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Due scuole sarde trionfano nella decima edizione del concorso ‘L’adozione fra i banchi di scuola’

Di Martina Taris
17/05/2025
in Comunicazione e società, Cultura
Tempo di lettura: 6 minuti
Due scuole sarde trionfano nella decima edizione del concorso ‘L’adozione fra i banchi di scuola’

Foto di Ersilia Cossu

Ci sono anche due scuole sarde tra i vincitori della decima edizione del concorso nazionale ‘L’adozione fra i banchi di scuola’, promosso dall’associazione ItaliaAdozioni, che dal 2014 si impegna a diffondere una corretta cultura dell’adozione e dell’affido nelle scuole italiane. Un’occasione educativa preziosa che offre a studenti, studentesse e agli adulti che li accompagnano strumenti di riflessione e comprensione su temi complessi e delicati.

Non è la prima volta che le scuole dell’isola salgono sul podio del concorso nazionale: nel 2023 era stato l’Istituto di Istruzione Superiore De Sanctis Deledda di Cagliari a ottenere il primo posto tra le scuole superiori (ne abbiamo parlato qui). L’Istituto Comprensivo Randaccio-Tuveri-Don Milani di Cagliari era stato premiato nel 2021 e nel 2022, mentre la scuola dell’infanzia dell’ Istituto Comprensivo Monsignor Saba di Elmas si era aggiudicata un riconoscimento nel 2017 e nel 2018.

Quest’anno a distinguersi sono la scuola primaria Gianni Rodari di Sestu e l‘indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Stoccolma di Cagliari, scuola secondaria di primo grado, che hanno presentato progetti originali e coinvolgenti, capaci di trasmettere l’essenza dell’adozione attraverso linguaggi diversi.

‘Del mondo sono figli, i figli’, il corto della scuola cagliaritana IIS De Sanctis Deledda premiato a Milano

Un albero, una valigia e tante storie: l’accoglienza raccontata dai più piccoli

Foto di Silvia Murgia

Un grande albero simbolico per raccontare il passato, il presente e il futuro di ogni bambino. È questo il cuore del progetto ‘L’albero dell’accoglienza e il puzzle delle unicità: ogni radice una storia, ogni foglia un bambino’ realizzato dalle classi 1A e 1B della scuola primaria Gianni Rodari di Sestu, con la guida della docente referente Silvia Murgia e il supporto di Simona Lai, docente della scuola e socia di Italia Adozioni dal 2017. Un elaborato artistico e simbolico, frutto di un percorso educativo articolato in più fasi che ha portato i bambini e le bambine a riflettere sul concetto di famiglia in tutte le sue forme, attraverso letture, dialoghi, attività creative e incontri con testimoni diretti. Al centro del progetto un grande albero realizzato in cartone e suddiviso in radici, tronco e chioma, metafora rispettivamente del passato, del presente e del futuro. Ogni parte dell’albero è stata associata a un albo illustrato specifico, scelto per aiutare i più piccoli a comprendere il fluire del tempo e la complessità delle esperienze individuali. Le radici simboleggiano il passato e raccontano il legame con le origini biologiche , ma anche con le nuove radici nate dai legami affettivi all’interno della famiglia adottiva. Il tronco simboleggia il presente e la nuova famiglia in costruzione, che si rafforza giorno dopo giorno. Infine, la chioma, rigogliosa e colorata, rappresenta i sogni e le aspirazioni per il futuro. Le sue foglie sono state arricchite da alcune riflessioni dei bambini scaturite dalla lettura degli albi illustrati. A rendere ancora più significativa l’esperienza, l’albero puzzle è stato inserito in una valigia, simbolo del viaggio, del tempo e del percorso di vita di ogni bambino. Il progetto si è concluso con incontri pubblici nella Biblioteca comunale di Sestu, durante i quali alunni e famiglie hanno condiviso letture e ascoltato le testimonianze di due ragazze adottate. “Silvia Murgia ha saputo condurre bambini e famiglie in un percorso autentico, capace di generare consapevolezza e arricchimento per tutti i soggetti coinvolti – racconta Simona Lai – La cosa sorprendente è la leggerezza e l’estrema sensibilità con cui i bambini riescono ad affrontare temi che spesso gli adulti faticano anche solo a nominare: abbandono, mamma biologica, mamma di cuore e ricerca delle origini. Sono argomenti profondi, ma loro li accolgono con naturalezza, senza filtri, e con grande positività”. Secondo Lai, il progetto dimostra quanto la scuola possa e debba fare la sua parte: “nonostante esistano delle linee guida ministeriali dal 2014 (poi aggiornate nel 2023), il tema è ancora poco affrontato in classe. Spesso si teme di violare la privacy o si ritiene di non avere strumenti a sufficienza. Ma intanto, nelle scuole, i bambini adottati e in affido ci sono già e hanno bisogni specifici, emozioni forti, a volte fragilità o difficoltà comunicative. La scuola deve essere pronta, preparata e accogliente anche da un punto di vista psicologico, per accompagnare famiglie in cammino e bambini in crescita. ItaliaAdozioni – sottolinea ancora Lai – propone numerosi percorsi formativi per docenti, educatori, famiglie e specialisti, proprio per fornire strumenti adeguati. A questi si affianca il concorso ‘L’adozione fra i banchi di scuola’, prezioso canale attraverso cui far emergere il punto di vista più puro, capace di aiutare gli adulti a cambiare prospettiva: quello dei bambini”.

Narrazione e musica per raccontare l’adozione nel cortometraggio dell’Istituto Stoccolma

L’indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Stoccolma di Cagliari ha dato vita a un progetto che coniuga recitazione, musica e narrazione, dando voce alle emozioni legate all’adozione. Le classi seconde della scuola secondaria di primo grado, coordinate dal docente di percussioni Antonello Montalbano, hanno realizzato un cortometraggio che racconta l’incontro tra una donna che sogna di diventare madre e una bambina prossima all’adozione, incerta sul proprio futuro. Il corto, della durata di sei minuti, si apre con una sequenza di pensieri sul tema scritti e recitati dagli studenti, che introducono il monologo iniziale della madre, interpretata da Ersilia Cossu, psicologa della scuola, a cui segue il brano ‘Isn’t she lovely’, eseguito dagli studenti e dalle studentesse ( Isabella Argiolas, Chiara Devita, Riccardo Lombardo, Robin Boongaling, Jan Adrian Pinili, Alice Ledda, Greta Mascia, Enrico Milia, Nikolas Muscas, Alejandro Miguel Mameli e Grazia Marras). La scena poi passa alla bambina, impersonata da Ginevra Scanu, alunna della quinta elementare, che attraverso un toccante monologo esprime i suoi timori, le speranze e le domande sul cambiamento che l’attende. Il finale, sulle note di una versione riarrangiata di ‘Don’t worry, be happy’, anche questa eseguita dagli studenti, segna l’inizio di un legame affettivo: la madre accoglie la bambina in un abbraccio pieno di fiducia e calore. “È stata un’ esperienza importante per tutti noi, non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano e formativo – racconta Antonello Montalbano – I ragazzi e le ragazze hanno affrontato il tema con grande partecipazione e consapevolezza. La fase preparatoria, arricchita da momenti di confronto con la dirigente Maria Marcella Vacca, è stata fondamentale. Tutto il percorso si è basato sulla motivazione dei ragazzi e sulla collaborazione con i docenti di strumento Giuseppe Murgia, Gabriella Siddi e Silvana Marras, la psicologa scolastica, Ersilia Cossu, e Alessandro Coco, che ci ha supportato con la strumentazione tecnica per le riprese”.

La premiazione

La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 11 maggio a Milano, nell’Auditorium Stefano Cerri della Biblioteca di Lambrate (Municipio 3). Per l’occasione è stata allestita una mostra dedicata ai progetti finalisti, affiancata da laboratori artistici gratuiti aperti a tutti i partecipanti. La giuria, presieduta da Fiorenza Nigroni, docente e volontaria di ItaliaAdozioni, e composta da esperti del settore educativo, psicologico e comunicativo, ha valutato ogni elaborato secondo criteri di qualità, attinenza, creatività e impatto emotivo. Alcuni dei progetti vincitori sono già disponibili sul canale Youtube di ItaliaAdozioni e sulla pagina Facebook dedicata al concorso, a cui si aggiungeranno altri contenuti dedicati all’iniziativa sulla pagina Instagram. Un’occasione preziosa per lasciarsi ispirare dalle voci dei bambini e dei ragazzi che, con la loro creatività e sensibilità, ci ricordano quanto sia importante sentirsi accolti, riconosciuti e amati.

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