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Al via la XXVIII edizione di Monumenti aperti. Nurachi e Samassi le novità del primo weekend

Di Gianfranca Orunesu
01/05/2024
in Cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
Al via la XXVIII edizione di Monumenti aperti. Nurachi e Samassi le novità del primo weekend

Ci saranno anche i comuni di Nurachi e Samassi all’interno della ventottesima edizione di Monumenti Aperti la cui partenza è in programma per sabato 4 e domenica 5 maggio. I due centri campidanesi, per la prima volta nella rete, saranno coinvolti in queste due giornate insieme a Sassari, Porto Torres, San Gavino Monreale, Quartu Sant’Elena e Sant’Antioco dando inizio a una manifestazione che, in sedici date e con 78 comuni in tutto (76 sardi più Bitonto in Puglia e Ferrara in Emilia Romagna), terminerà il 27 ottobre. Un evento culturale su vasta scala, quindi, dove saranno mostrati – come si legge sul sito ufficiale dell’edizione 2024 – “800 luoghi aperti gratuitamente e raccontati da migliaia di guide volontarie”.

Sabato e domenica, dal nord al sud dell’isola, saranno oltre 130 i monumenti proposti insieme a numerosi itinerari da godersi con abbigliamento e scarpe comode. Le due new entry, una nel Campidano di Oristano e l’altra in quello di Sanluri, si mostreranno ai visitatori offrendo loro uno spaccato di vita comunitaria e rurale tipica del sud della Sardegna. In entrambe, infatti, assumono grande importanza la componente contadina e il carattere agricolo dell’economia locale. Di Nurachi si conosce il suo tipico vino vernaccia, un pregiato bianco la cui tradizione è ben radicata nella bassa valle del Tirso. Ma nel territorio, data la vicinanza con il confinante centro di Cabras e relativo stagno, è importante anche il settore della pesca. E varie sono anche le produzioni della pianeggiante Samassi tra le quali spicca l’estesa coltura del carciofo, protagonista dell’omonima sagra che si impone nel calendario delle fiere mercato di settore in Sardegna. In entrambi i centri la dimensione contadina la si può vedere anche nelle case di terra cruda che potranno essere ammirate questo fine settimana.

“Spazi per i sogni” al via il 4 e 5 maggio nell’Isola Monumenti Aperti con oltre 800 siti visitabili

Quattro i monumenti aperti a Nurachi: le Cantine Sardu e Caddeo costruite sul finire dell’800 con mattoni di làdiri (la terra cruda sopra citata), tetto isolato con canne e tegole sarde e pavimento in terra battuta; la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista interessata nel tempo da diversi interventi e scavi (l’ultimo del 1983) che hanno portato alla luce un fonte battesimale del VI secolo pertinente a una preesistente basilica romanica; il Museo etnografico Peppetto Pau allestito in un’antica casa padronale in mattoni crudi e pietra lavorata e con esposizioni articolate in cinque sale tematiche (dei diorami, della terra cruda, della musica, dell’alimentazione e una didattica sulla storia e le tradizioni del territorio); l’Oasi naturalistica di Pischeredda che si estende per buona parte nella penisola del Sinis, sino ai limiti dello Stagno di Cabras, e che è patria de ‘sa genti arrùbia’ (i fenicotteri) ma anche dei Cavalieri d’Italia, delle Avocette, delle Pernici di mare, dei Pivieri dorati e di tanti altri uccelli.

Quattro le chiese che saranno aperte a Samassi: la Parrocchia della Beata Vergine di Monserrato (costruita probabilmente alla fine del 1500, anche se la data esatta è difficile da stabilire a causa di un incendio che interessò l’Archivio arcivescovile di Cagliari) e le chiese dedicate a San Geminiano, San Giuseppe e Santa Margherita. Alle visite a queste costruzioni religiose si aggiunge anche quella all’edificio storico della scuola primaria costruito nel 1913 sul terreno in cui sorgeva il vecchio Cunventu agostiniano. Aperte per l’occasione anche le case Pau e Pittau. Nella prima, risalente al 1923, sarà possibile ammirare una serie di arnesi e attrezzi della vita rurale del tempo passato (aratri, erpici, rastrelli, pale e forconi) ma anche l’antico pozzo e il forno, recentemente ricostruito con le tecniche edilizie del passato. La seconda, realizzata tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, presenta al suo interno due edifici che componevano un organismo autosufficiente in quanto tutto, dalla produzione agricola a quella vinicola, veniva gestito all’interno di quelle mura.

La partecipazione di queste due comunità arricchisce certamente il programma della manifestazione organizzata su base nazionale da Imago Mundi OdV con il contributo di Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna (assessorato dei Beni Culturali e Assessorato del Turismo) e dei 78 Comuni aderenti. Monumenti Aperti anche quest’anno ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana e, per questa edizione, numerosi sono i patrocini: Senato della Repubblica; Presidenza del Consiglio dei Ministri; Camera dei Deputati; Ministero della Cultura; Ministero del Turismo. Particolarmente importante è anche il patrocinio del Parlamento Europeo, ricevuto lo scorso anno per la seconda volta e ora rinnovato.

Infine va citata l’app gratuita Heart of Sardinia per iOS e Android che sarà l’applicazione ufficiale dell’edizione 2024 di Monumenti Aperti; si presenta come una guida digitale per tutti i visitatori: al suo interno sarà possibile consultare la mappa dei monumenti visitabili e salvare gli itinerari in anticipo.

Nell‘immagine di copertina la chiesa di San Geminiano (Samassi)

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