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Andrea Ruggeri small Ensemble e le Musiche Invisibili, a Cagliari un concerto raffinato e complesso

Di Valeria Martini
01/09/2023
in Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 4 minuti
Andrea Ruggeri small Ensemble e le Musiche Invisibili, a Cagliari un concerto raffinato e complesso

Il mese di agosto ha visto il suo ultimo mercoledì denso di suoni nel concerto che si è tenuto il 30 al Teatro Houdinì a Cagliari. La performance live ha avuto come protagonista il piccolo combo che il batterista e compositore sanlurese Andrea Ruggeri, da anni di stanza in Veneto, ha portato sul palcoscenico del teatro di via Molise, in un progetto ambizioso al quale ha lavorato per diversi anni: le sue impressioni musicali sulle Città Invisibili di Italo Calvino, proprio a ridosso del centenario della nascita dello scrittore che si celebrerà il 15 ottobre di quest’anno.

Le Musiche Invisibili, che troviamo anche in un disco uscito per la Da Vinci Records e di cui abbiamo parlato in questo articolo, sono state pensate per un ensamble di tredici elementi ma non sempre è così semplice trovare spazi, risorse e denari per formazioni numerose e che richiedono anche un notevole apparato tecnico che permetta una buon ascolto delle sezioni di fiati, percussioni, archi, voci e tanta elettronica.

Nononstante questo, il quartetto che mercoledì è salito sul palco, e che per l’occasione risponde al nome di ARsE, Andrea Ruggeri small Ensemble, è composto da Elsa Martin, voce ed elettronica, Simone Soro, violino ed elettronica, Elia Casu, chitarra ed elettronica e Andrea Ruggeri, batteria ed elettronica, è stato capace di grande intensità e in molti tratti drammaticità. La formula che Ruggeri ha adottato anche in fase compositiva, quella di ancorarsi a delle cellule melodiche o ritmiche dalle quali poi aprire spazi sonori di improvvisazione, ha creato letteralmente delle stanze in cui ogni strumento aveva la libertà di compiere il suo viaggio. L’interplay che ne emerge è chiaro e solido ogni qualvolta li abbiamo sentiti ritornare assieme sul ritmo, sulla melodia, su alcuni obbligati pensati per unisoni o assieme di voce e violino, o violino e chitarra.

Un momento del concerto dell’ARsE
Elsa Martin
Andrea Ruggeri
Simone Soro
Elia Casu

Merita una menzione speciale la voce stupenda di Elsa Martin, usata con grande abilità, che fa entrare e uscire dalla melodia con maestria e che piega alle sue necessità espressive portandola alla libertà nel ritmo e nel fraseggio. Aiutata dal mezzo elettronico che le ha permesso di surrogare e trattare il suono in tempo reale, aggiungendo distorsione, riverbero, inviluppo e loop che hanno in certi momenti letteralmente riempito la scena.

Non da meno gli altri musicisti, tra tutti Andrea Ruggeri che da anni compie una sua ricerca verso un modo di suonare cosiddetto open, utilizzando anche oggetti della vita quotidiana come coperchi di pentole, cerchioni di vespa, piccole percussioni e sonagli appoggiati sul rullante o fatti suonare assieme all’hi hat. Anche lui ha usato l’elettronica per inserire samples o trattare il suono. Elia Casu e Simone Soro hanno similmente lavorato i propri suoni, e quando l’esecuzione lo concedeva hanno avuto il primo piano regalandoci intensità e delicatezza.

Il concerto è stato un “continuum fino a un certo punto”, come dichiarato da Ruggeri in presentazione della performance. Questo ci ha tenuti sui binari della narrazione sonora per circa un’ora, senza interruzioni, dentro ambienti sonori che, sebbene differenziati, avevano un chiaro filo conduttore dal quale è emersa la cura e il tanto lavoro che sta a monte di questo progetto.

Suoni presentati, destrutturati e ristrutturati in nuova guisa, melodie, pattern ritmici e aperture sono stati gli ingredienti di questo concerto che si è chiuso con un ultimo brano, dopo i ringraziamenti e i saluti. Era Maurilia, una delle città invisibili, che con la sua musica invisibile ci ha portato alla fine e ci ha lasciati carichi di suggestioni personali, le stesse, oppure completamente diverse, che Ruggeri ha seguito per comporre questa musica libera.

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