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“Un’anno sull’altipiano”, l’omaggio di Felice Montervino e Pietro Lussu apre a Cagliari la quarta edizione di Insulae Lab

Di Redazione
10/05/2025
in Senza categoria
Tempo di lettura: 3 minuti
“Un’anno sull’altipiano”, l’omaggio di Felice Montervino e Pietro Lussu apre a Cagliari la quarta edizione di Insulae Lab

Il 17 maggio a Cagliari alle 21 sul palco del Teatro Carmen Melis” con la partecipazione straordinaria ed entusiasta di Paolo Fresu, “Insulae Lab” solleverà il sipario su una delle perle più lucenti del suo progetto formato diadema: “Un anno sull’Altipiano – In guerra qualche volta abbiamo anche cantato“, straordinaria produzione originale frutto della residenza artistica di Pietro Lussu e Felice Montervino a Berchidda, fusione di letteratura, vita, storia e musica che abita e celebra l’eredità di Emilio Lussu, rendendo la sua opera viva e contemporanea.

Un gioiello che nello specifico fonde in sé la bellezza del teatro a quella della musica, il ruvido e soave incedere della poetica al fluire delle mani sui tasti del pianoforte, la potenza della storia alla forza dell’interpretazione. La quarta, nuova, stagione del progetto Insulæ Lab – Centro di Produzione Musica, miscelate le volontà della direzione artistica di Paolo Fresu (protagonista anche sul palco), del Comune di Cagliari, del sindaco Massimo Zedda e dell’assessora alla Cultura, spettacolo e turismo Maria Francesca Chiappe, porta sul prestigioso palcoscenico del capoluogo sardo un’opera che nel 2025 (50esimo anniversario dalla scomparsa di Emilio Lussu) è simbolo di coscienza, di memoria. E di pace.

Paolo Fresu, musicista e direttore artistico del progetto Insulae Lab: “Portare a Cagliari Un anno sull’Altipiano. In guerra qualche volta abbiamo anche cantato prodotto da Insulae Lab assume un significato speciale in occasione dell’anno lussiano del 2025 e in un momento di conflitti vicini e lontani. A riflettere sull’assurdità delle guerre nonostante il canto poetico dell’uomo incapace di arrestarle”.

Pietro Lussu (pianista romano e nipote di Emilio Lussu) e Felice Montervino (attore isolano e performer) daranno piena forma e sostanza a loro “Un anno sull’Altipiano. In guerra qualche volta abbiamo anche cantato“, produzione originale “Insulae Lab” che ha stregato chiunque abbia già avuto piacere e fortuna di ammirarlo.

Nessuno aveva pensato di chiedere a Pietro Lussu di lavorare sull’opera di Emilio Lussu: l’occasione è sorta spontanea e irrinunciabile in seno a Insulae Lab. L’immortalità dell’opera letteraria ha sposato la sensibilità della ricerca del pianista, che in questa impresa artistica è accompagnato dalla figura di un eccezionale attore cagliaritano, Felice Montervino, che ha l’arduo compito di reinterpretare parte dell’opera letteraria in un reading mozzafiato in cui piano e voce non si sovrappongono mai, ma si incontrano in continuazione. Le memorie personali di un anno passato al fronte durante la Grande Guerra sono immagini vivide fissate a fuoco nello sguardo di Emilio Lussu, uomo che ha incarnato la complessità di quel tempo complesso.

Pietro Lussu, musicista: “Cinquant’anni dopo la scomparsa di Emilio Lussu, Un anno sull’Altipiano torna a parlare a Cagliari, in un progetto che ho il privilegio di portare avanti insieme a Felice Montervino. È un’occasione speciale per dare nuova vita alla sua eredità, per rivivere e condividere la forza delle sue parole. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Paolo Fresu e a Insulae Lab per aver reso possibile questa iniziativa che ha un significato profondo per tutti noi”.

Felice Montervino, attore: “Poter presentare il nostro lavoro in questo nuovo spazio cittadino è una splendida occasione per impreziosire il progetto mio e di Pietro Lussu di parole e musica attorno a Un anno sull’altipiano così come lo è condividere in questa occasione speciale il palco con la sensibilità e generosità artistica di Paolo Fresu. Il nostro racconto in musica avrà la fortuna di impreziosirsi e di vivere di nuova luce e sonorità vive che sicuramente completeranno il mosaico di umana complessità che sinora abbiamo avuto la fortuna di poter sviluppare attraverso il testo di Emilio Lussu. Questo lavoro è servito a noi e spero a chi ha avuto e avrà la fortuna di vederlo di ricordarci con parole che si fanno carne, suono, azione, lotta, ironia, creazione e meraviglia che così come allora, in questo nostro tempo frammentato, divisivo, a volte di difficile comprensione, abbiamo bisogno di una pace attiva, una postura umana di ascolto e incontro con l’altro da sostenere e ricercare quotidianamente senza timore con lo stesso amore e passione civile di cui sono piene le parole di Emilio Lussu”.

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