Il progetto ARTExhibition, realizzato di recente con un contributo del bando IdentityLAB dell’assessorato ai Beni culturali della Regione Sardegna, mira a raccontare l’arte contemporanea in Sardegna in modo nuovo e piacevole attraverso i linguaggi multimediali.
Una questione di identità, forse, alla base della scelta di realizzare un prodotto che parla di tematiche molto vicine alla sensibilità dei sardi e dell’isola che, nel tempo, ha saputo forgiare artisti capaci di varcare i confini d’acqua e approdare nel mondo.
La web serie di ARTExhibition, composta di dodici episodi e on line da lunedì 2 maggio sul sito internet del progetto e sulla tv on demand Diamante, è frutto della collaborazione tra Arionline, Karel e Bibigula; è stata ideata da Davide Melis che firma anche la regia e la sceneggiatura (insieme a Paola Cireddu) e con la direzione artistica della giornalista Raffaella Venturi, penna autorevole della critica d’arte in Sardegna.

Si può parlare di valori identitari, di emozioni millenarie e di contemporaneità con leggerezza? Questa la vera sfida raccolta dal team di creativi che, attraverso una sceneggiatura che fa da sottotrama alla serie, lega ogni episodio in modo divertente, ironico e parecchio realistico ma con un tuffo nell’iperbole per quanto riguarda certi personaggi. È il caso del severissimo direttore Antony Arù della rivista ARTExhibition, magazine dell’élite per l’élite (interpretato da Simeone Latini) che sfrutta la sua nuova tirocinante giornalista Manon (l’attrice Marion Costantin), come esploratrice dei talenti sardi. Lei francese, timida ma motivata accetta con riluttanza e un rimborso spese risicatissimo l’avventura in terra sarda. Ad affiancarla una fotografa bizzarra, Janet (Valentina Stagg), con uno spiccato gusto per la moda che contrasta con la semplicità di Manon.
Ecco una Sardegna finalmente inedita, con i suoi sfondi naturali che non sono più ancestrali scenografie/cartolina per turisti, ma i luoghi natali di donne e uomini dal talento straordinario.
Tappa obbligata per la prima puntata è Ulassai, il paese di Maria Lai che di questa storia tiene in qualche modo i fili. La seconda puntata è l’intervista ad Antonello Cuccu, ceramista, la terza ha come protagonista Rita Correddu, artista, la quarta racconta il lavoro della fotografa Anna Marceddu, e di seguito lo stilista Luciano Bonino, lo scenografo Marco Nateri, l’artista Giovanni Casu, il designer di coltelli Antonio Fogarizzu, la textil designer Eugenia Pinna, l’artista Josephine Sassu, il fotografo Thierry Konarzewski. L’ultimo episodio è un vero regalo: contiene in esclusiva un frammento dell’intervista che Maria Lai concesse al regista Davide Melis poco prima di morire.
ARTExhibition è anche una App per Android che consente di creare collegamenti ipertestuali tra artisti e luoghi, oggetti, monumenti, musei e documenti. Il lavoro sui contenuti ha interessato realtà importanti del territorio come Museo e Fondazione Nivola, Stazione dell’Arte di Ulassai, Macc, Museo diocesano arborense, Spazio Ilisso. Ad arricchire il progetto gli interventi di storiche e storici dell’arte attivi nell’isola in prima linea per la diffusione della cultura e del patrimonio sardo: Antonella Camarda, Giuliana Altea, Davide Mariani, Efisio Carbone, Silvia Oppo e Antonello Carboni. Grazie al supporto della Sardegna Film Commission, istituzione di fondamentale importanza nella produzione audiovisiva, è stato possibile avere riprese di grandissimo pregio.
Un archivio multimediale che può generare infiniti percorsi di conoscenza e potrà essere implementato in futuro con nuovi contributi per raccontare una Sardegna che cresce, che produce e che crea bellezza.










