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Elena Anna Boldetti è la nuova segretaria regionale del MIC: “Sardegna, un patrimonio immenso da tutelare con l’impegno di tutti”

Di Francesca Mulas
26/04/2024
in Cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
Elena Anna Boldetti è la nuova segretaria regionale del MIC: “Sardegna, un patrimonio immenso da tutelare con l’impegno di tutti”

La tutela del paesaggio, la valorizzazione di monumenti e siti archeologici, il coordinamento tra enti diversi per la tutela del nostro patrimonio culturale: sono questi i temi di cui si occupano gli uffici del Ministero della Cultura in Sardegna. Uffici che spesso sembrano lontani dal nostro quotidiano ma dove si svolge un’attività intensa con risorse sempre più risicate e tempi sempre più stretti, ma fondamentali per garantire la cura e la gestione dei nostri beni. Da qualche settimana la Segreteria regionale del Ministero ha un nuovo volto: è quello di Elena Anna Boldetti, che dal 1 aprile è segretaria dopo una lunga esperienza nel settore e una profonda conoscenza del patrimonio culturale sardo.

Cagliaritana, laureata in Ingegneria civile a Cagliari e specializzata in restauro dei monumenti al Politecnico di Milano, è stata funzionaria architetta alla Soprintendenza Archeologia di Cagliari e Oristano e ha frequentato il corso per dirigenti pubblici della Scuola nazionale dell’amministrazione a Roma. Nella scrivania del suo nuovo ufficio, in Largo Carlo Felice 15 a Cagliari, ha trovato tantissime pratiche delicate e urgenti, cantieri da avviare o già aperti, scadenze e finanziamenti da spendere. Abbiamo incontrato Elena Anna Boldetti nei primi giorni del nuovo incarico per parlare di beni culturali, comunicazione alla comunità e tutela del paesaggio.

Di cosa si occupa in concreto il Segretariato regionale del Ministero della Cultura?

Le competenze sono tante, una delle più rilevanti è la gestione di lavori sui beni culturali, la cosiddetta stazione appaltante e la programmazione anche per conto degli altri uffici del Ministero, ci occupiamo delle risorse umane, e, in varie forme che sarebbe lungo raccontare qui, ha una funzione di raccordo, supporto e coordinamento con gli altri uffici del Ministero All’interno del Segretariato Regionale è, inoltre, incardinato il COREPACU, la Commissione regionale patrimonio culturale della Sardegna, un organismo composto dai dirigenti ministeriali operanti in tutto il territorio regionale che, in maniera olistica, analizza e decreta tutti i provvedimenti di tutela monumentale. Infine è importante segnalare in ruolo del Segretario Regionale che presiede e coordina l’UCCR, l’Unità di crisi regionale che, in eventi calamitosi di particolare rilevanza, viene attivata per operare in sinergia con gli enti che fanno parte del complesso sistema della Protezione civile, com’è accaduto, ad esempio, in occasione dei tragici eventi alluvionali del novembre 2020 nei territori del Nuorese, dell’Ogliastra, delle Baronie e del Medio e Alto Campidano.

Quali sono i temi più urgenti che ha trovato sulla sua scrivania?

Il tema reale è che la riforma che sta investendo il Ministero prevede la soppressione dei Segretariati, con tutta una serie di attività che dovranno essere traferite ad altri uffici. Mi riferisco alle numerose e delicate pratiche relative a più di 300 dipendenti ministeriali, finora gestite dal Segretariato Regionale, oppure ai 68 finanziamenti approvati e che riguardano circa 100 luoghi culturali per oltre 80 milioni di euro. Nel concreto penso agli scavi di siti archeologici, al consolidamento e restauro di nuraghi, ponti, chiese, torri, sculture etc. Si tratta quindi di ragionare con un orizzonte temporale breve ed incerto, per garantire la continuità amministrativa e la regolare esecuzione delle opere programmate e/o iniziate.

Le Soprintendenze sono oggi percepite come organi lenti e inaccessibili, qual è la sua visione dall’interno? e cosa si può fare per cambiare questa visione?

Su questo occorre fare chiarezza: io ho lavorato nelle Soprintendenze, e ovviamente non sono d’accordo! Sono uffici che svolgono un enorme lavoro di tutela, con risorse sempre molto risicate, e tempistiche sempre più ridotte; manca il tempo di comunicare il lavoro svolto, e nel silenzio si finisce per assecondare questa immagine che non corrisponde affatto alla realtà.

La Sardegna ha un patrimonio culturale e archeologico immenso, eppure sembra che non riusciamo a valorizzarlo al meglio.

Il patrimonio è, appunto, immenso, ed estremamente disseminato geograficamente, anche in aree difficoltose da raggiungere. Le risorse sempre poche. Ma le iniziative virtuose ci sono, e possono essere considerate come delle “best practice” da diffondere e moltiplicare. La valorizzazione è materia nella quale Stato e Regione collaborano, e prevede anche la partecipazione di soggetti privati. Si tratta di potenziare queste intese e fare uno sforzo collettivo per ottenere risultati sempre migliori. Il Segretariato è appunto l’ufficio che si occupa di queste intese.

Non solo Mont’e Prama: quali sono secondo lei i monumenti che meritano una valorizzazione urgente?

Chiedi a una mamma di scegliere tra i propri figli? C’è talmente tanto da fare, sotto il profilo della tutela, della messa in sicurezza e della valorizzazione…il Segretariato ha numerosi progetti e cantieri aperti, e continuiamo a chiedere finanziamenti per altri interventi, in costante collaborazione con gli altri uffici sul territorio regionale. Purtroppo i tempi dei lavori pubblici sono lunghi tra programmazione richiesta dei finanziamenti ed effettivo inizio degli interventi. Ho trovato sul mio tavolo la conclusione di lavori partiti dalle mie richieste da funzionaria quando ero a Sassari…potrei citare quelli, ma farei un torto a tutti gli altri e mi sembra ingeneroso.

Paesaggio ed energie rinnovabili: come possiamo conciliare l’esigenza di tutelare il nostro territorio con quella di produrre energia pulita?

In Sardegna fortunatamente abbiamo uno strumento normativo che assicura alti livelli di tutela sul paesaggio ma non interessa ancora le zone interne della nostra Regione e quindi su questo aspetto mi auguro che si possa quanto prima colmare questa grave lacuna anche alla luce dell’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabili in aree tradizionalmente vocate ad altri usi. L’utilizzo delle energie rinnovabili è una necessità ed un’urgenza, ma è sempre possibile ed è doveroso trovare delle collocazioni che siano rispettose del paesaggio, una delle grandi risorse della Sardegna. E’ fondamentale definire delle linee guida condivise che identifichino criteri e aree dove installare questi impianti.

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