Assolutamente uno dei dischi più attesi dell’anno.
I ragazzi di Sheffield, assenti dalle scene da circa quattro anni non si sono fatti desiderare oltremodo dando alla luce il loro settimo album. Quel giorno illuminato del 2005, anche questo paese che guarda avanti sempre con la maggioranza dello sguardo rivolto verso lo specchietto retrovisore, accolse incredulo il video di ‘I Bet You Look Good on the Dancefloor’ capendo immediatamente che qualcosa sarebbe cambiato, in quella rivoluzione di sound maggiormente di provenienza albionica, variopinto, portato avanti in maniere alternative da Editors, The Rakes, The Cinematics, Kaiser Chiefs, Kasabian, Maximo Park, The Futureheads.
Gli Arctic Monkeys dimostrarono però da subito la loro diversità, il loro modo totalmente differente e paradossalmente anti innovativo (solo di facciata) di intendere il rock, alzando da subito la gittata dei loro richiami non ai soli ‘80 bensì più indietro, di almeno un decennio.
‘The Car’ arriva verso la fine del 2022 rasentando il sublime, senza contraddizioni alcune con il passato, esaltando al massimo la maturità della band in cui è ora l’eleganza, la sobrietà, una soave complessità di arrangiamenti a farla da padrone.
Una band di ’Fluorescent Adolescent’ che ora diventano Gentlemen che sarebbero lieti di accompagnare Frank Sinatra sul palco, che sanno fondere in soli 37 minuti e dieci tracce un mix di Motown, Beatles, Elton John. Alex Turner, ormai navigato crooner, riesce a ricordarci Bowie senza mai imitarlo, essere il degno protagonista sul palco di un Jazz Club sofisticato a tinte fosche e decadenti, suonando la musica perfetta per un locale vintage nella sceneggiatura di un nuovo Blade Runner.
Un album perfetto di una band perfetta, che solo una critica superficiale può definire scialbo, piatto, mentre invece scorre sotto cute e ci tiene a galla e si scopre giorno dopo giorno, ascolto dopo ascolto.
Gli Arctic Monkeys si confermano una di quelle poche band di cui posso sentirmi degno di dire: “Io c’ero” durante quei giorni del 2005 in cui, attraverso il mio vecchio sgangherato televisore, urlavano per la prima volta su di un palco “I Bet You Look Good on the Dancefloor”.
Scommessa vinta.
ASCOLTA ‘THE CAR’ SU SPOTIFY
GUARDA IL VIDEO DI ‘THERE’D BETTER BE A MIRRORBALL’ SU YOUTUBE










