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A far l’amore comincia tu, dopo aver letto le istruzioni. A ottant’anni dalla sua nascita abbiamo ancora bisogno di Raffaella

Di Alice Tolu
16/06/2023
in Comunicazione e società, Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 3 minuti
A far l’amore comincia tu, dopo aver letto le istruzioni. A ottant’anni dalla sua nascita abbiamo ancora bisogno di Raffaella

Domenica 18 giugno Raffaella Carrà avrebbe compiuto ottanta anni, testimone assente di un secolo che forse sarebbe ancora il suo e per questo decretata icona indiscutibile di un’azione libera e atemporale di un modo di essere. Pare che il costume sia legato ai cambiamenti sociali e lei, scomparsa il 5 luglio del 2021 (omaggiata qui su Nemesis), si trova suo malgrado a dover condividere l’evento della sua nascita con la dipartita più discussa dell’anno. Come scrive Giacomo Pisano sulla morte di Silvio Berlusconi: fine di un’era ma non di un pensiero, e sappiamo che è così anche per la nostra regina dell’ intrattenimento, laddove il pensiero che non muore con lei è una colla per il mondo più che un acido.

Quanto conta il potere di una personalità eclettica nel cambiamento di un’epoca intera? Il curriculum della “Raffa” nazionale ha fatto scuola alla televisione del nostro tempo e programmi come “Pronto, Raffaella?” e “Carràmba! Che sorpresa” hanno messo le basi per il dopo. “C’è Posta per te” rappresenta il surrogato mal riuscito, avendo eliminato la capacità che solo lei ha avuto di mettersi nei panni del prossimo con assoluto rispetto e senza la volontà di spettacolarizzazione becera delle vite degli altri.

La Carrà potrebbe essere la madrina di Maria de Filippi e di tutti i vari protagonisti del mondo dello spettacolo futuro. Ha ispirato e ispira intere generazioni, letteralmente di tutto il mondo. Infatti nel 2017 fu eletta madrina del World Pride e per l’occasione del Pride di Madrid fu invitata a cantare davanti a due milioni di persone: con tutta l’umiltà che non ci si aspetterebbe da un personaggio del suo calibro non accettò per timidezza, dichiarò poi in un’intervista a Vanity Fair. E noi la ricordiamo per la sua autentica visione di libertà, come se l’amore da fare da Trieste in giù potesse in qualche modo eliminare il pregiudizio del praticarlo con chi hai voglia tu, e non per forza con il marito o la moglie designati. Neppure troppo velatamente e con una certa ironia ci raccontava, anche nel 2000, gli anni Sessanta italiani affacciati sulla swinging London con quel senso di evasione possibile che però in Italia non è mai arrivato. Ma lei, invece, è riuscita a portare la necessaria brezza di sconvolgimento al punto che tutt’ora è il cardine di un pensiero di inespressa rivoluzione sessuale.

Il suo canto libero è un messaggio da tenere vivo

Raffaela Carrà sarà per sempre una show girl elegante, e ancora non esiste un termine univoco che la identifichi. Dato che nel vocabolario della lingua italiana è stato inserito il termine carrambata, sarebbe arrivato il momento di inserire la definizione carrà come figura professionale d’intrattenimento intelligente con capacità da palco, che include italiano ben parlato e prestanza fisica, ballo, canto, empatia con gli ospiti in ascolto come con gli interlocutori in trasmissione, idee di programmi originali e presentarice più che spalla, anche quando la spalla è fondamentale per muovere il braccio. Insomma una tutto fare brillante nel modo e nell’abito che ha cambiato l’interazione tra pubblico e conduttore con un’umanità irripetibile, dove le persone gurdandola in televisione si sono sentite partecipi di un progetto più grande, accanto a lei. Senza sentire il limite del mezzo televisivo, Raffaella ha letteralmente bucato lo schermo per entrare nelle nostre case e nel nostro modo di vivere.

Ora, la ricorrenza della sua nascita va ricordata proprio per non dimenticare quanto sia importante distinguere la capacità di trasmettere un messaggio rispetto alla validità socialmente utile di quel messaggio. Raffaella Carrà nel corso della sua carriera ha usato il suo super potere della comunicazione per avvicinare persone diverse tra di loro con occhio vigile sulle sensibilità altrui.

Ironiche le coincidenze di date proprio in questa settimana bollente: per il suo compleanno il regalo l’ha fatto lei a noi, un’altra volta, liberandoci, grazie al suo ricordo perpetuo, da chi la televisione l’ha controllata e cambiata a suo vantaggio. Sarà un monito?

La Carrà ci guarda, attenzione.

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