È misterioso il motivo per il quale certi termini si presentano affinché si parli di loro. A volte mi sembra che si siano messi in coda, che abbiano persino preso il numerino e siano lì ad attendere il loro turno, perché ogni volta emergono inequivocabili dal mare delle possibilità vocabolari. Li immagino impazienti di vedersi descritti in maniera completamente diversa da come si farebbe, ed è ciò che mi propongo in Alfabeto Interno: guardare la vita, attraverso un percorso di lettere e parole, da un’angolazione altra.
La fistola è una comunicazione patologica, di forma tubulare, quindi è un canaletto, tra due cavità dell’organismo o tra esse e l’esterno. Questa è la definizione fisiologica, o fisio-patologica, giacché la fistola è un ascesso infiammatorio che si posiziona dentro il corpo tra due cose e tra una cosa del corpo e l’esterno.
Non è bellissimo?
Lo è nella sua funzione di connessione e comunicazione tra una struttura e un’altra, e poi c’è la parte meno piacevole, l’infiammazione. Perché avviene un’infiammazione? Non lo sappiamo.
Così come non sappiamo il motivo, la causa prima, della maggior parte delle fistole, fisiche o psichiche che abbiamo. Non conosciamo il perché di una moltitudine di cose che succedono dentro di noi.
“Dottoressa, in genere mi viene mal di testa a ridosso del ciclo, da cosa può dipendere?”
“È il classico mal di testa ormonale, potrebbe dipendere da come lavora l’ipofisi”
“E perché l’ipofisi lavora così?”
“Ah mia cara, non lo sappiamo!”
È importante sapere che sono di più le cose che non sappiamo di quelle che sappiamo, per due ragioni principali. La prima è che questa consapevolezza ci rimette nel posto in cui dobbiamo stare, quello dell’umile attitudine a non dell’arrogante orgoglio mentale. La seconda è che è possibile scoprire, quindi è necessario indagare, mettersi in cammino e osservare, farsi domande, cercare, incontrare, connettere.
Noi qui ci occupiamo delle fistole psichiche, cioè di quegli ascessi che succedono tra uno stato mentale e un altro, tra un’emozione e un’altra, tra un’emozione e un pensiero e, oppure, tra una di queste possibilità e l’esterno. Perché lo spirito della fistola è creare un canale di connessione, di comunicazione, ed esprimere un eccesso, una tensione, un ribollire.
E se questo non trova sfogo, restando intrappolato, allora l’infiammazione aumenta e da un piccolo problema ne emerge uno sempre più grosso.
Si tratta, dal punto di vista psichico, del processo di genesi, sviluppo ed esacerbazione di qualcosa di cui non ci accorgiamo.
Perché non ci accorgiamo?
I motivi possono essere di vario tipo. La causa è talmente indietro nel tempo che è stata rimossa, oppure è una memoria dal contenuto emotivo inaccettabile o eccessivamente forte. Ma è anche possibile che non vogliamo affrontare la causa di un processo perturbante dentro di noi, spesso avendo imparato a gestire il fastidio, il dolore, il disagio o, semplicemente, avendoci fatto il callo. Infatti la fistola dà origine anche a processi callosi, e così come succede nel fisico, lo stesso accade nei corpi sottili in cui hanno origine pensieri ed emozioni.
La bellezza di un essere umano consiste nell’armonia delle sue forme, quelle visibili e quelle invisibili. Così come cercheremmo di curare una fistola fastidiosa o esteticamente ributtante, potremmo avere la stessa attenzione per quelle che imbruttiscono la nostra interiorità sottile. Possiamo cercare dove si trovano, intervenendo con precisione per guarire, per farle smettere di essere infiammate, perché possano dissolversi e se non dovesse essere questo il modo giusto, a volte potremmo persino darci un taglio, potando via dalla nostra vita le comunicazioni disfunzionali, che producono malintesi.
Pruning e sprouting, potatura e germogliazione, sono passaggi anche psichici grazie ai quali liberiamo la nostra vita da parti semi-morte ma che in qualche modo impiegano la nostra energia. Così liberiamo quelle quote di energia che saranno quindi disponibili per nuove gemme, per vita attiva e scorrevole.
Nei malintesi si incistida l’infiammazione, malintesi e non-detti che alimentano l’accumulo di pus misto a sangue, il tutto che ristagna e blocca.
Ma se tu smetti di aver paura di vedere te stesso, allora trovi la forza per intervenire e diventare sempre più libero e scorrevole.
Se tu impari a comunicare, senza trattenere, porgendo in maniera assertiva e rispettosa il tuo pensiero, nulla resta a infiammarsi.
Se tu impari a dire ti amo, se non lo tieni dentro, allora avrai anche trovato il massimo della vita in te e starai alimentando la vita anche fuori di te.
(Foto di Afif Kusuma)









