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Arte e innovazione in Sardegna, a Bari Sardo, Ilbono, Lanusei e Triei il festival di media art relazionale IMAGOMARE

Di Redazione
16/07/2025
in Arte
Tempo di lettura: 5 minuti
Arte e innovazione in Sardegna, a Bari Sardo, Ilbono, Lanusei e Triei il festival di media art relazionale IMAGOMARE

Screenshot

Arte, tecnologia, innovazione abitano in Sardegna, in Ogliastra. Da giovedì 24 a martedì 29 luglio a Bari Sardo, Ilbono, Lanusei e Triei si terrà la prima edizione di IMAGOMARE, festival di media art relazionale, ideato e realizzato da EIA FACTORY, collettivo e associazione che unisce arte, intelligenza artificiale e sperimentazione con la direzione dell’artista e curatrice Nicoletta Zonchello.

Fulcro delle sei giornate, con al centro l’immaginazione come strumento di trasformazione individuale e collettiva, è a Bari Sardo il MAB – Centro d’Arte Contemporanea. Inaugurato nel 2024 da EIA FACTORY, lospazio dedicato alla produzione e alla fruizione dell’arte, con una forte vocazione alla partecipazione, alla ricerca sui linguaggi digitali e alla relazione con il territorio, si propone come nodo culturale tra l’Ogliastra e i contesti nazionali e internazionali.

IMAGOMARE propone i progetti di artisti e ricercatori di arte digitale: installazioni interattive al Mab e in luoghi suggestivi come la Tomba nuragica dei giganti di Osono, a Triei, camminate esperienziali nei Comuni raggiunti dal festival e performance immersive a Bari Sardo, per riscoprire il legame tra persone, luoghi e linguaggi contemporanei.

Nicoletta Zonchello

Intervengono al festival: l’artista e tecnologo creativo e docente alla Domus Academy e NABA Milano Riccardo Mantelli; il designer e artista visivo Nima Gazestani, attivo in progetti multidisciplinari per marchi internazionali quali Netflix, Toyota, Flos, Versace e molti altri; la designer multimediale e docente Natalia Polvani, che esplora il dialogo tra pratiche analogiche e strumenti digital; la visual designer e light artist, Giulia Sirianni, in arte Monkeycat, attiva nel mondo del live show design, in grandi produzioni internazionali come quelle di Jean Michel Jarre e Placebo; l’ingegnere elettronico Felice Colucci, con oltre vent’anni di esperienza nella computer vision e nell’IA generativa per opere digitali immersive; l’ingegnere del suono e musicista, formatosi negli Stati Uniti, Enrico Sesselego; l’ artista sonoro visivo, docente di Musica Elettronica al Conservatorio di Cagliari e direttore artistico dell’Associazione Ticonzero Daniele Ledda.

Il programma

Il MAB rinnova la propria vocazione a esplorare il rapporto tra arte, tecnologia e società con l’installazione di Riccardo Mantelli Ali d’Angelo – Muro della Pace, che dà il via al festival giovedì 24 luglio a Bari Sardo alle 21 (dopo il taglio ufficiale del nastro alle 20.30): sulla facciata del centro d’arte contemporanea (in Vico III Trento) i messaggi di cittadini e viaggiatori si trasformano in immagini generative in tempo reale, dando vita a un’opera collettiva che celebra dialogo e partecipazione.

Venerdì 25 luglio si resta a Bari Sardo per la camminata Anti GPS di Riccardo Mantelli, con inizio alle 18.30: “Un invito a perderci insieme: ci incontriamo per una passeggiata poetica, senza mappe né percorsi tracciati. Ogni oggetto, angolo o segnale diventa spunto per deviare, ascoltare, immaginare. Esploriamo città invisibili nascoste dentro quelle reali. Ogni passo è una scoperta!”. Repliche della camminata domenica 27 a Ilbono e martedì 29 luglio a Lanusei.

Alle 21 al MAB in programma una performance/installazione di Nima GazestaniI. In dialogo con il tema di Imago Mare e ispirata al lavoro di Memo Akten, l’installazione invita a creare paesaggi marini con materiali semplici. Le immagini vengono trasformate in tempo reale da un’intelligenza artificiale, dando vita a un mare immaginario in continua mutazione.

Sabato 26 luglio a Triei, alle 20 una serata sotto le stelle nella cornice unica della Tomba di Osono con Risonanze Celestiali: geometrie cosmiche, suono e osservazione del cielo. Un viaggio immersivo tra scienza, intuizione e bellezza, nella notte ogliastrina. L’esperienza, guidata da Riccardo Mantelli, unisce l’osservazione del cielo a tecnologie interattive che amplificano la percezione e aprono nuove visioni.

Monkeycat Giulia Sirianni

Domenica 27 luglio al MAB, a Bari Sardo due appuntamenti: alle21 la performance sonora di Daniele Ledda Clavius, una famiglia di strumenti originali ideati dal musicista e compositore caglia ritano, ispirati al concetto di pianoforte preparato di John Cage, che fondono analogico e digitale, trasformandosi in veri e propri “strumenti aumentati”. Durante la performance, il suono nasce dal gesto diretto sulle corde.

A seguire Audible Landscapesfor Unforeseeable Cities, performance di Felice Colucci ed Enrico Sesselego, che riflette sull’immaginazione come strumento per costruire futuri possibili. Suoni e immagini si mescolano tra tecnologia generativa e analogico, tra presente e distopia, per ricordarci che il futuro è quello che scegliamo di immaginare.

S’intitola Organismo Temporaneo la performance interattiva di Monkeycat (alias Giulia Sirianni) in agenda lunedì 28 luglio a Bari Sardo, al MAB, alle 21: un’esperienza collettiva che trasforma il vicinato (su bixinau) in uno spazio di esplorazione e ascolto. Durante l’evento, oggetti e frammenti raccolti diventano parte di una performance audiovisiva interattiva che svela mondi nascosti. Un rito effimero di memoria e trasformazione, guidato da Monkeycat.

La serata si chiusura di IMAGOMARE è, martedì 29 luglio alle 21, con Natalia Polvani e la sua installazione Giardino Lunatico: cartografie floreali per una costellazione interiore: un giardino di carta e luce che invita a rallentare, osservare e orientarsi. Tra sagome floreali e geometrie simboliche, l’opera evoca un paesaggio delicato e silenzioso, dove ogni gesto o presenza modifica la percezione. Un viaggio tra mandala, costellazioni e visioni interiori, in equilibrio tra materia fragile e immaginazione.

Un festival per immaginare il possibile

“IMAGOMARE è un invito a superare i confini della percezione quotidiana e ad abitare lo spazio in modo diverso, attraverso il linguaggio dell’arte – sottolineano gli organizzatori – Un festival che pone la creatività, la sperimentazione e il coinvolgimento attivo delle comunità al centro dello sviluppo territoriale”.

IMAGOMARE è realizzato con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Nella foto di copertina il MAB

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