Alfabeto Interno incontra l’ortopedia? Forse, in un certo senso, ma sicuramente anche con questa parola riusciremo a fare riflessioni di natura tutt’altro che strettamente medica.
La stampella è un ausilio che aiuta a camminare laddove una persona abbia perso temporaneamente o definitivamente l’uso di un arto inferiore.
La prima cosa di grande interesse per Alfabeto Interno è che la stampella va usata nel lato del corpo opposto a quello offeso. La stampella aiuta la risorsa sana. Tuttavia, l’arto offeso compie il movimento in avanti, assieme all’avanzare della stampella mossa dal braccio.
La seconda è che un uso prolungato oltre il necessario, porta a squilibrio o a un carico sbagliato sull’arto sano che dovrà poi, anch’esso, essere riabilitato oltre a quello convalescente.
Quindi qui stiamo parlando di risorse sane e di riabilitazione. e ci sono ben tre “quando” di cui parlerò.
Quando stiamo male e abbiamo ansia, umore nero, preoccupazioni, spavento, panico e tutte quelle emozioni che la nostra società di massa ci proietta con la sua pretesa di performance eccellente a tutti i costi, è il momento di esplorare le risorse sane dentro di noi. Le abbiamo, ma non tutti hanno un carattere proattivo nel trovare un autosostegno. La stampella è rivolgersi quindi a qualcuno che, con la debita preparazione ed esperienza, ci aiuti a trovare la nostra risorsa. Spesso ne abbiamo più di una, per uscire dalle pastoie dell’ansia, della paura e dell’autosvalutazione. Quindi, sebbene qualcosa sia offeso in noi, è possibile individuare una via di integrazione e guarigione.
Quando hai trovato ciò che fa per te, allora lo usi, ma all’inizio non è facile, ci vuole un po’ di pratica, quindi ha senso continuare a usare la stampella, almeno fino a quando non si sia in grado di camminare da soli. È la fase della riabilitazione. È quel momento in cui sei sostenuto e fai tutte le cure prescritte: massaggi, ginnastica funzionale, eventuali applicazioni con macchinari specifici. Insomma, non ti fermi alla stampella.
Quando la riabilitazione è avvenuta pienamente, riprendi a camminare con le tue gambe, la stampella sarà archiviata in cantina e le risorse buone che avevi usato saranno ancora più forti. Le nostre doti, capacità e talenti, quando lasciati ad ammuffire non servono a nulla, ma quando usati non fanno che diventare ancora più belli e affidabili.
Che dire di coloro che, invece, non solo non acquisiscono la giusta stampella ma trasformano in stampella i loro cari? L’illusione di star facendo qualcosa da sé e per sé la troviamo proprio in casi come questi.
Appoggiarsi agli altri come stile di vita. Perché chiedere aiuto è sempre un bene, beninteso, ma farlo sistematicamente per accidia interiore no.
A tutti coloro che nel frastornare i propri cari con le lamentele e lo stile vittimistico credono di riuscire a superare le difficoltà, dico che ne stanno solo generando altre e che in questo modo ammorbano le proprie relazioni con pretese forse nemmeno espresse ma interiormente attese. Non solo non risolvono nessun problema, non progrediscono nella propria coscienza, ma tirano in basso tutti coloro a cui si attaccano, sviluppando come una sorta di dipendenza e inducendo senso di colpa nel prossimo.
Se ti sei fatto male puoi guarire, la guarigione però è la tua, nessuno può guarire al posto tuo, per questo prima assumerai la piena responsabilità di te stesso, e prima la tua vita fiorirà.
(Foto: Claudio Schwarz)









