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A Ulassai arte, cultura e connessioni con il nuovo progetto della Stazione dell’Arte. Primo appuntamento con la mostra di Carolina Melis

Di Redazione
01/03/2025
in Arte, Cultura
Tempo di lettura: 6 minuti
A Ulassai arte, cultura e connessioni con il nuovo progetto della Stazione dell’Arte. Primo appuntamento con la mostra di Carolina Melis

Ulàssai: dove la natura incontra l’arte è il nome del progetto grazie al quale la Fondazione Stazione dell’Arte, con il concorso del Comune di Ulàssai ha ottenuto un finanziamento dell’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi. Gli interventi riguardano la riqualificazione degli spazi pubblici, il restauro del patrimonio storico e architettonico, e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, interventi che trasformeranno Ulàssai in un autentico museo a cielo aperto.

Nell’ambito del finanziamento PNRR sono previsti interventi specifici dedicati all’arte e alla cultura tra i quali la Biennale d’arte contemporanea dedicata a Maria Lai, appena conclusasi e le mostre d’arte contemporanea che si svolgeranno nel corso del 2025.

Il programma espositivo che si svolgerà dall’8 marzo al 29 novembre è curato dallo storico dell’arte Marco Peri e punta alla sostenibilità e alla valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale di Ulàssai, coniugando l’eredità di Maria Lai con le straordinarie risorse naturali e paesaggistiche del territorio.

Un museo in divenire

Cuore del programma sarà il CAMUC, la Casa Museo Cannas, destinato ad essere uno spazio espositivo dedicato alla promozione e alla crescita culturale e artistica di Ulàssai. Situato nel cuore del centro storico, il complesso museale comprende un edificio principale e una serie di strutture minori disposte attorno a un suggestivo cortile interno. Grazie a un recente intervento di restauro, l’intero complesso è stato recuperato e reso accessibile al pubblico, trasformandosi in un vivace polo museale e culturale. Il CAMUC ospita mostre, convegni, workshop, laboratori e proiezioni, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale del paese e affiancandosi alla Stazione dell’Arte per offrire un’esperienza nella cultura e nell’arte contemporanea.

La Stazione dell’Arte e la valorizzazione della Collezione Maria Lai

A partire da marzo 2025, la Stazione dell’Arte diventerà il punto di partenza per un viaggio inedito attraverso l’opera di Maria Lai e i linguaggi dell’arte contemporanea. Grazie a un importante intervento di riqualificazione, la Stazione dell’arte, che ospita l’ampia collezione che l’artista Maria Lai ha donato alla sua comunità, riapre al pubblico con un progetto espositivo in continua evoluzione, pensato per rinnovarsi costantemente nel corso dell’anno.

Un patrimonio vivo, capace di generare nuove narrazioni e connessioni con il presente

Il dialogo tra le opere di Maria Lai, custodite nella mostra permanente della Stazione dell’Arte e disseminate nel paesaggio del museo a cielo aperto, insieme alle esposizioni temporanee ospitate al CAMUC arricchirà l’esperienza del pubblico, offrendo nuove prospettive culturali. Il confronto tra artisti internazionali e l’universo poetico di Maria Lai non sarà solo un itinerario espositivo, ma un’esperienza capace di moltiplicare significati e suggestioni, nell’incantevole cornice paesaggistica dei Tacchi d’Ogliastra.

“La Stazione dell’Arte – dice il Sindaco di Ulassai Giovanni Soru – rappresenta un patrimonio culturale e identitario fondamentale per Ulassai. Con la nuova programmazione 2025 del CAMUC, l’offerta culturale si anima di un nuovo importante spazio per diventare un punto di riferimento non solo per la nostra comunità, ma anche per il panorama artistico regionale ed extraregionale. Il nostro impegno è quello di sostenere una proposta culturale di qualità, capace di valorizzare l’eredità di Maria Lai e di aprire il paese al mondo, accogliendo artisti, appassionati e visitatori che riconoscono in Ulassai un luogo di ispirazione e innovazione. L’arte e la cultura sono strumenti potenti di crescita e sviluppo. Per questo, attraverso i progetti culturali del progetto Borghi finanziato con i fondi PNNR, continueremo a investire e nelle iniziative che rafforzano il legame tra il territorio, la comunità e il mondo dell’arte contemporanea. Il 2025 sarà un anno di grandi opportunità: invito tutti a partecipare e a sentirsi parte di questa straordinaria avventura culturale”.

Cura e Futuro

Così Marco Peri, curatore del progetto: “Le parole chiave del programma sono Cura e Futuro. La prima rappresenta l’impegno per prendersi cura delle memorie, dei luoghi e delle relazioni. Significa custodire l’eredità culturale di Maria Lai, intrecciando connessioni significative tra la comunità locale, i suoi paesaggi e il mondo. La seconda significa proiettarsi oltre l’orizzonte del presente, affrontando temi fondamentali come l’ambiente, la sostenibilità e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Il mio principale impegno come curatore della programmazione sarà di organizzare mostre solide e di qualità e nel contempo creare una comunità di persone che riconosca nel paese di Ulassai un luogo interessante e stimolante, capace di offrire contenuti artistico-culturali di valore. Il principale traguardo per il 2025 sarà qualificare l’offerta culturale del CAMUC, consolidando la sua immagine e reputazione”.

Il programma

Dall’8 marzo al 29 novembre il programma, fortemente incentrato sull’arte contemporanea di respiro nazionale e internazionale, si svolgerà attraverso tre momenti espositivi centrali affiancati da attività collaterali dedicate al pubblico di tutte le età.

Si inizia con “Geometrie del caso”, personale dell’artista e designer Carolina Melis, a cura di Marco Peri. La mostra sarà inaugurata l’8 marzo e vedrà come protagonista lo spazio espositivo del CAMUC, tra racconti grafici, film d’animazione e arte generativa. L’esposizione si articola attraverso una serie di opere inedite e originali concepite appositamente per questa mostra che terminerà il 6 aprile.

In vita non si sono mai incontrati, eppure le opere di Joan Mirò e Maria Lai rivelano sorprendenti affinità. E così dal 12 aprile al 29 giugno i due grandi artisti dialogheranno al CAMUC e Stazione dell’Arte nella mostra Il fascino della sorpresa curata da Lola Durán Úcar e Marco Peri. Tra segni sospesi e fili intrecciati, le loro opere evocano mondi poetici dove il gioco e l’immaginazione si incontrano. Miró trasforma la realtà in costellazioni di simboli e colori, mentre Maria Lai cuce storie e legami con il filo della memoria. Le opere di Miró provengono da collezioni private della Catalogna e delle Isole Baleari. La mostra è realizzata in collaborazione con Arthemisia.

Il ciclo espositivo continua, a partire dal 5 luglio, con La vista non è ancora sguardo a cura di Ilaria Bernardi. La mostra include alcune delle più importanti opere della collezione d’arte contemporanea dell’associazione Genesi poste in dialogo con alcuni lavori di Maria Lai, da cui è mutuato il titolo dell’esposizione stessa. La collezione dell’Associazione Genesi è composta da opere di artisti di tutto il mondo e di diverse generazioni, che riflettono sulle urgenti, complesse e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche del nostro tempo. Tra le opere esposte saranno presentate per la prima volta le 6 nuove acquisizioni entrate a far parte della collezione dell’Associazione Genesi, tra cui un’importante opera dell’artista libanese Etel Adnan (Beirut 1925 – Parigi 2021).

Attività collaterali

Intorno a ogni progetto espositivo, sarà sviluppato un programma articolato di attività divulgative ed esperienziali. Questi percorsi includeranno incontri, laboratori didattici e workshop dedicati sia alle scuole che al pubblico generale, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione e stimolare un dialogo continuo tra il museo e i suoi pubblici.

Durante la primavera, il Museo CAMUC e La Stazione dell’Arte ospiteranno un importante incontro, “Connessioni”, dedicato all’arte contemporanea in Sardegna. Ulassai accoglierà professionisti del settore provenienti da Università, Accademie di Belle Arti, Fondazioni, Musei e Gallerie, insieme ad artisti, operatori culturali e giornalisti. L’iniziativa sarà un’occasione per dialogare, condividere esperienze e costruire una rete di sinergie.

Carolina Melis inaugura la rassegna artistica

Sabato 8 marzo alle 11 il primo appuntamento con l’inaugurazione di “Geometrie del caso” di Carolina Melis, a cura di Marco Peri. Le Geometrie del caso esplorano la relazione tra struttura e ritmo, trasformando codici e segni in racconti visivi. La ricerca espressiva si sviluppa attraverso un’astrazione geometrica essenziale e una palette di colori netti, che generano relazioni dinamiche tra forme, superfici e spazi. Ne emerge un originale approccio narrativo, in cui sequenzialità e ritmo diventano principi compositivi fondamentali, che evocano i codici della coreografia e del design dell’animazione.

Carolina Melis, artista italo-danese nata a Cagliari, unisce arte, artigianato e design contemporaneo. Ha studiato coreografia e animazione in Inghilterra e ha lavorato con marchi internazionali, realizzando cortometraggi e video musicali. Le sue opere sono state esposte in spazi prestigiosi come il Victoria & Albert Museum e il Palais de Tokyo. Il cortometraggio Le Fiamme di Nule (2010) segna il suo ritorno in Sardegna, esplorando la tradizione tessile locale. Il progetto culmina in una mostra a Londra nel 2011, celebrando l’innovazione nella tessitura sarda. Nel 2016, il Museo Nivola in Sardegna ha ospitato la prima mostra personale di Carolina Melis sull’isola, Dove Cade l’Ombra. Ha insegnato come visiting professor in Messico, ispirando giovani designer e artigiani. Nel 2023 ha lanciato Kubikino, un progetto di arte generativa basato su forme geometriche e teorie matematiche, venduto in 28 minuti su Art Blocks. L’opera esplora il legame tra identità, maschere tradizionali e avatar digitali. Con un approccio multidisciplinare, continua a fondere tradizione e innovazione in contesti culturali globali.

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