C’era grande attesa per quello che al momento dell’annuncio era già considerato uno degli appuntamenti più importanti dell’estate musicale isolana. I Franz Ferdinand hanno chiuso col botto l’edizione 2025 del Sulky Rock festival all’Arena Fenicia di Sant’Antioco organizzato da MIS che ha visto sul palco anche i londinesi The Molotovs, il cantautore laziale Wrongonyou e le band sarde Regrowth e King Howl reduci dai rispettivi tour europei. Circa tremila spettatori hanno assistito ai concerti nell’ottima cornice della cittadina sulcitana e anche noi non siamo voluti mancare alla festa dove abbiamo raccolto impressioni ed emozioni.

Il sole non era ancora tramontato quando i Regrowht hanno dato fuoco alle polveri dello show con il loro grintoso hardcore. Il quintetto cagliaritano si sta facendo le ossa in giro per il mondo e si sente. Applausi a scena aperta. Il secondo round è stato per i King Howl, band che oramai non ha bisogno di tante presentazioni (Francesca Mulas ne ha parlato qui), che hanno gettato ulteriore benzina sulla calda serata sulcitana con la loro miscela esplosiva che ha le radici nel blues ma si perde fra mille influenze in un caleidoscopio sonoro sempre di grande impatto. Consacrazione in grande spolvero. Sonorità decisamente più morbide con Wrongonyou, pluripremiato cantautore di Grotaferrata, leggero, raffinato e forte di un’intensa attività live internazionale. A quando un nuovo disco?
Palco e platea tornano a infiammarsi quando arriva il turno dei The Molotovs, duo composto da Mathew e Issey Cartlidge, fratello e sorella che a discapito della giovanissima età hanno alle spalle centinaia di concerti, con significative aperture per The Libertines, Blondie e Sex Pistols, e molteplici influenze che spaziano da Chuck Berry a David Bowie, passando per Green Day e The Undertones. Freschi di contratto con l’etichetta indipendente Marshall Records hanno pubblicato due singoli che sono andati a ruba, ‘More More More’ e ‘Today’s Gonna Be Our Day’. C’è grande attesa per ‘Wasted on Youth’, loro album di debutto che usicrà a breve, del quale hanno regalato qualche perla alla platea sarda che ha risposto con entusiasmo e che ha avuto modo di conoscerli una volta scesi dal palco mentre dispensavano sorrisi e strette di mano e si concedevano al pubblico per una foto ricordo. Occhio, sta per esplodere un progetto talentuoso del quale sentiremo parlare parecchio.
Mancano soltanto gli headliner all’appello e il pubblico comincia ad accalcarsi verso il proscenio fino a quando un grande boato accoglie i Franz Ferdinand. La band scozzese è impegnata nel tour promozionale di ‘The Human Fear’, pubblicato dopo sette anni di silenzio discografico, eccezion fatta per la raccolta ‘Hits to the Head’ del 2022 e primo lavoro dopo l’abbandono del batterista Paul Thomson, ma apre le danze con ‘The Dark of the Matinée’, successo dell’album di debutto del 2004 ed è subito festa. La folla si muove all’unisono e abbraccia Alex Kapranos e sodali mentre spunta una bandiera scozzese appaiata a una dei quattro mori che per una notte unisce idealmente i discendenti dei celti con quelli dei popoli del Mediterraneo. ‘Night or day‘ riporta tutti all’attualità ma il copione non cambia, sarà così per tutto il concerto, con il frontman che fra una canzone e l’altra non cessa di dialogare con l’arena che prontamente risponde. Scorrono le hit del passato e si balla con ‘No you Girls’, ‘Do you want to’, ’40’ e la sempreverde ‘Walk Away’ che fanno esplodere definitivamente l’arena e l’entusiasmo è palpabile fra fan e spettatori attirati dalla forza di un evento che in queste latitudini è ormai diventato un fatto raro. La band, il fidato Bob Hardy al basso, Dino Bardot alla chitarra, Julian Corrie tastiere e chitarra e la batterista Audrey Tait non si risparmia e forte di un Kapranos in splendida forma offre un live energico e privo di sbavature attraverso un gioco di flashback e diapositive del presente che hanno il loro apice con ‘Love Illumination‘, la celeberrima ‘Take me Out’ e con il gran finale di ‘This Fire‘, l’ultima fiammata di una band fedele al suo sound che nella notte di Sant’Antioco ha dato il meglio di sé con un concerto che i presenti non scorderanno tanto facilmente.

Ci guardiamo intorno e nei visi leggiamo la felicità e la soddisfazione di uomini e donne, ormai non più giovanissimi, consapevoli di aver assistito a una bella edizione del Sulky Rock Festival, la seconda, che fa ben sperare per il futuro della musica dal vivo in Sardegna. L’unica pecca la non adeguata organizzazione per gli spazi di somministrazione di cibo e bevande, tasto dolente anche di altri concerti nell’isola, che hanno creato diversi malumori e spazientito il pubblico che ha dovuto affrontare interminabili file per acquistare una birra o un trancio di pizza, sottraendo tempo e attenzione a quella che dovrebbe essere l’unica protagonista della serata, la musica. Un problema di non poco conto al quale è auspicabile che si ponga presto rimedio, i festival e gli stessi organizzatori sarebbero i primi a giovarsene.
© Foto di copertina gentilmente concessa da Francesca Sara Cauli










