Tutto è iniziato con Nonna Tina: il progetto spontaneo nato qualche anno fa nel quartiere dell’ex mercato nella municipalità di Pirri ha dato vita a una rete di donazioni di vestiti e oggetti non più utili a persone in difficoltà. L’emergenza sanitaria da Covid-19 non era ancora esplosa ma già tante persone nel capoluogo affrontavano le pesanti conseguenze della crisi economica e sociale emersa oltre dieci anni fa.

E’ qui, nella periferia cagliaritana, che Valentina ‘Valina’ Atzori (nella foto a destra) ha iniziato a sperimentare le pratiche del riuso, della condivisione, della solidarietà. Ed ecco l’idea: perché non mettere in piedi un progetto ancora più ampio per raccogliere quanto per alcuni è inutile e superfluo e rimetterlo in circolo? L’idea nel giro di pochi mesi è diventato una realtà: si chiama Torra (‘restituisci’, in sardo), e da qualche mese trova spazio a Cagliari in via Capitanata, vicino al parco di Monte Claro, in una palestra temporaneamente inutilizzata dagli atleti dell’associazione Etnobrasil di capoeira.

“Ecosostenibile, ecosolidale ed economico”: così è definito lo shopping di Torra (che ha una pagina Facebook qui e un profilo Instagram), a cui collaborano anche Federica Meloni, appassionata di cucito e prodotti naturali, e Francesca Pillitu, fotografa (nell’immagine a sinistra).
Le ragazze raccolgono donazioni su appuntamento, ma l’ultima domenica di ogni mese dalle 10 alle 17 si occupano dello ‘Sbologno day’: “E’ una giornata aperta al pubblico in cui chiunque può vedere il nostro guardaroba: abbiamo usato come nuovo, vestiti per tutte le età e anche abbigliamento da lavoro. Non tutto quello che viene donato è esposto: i capi vengono selezionati senza difetti e cerchiamo il più possibile di rimettere in circolo vestiti particolari e di buona qualità. Si può scegliere e portare via quello che si desidera, con un massimo di cinque pezzi; in cambio chiediamo una donazione minima di un euro a pezzo, il ricavato servirà per le spese dello spazio e dell’attività come un contributo per l’affitto del locale o l’igienizzante per i vestiti. Non ci interessa tenere nulla per noi: l’obiettivo è rimettere in circolo capi non più usati in un’ottica di riciclo e attenzione per l’ambiente”.


Il futuro di Torra? “Le idee sono tante, per adesso l’obiettivo è avere uno spazio ancora più ampio (sperando che presto gli atleti potranno tornare ad allenarsi in palestra), magari aperto tutti i giorni, per garantire una presenza costante che non sia limitata dagli appuntamenti così che i capi sostino nel nostro guardaroba il minor tempo possibile. Sarebbe fantastico che ognuno di noi liberasse il proprio armadio dai capi superflui, dando loro una seconda possibilità e concependo Torra come un posto nel quale poter trovare un capo unico e originale. Di vestirci ne avremo sempre bisogno, perché non iniziare a farlo quindi nel modo più originale e etico? Il futuro del nostro pianeta passa anche per il riuso”.










