Va in scena dal 7 all’11 dicembre 2022 a Cagliari la nona edizione di Across Asia Film Festival, il festival cinematografico internazionale incentrato sui linguaggi
indipendenti del cinema asiatico contemporaneo. Con un’accurata selezione di oltre 20 film inediti provenienti da tutto il continente asiatico, tra cui diverse anteprime italiane, europee internazionali, la kermesse con la direzione artistica di Stefano Galanti e Maria Paola Zedda propone cinque giorni di proiezioni e incontri in diverse location del capoluogo sardo, tra cui Cinema Notorious, che ospiterà le proiezioni, Sa Manifattura – Spazio Fuori Margine, Circolo ARC – Polo Bibliotecario Falzarego 35.
Across Asia Film Festival rinnova quest’anno il suo format proponendo un programma di ampio respiro che abbandona il precedente focus dedicato a un singolo paese o area geografica per abbracciare l’intero continente asiatico. L’attenzione si rivolge in particolare verso le produzioni indipendenti ed emergenti, il cinema al femminile, i giovani, la distruzione dei generi, il pop, l’universo queer e del politicamente scorretto che in ogni Paese ruota su differenti assi distintivi.
I titoli in rassegna
Al Cinema Notorious di Cagliari, la rassegna cinematografica comincia mercoledì 7 dicembre con l’appuntamento Nel cuore della bestia, che prevede le proiezioni di Autobiography (alle 20), opera prima e matura del regista indonesiano Makbul Mubarak che tratta la banalità della violenza e il sadismo delle dipendenze psicologiche sul solco tracciato dalle dittature; To Pick A Flower di Shireen Seno alle 22.10 e del pluripremiato Myanmar Diaries (ore 22:30) firmato a nome collettivo e presentato dalla giornalista Sara Perria, che racconta dall’interno il golpe militare del febbraio 2021 tra documentario e autofiction, già vincitore dell’Orso d’Oro per il Miglior Documentario alla Berlinale.
The Weird And The Eerie, l’appuntamento di giovedì 8 dicembre, comincia alle 19 con The Residents, regia di Kahori Higashi e Swallow di Mai Nakanishi, tra cannibalismo e jet-set. La serata prosegue con House of Time di Rajdeep Paul e Sarmistha Maiti (alle 20) e si conclude con il meta-cinema e le reminiscenze preraffaelite di Shingo Ota in At Kinosaki (alle 22) e con il film del maestro indiano del documentario no-budget Don Palathara Everything is Cinema, che racconta il processo di creazione di un documentario da parte di un regista, in reazione a quello a opera dell’occidentale Louis Malle, Calcutta, quando all’improvviso il virus lo costringe al lock-down, trasformando il suo film in qualcosa d’altro.

La rassegna continua venerdì 9 dicembre con l’appuntamento Il mondo è tutto ciò che accade: alle 20 il crudo cruising nei boschi tra senza tetto, prostituti e minatori disoccupati in The Men Who Wait del vietnamita Truong Minh Quý e il revenge-movie malaysiano Stone Turtle diretto da Ming Jin Woo, un viaggio emozionale verso l’inaspettato che affonda le sue radici nel folklore, tra forze ctonie e paesaggi magici.
Segue l’omaggio al giovanissimo autore coreano – premiato come miglior regista di fantascienza al BIFAN – Park Syeyoung, ospite del festival nella giornata di sabato 10 dicembre durante l’appuntamento Pop’ Philosophie con le proiezioni di Cashbag e Luxury Staycation (dalle 19) e del suo primo lungometraggio dal titolo The Fifth Thoracic Vertebra (alle 20) – una produzione al limite dell’horror che strizza l’occhio a Lynch, Cronemberg e Dupieux.
Hip-Hop, fantascienza e manga sono, invece, i linguaggi che fonde il giapponese Hoya Seiyo nella sua delirante opera prima Alien Artist (alle 21.30).
Il festival si conclude nella serata di domenica 11 dicembre con l’appuntamento In The Realm Of The Senseless. Spazio al cinema d’animazione con The Magical Tracing di Wu De-Chuen, Tiger Stabs Tiger di Shen Jie e Perfect City: The Mother di Shengwei Zhou (dalle 19).
A seguire c’è Yuni, film diretto dall’indonesiana Kamila Andini e premiato al Toronto International Film Festival 2021 che racconta i taboo culturali e le restrizioni subite dalle donne nel più grande Paese musulmano del mondo attraverso lo sguardo di un’adolescente piena di progetti per il futuro.
Chiude infine la rassegna A Night of Knowing Nothing della regista indiana Payal Kapadia che documenta le rivolte degli studenti contro il sistema delle caste utilizzando found footage e una struttura che accarezza la fiction narrativa.
L’ingresso è libero, informazioni e programma completo su www.acrossasiaff.org
Il festival è un progetto di ZEIT – Art Research – associazione culturale dedita alla promozione dell’arte, della performance e della cinematografia – con il contributo di MIC – Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, insieme alla collaborazione di AFIC Associazione Festival Italiani Cinema, Ticonzero, Spazio Danza, Centro di Produzione della Danza FuoriMargine, Centro di Produzione di Danza e Arti Performative, ARC Associazione Culturale e di Volontariato LGBTQ+ OdV, Collettivo CA, e ai media partner Asian World e Asia Movie Pulse.










