterranei che avevano forse bisogno di un’opera così curata nei dettagli su un tema facilmente fraintendibile.
Il finale a sorpresa rilancia l’argomento solo apparentemente monotematico.











