di Giacomo Pisano
Nella silenziosa cittadina di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, si nasconde un tesoro di storia e di bellezza, creato e custodito da una famiglia che osserva il passato e guarda al futuro. un luogo che parla dell’umanità attraverso gli abiti. una sconfinata raccolta di ben 400 mila tra vestiti e accessori di moda, che racconta chi siamo stati e dove stiamo andando. Dialogo con Benedetta, figlia di Attilio Mazzini che negli anni Ottanta diede vita alla collezione.

Raccontateci di come è nata la passione per la moda e la volontà di documentarla.
La passione per la moda nasce dagli anni’80 all’interno del negozio di famiglia che da jeanseria venne trasformato nel tempo in un ambiente all’avanguardia con marchi alternativi insoliti per un paesino di provincia; nel negozio si potevano trovare capi di Jean Paul Gaultier, Parachute, Romeo Gigli, Comme des Garcons shir, Yohji Yamamoto e altri non commerciali e convenzionali. Il negozio Mazzini divenne un punto di riferimento e d’ ispirazione per i molti appassionati e non di moda, tra Massa Lombarda e zone limitrofe. La ricerca continua di tendenze e look originali spinse Attilio Mazzini e le sue collaboratrici ad avvicinarsi attraverso vari viaggi di lavoro e di piacere al mondo del vintage concependolo come prodotto di riutilizzo, di ricerca e di recupero. Mio padre iniziò a conservare capi ed accessori vintage che avevano un contenuto stilistico significativo e cosi fece anche con i prodotti di fine serie rimasti invenduti dal negozio o scrupolosamente messi da parte in quanto rari, preziosi o particolarmente belli. In questo modo presero vita gli Archivi Mazzini dove negli anni abbiamo accumulato una quantità consistente di capi che vennero finalizzati alla ricerca stilistica.
Quanti sono i capi del vostro archivio e di quali attività vi occupate principalmente? Siete aperti al pubblico?
All’incirca sono stimati 400.000 tra capi e accessori; l’attività principale è la ricerca di stile che consiste nel noleggio di capi di abbigliamento ed accessori da parte delle aziende del settore moda per cogliere input utili alla realizzazione delle nuove collezioni. Non siamo aperti al pubblico ma su appuntamento, in base alla nostra disponibilità, siamo lieti di mostrare l’archivio a chi fosse interessato.
Esiste l’idea progettuale di musealizzare l’immenso patrimonio che custodite?
Esiste all’interno dell’archivio un’area museale di capi che per rarità, valore, contenuto e fragilità non vengono fatti uscire dalla sede.
Dalla visita che ho avuto l’enorme privilegio di fare ne ho ricavato un sincero amore per la moda intesa come espressione artistica ma anche grande attenzione per la concretezza, per il suo valore umano. Gli abiti sono uno specchio della società in grado di definirci?
Delle varie epoche i capi definiscono stili, costumi, tendenze, pensieri, identificazioni e rappresentano un linguaggio concreto e chiaro, una forma di comunicazione per immagini di ciò che la società attraversa sul piano economico, politico, culturale, psicologico in determinati momenti storici.
Penso all’onda d’urto sociale causata dalla minigonna di Mary Quant, all’iconico giubbotto in pelle indossato da Marlon Brando, alle provocatorie prime t-shirt di Vivienne Westwood con le ossa di pollo. La moda è rivoluzione?
La moda può essere ed è stata rivoluzione, provocazione, contestazione.
www.archividiricercamazzini.it
Vivete in mezzo a centinaia di stili diversi, spesso opposti tra loro, con un uno stimolo continuo alla sperimentazione e all’affermazione dello stile. Ci raccontate la vostra personale idea di eleganza?
Questa è una domanda che potrebbe avere infinite risposte in base al punto di partenza e di concezione della parola eleganza. Senza partire dall’idea di eleganza standardizzata, il mio concetto di eleganza parte dalla considerazione della capacità di un individuo di esprimere al meglio se stesso, valorizzando in modo armonico la silhouette e indossando con estrema naturalezza ed armonia i capi che indossa , che si parli di un tacco 12 o di una sneakers, di un tailleur o di una tuta…l’eleganza sta nel porsi e nell’assemblare pezzi che creino fascino ed enfatizzino al meglio ciò che siamo o che ci sentiamo in un preciso momento.

















Archivio meraviglioso da visitsre
grazie Diana, noi ne siamo stati entusiasti!