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Storie di elfi che inventi tu. Il calendario dell’Avvento di Mariella Cortes

Di Mario Gottardi
25/11/2023
in Libri
Tempo di lettura: 4 minuti
storie di elfi Mariella Cortes

Mariella Cortes

C’è Smeraldina – no, non l’acqua -, c’è Pon Pon – no, non la palla di pelo sui berretti di lana -, c’è Willy – no, non Wonka, ma quasi: sono nomi di elfi, piccoli aiutanti di Babbo Natale e di chi vuole ascoltare e raccontare storie. Sono i co-protagonisti del nuovo libro per bambini uscito dalla fantasia di Mariella Cortes, autrice e giornalista che in questi giorni è in libreria con il suo “Storie di elfi che inventi tu”, un particolare calendario dell’avvento con delle card che poi si possono staccare e appendere all’albero di Natale.

Storie di elfi Mariella Cortes
La copertina di Storia di elfi che inventi tu di Mariella Cortes

È un avvicinamento al 25 dicembre tutto basato sulla fantasia, l’immaginazione e l’interazione tra bambino e genitore (o fratello, sorella, amico) quello realizzato da Mariella Cortes. Così come i precedenti lavori (ne abbiamo parlato qui), anche quest’ultimo ha come obiettivo quello di guidare ognuno alla creazione di un mondo immaginario fatto di gentilezza, rispetto, inclusività. E come gli altri anche questo è uscito per i tipi Mondadori Electa (42 pagine, 19,90 euro).

Il libro infatti contiene 24 carte pensate per essere staccate e appese all’albero una volta utilizzate per giocare e inventare storie. Ogni carta infatti è numerata, ha una data, dal primo al 24 dicembre, un titolo e contiene una immagine realizzata da Yulia Gorkina, che ha curato le illustrazioni di tutto il libro (il progetto grafico è di Isabella Fusè). “In realtà sono partita proprio dalle bellissime illustrazioni di Yulia”, spiega Mariella Cortes, “l’anno scorso avevo creato questo calendario dell’avvento narrativo e l’ho proposto alla mia editor che mi ha mostrato le illustrazioni di Yulia Gorkina. Allora io ho costruito la storia principale lasciandomi ispirare dagli elfi di Yuilia. Che cosa fanno gli elfi di Babbo Natale nel resto dell’anno? Viaggiano, girano e si raccontano le storie. Quello che propongo come invito, partendo dalle immagini e da un titolo è in realtà quello che ho fatto io”.

Mariella Cortes, la demiurga di storie e parole

Infatti gli elfi Pon Pon, Lampadino, Willy, Paigè, Scalina, TapTap ecc…raccontano le loro avventure in giro per le case di tutto il mondo, dove vagano tra una faccenda e l’altra per conto di Babbo Natale e invitano chi legge a proseguire nel racconto. Ogni oggetto diventa pretesto per scatenare la fantasia: e così un lampadario e una soffitta diventano occasione per parlare di polvere di stelle e luci, magari nascoste dietro le onde di una tenda. O finire letteralmente sommersi dalle storie, come Willy, l’elfo che ha visitato 365 biblioteche, una ogni giorno dell’anno. 

Gli elfi chiedono a chi legge di fermarsi e proseguire lui nella storia, magari per far nascere nuovi racconti, da condividere, modificare in corso d’opera con gli amici, illuminati dalle luci dell’albero di Natale. 

È un libro che non muore “Storie di elfi che inventi tu”, proprio perché si può rinnovare di anno in anno con nuove storie, nuovi personaggi, nuovi racconti. “È un invito alla ricerca di un tempo per la narrazione in un momento in cui tutto è veloce. Mi piace pensare a una storia nella storia che possa vivere nel periodo dell’Avvento, riuscendo a creare un piccolo momento dedicato alla creatività di bambine e bambini che amano giocare con la fantasia”, spiega Mariella Cortes. 

Mariella Cortes che legge il suo libro Paesitudine dell’Avvento

Questa sua ultima fatica non è la prima che dedica all’Avvento. Già l’anno scorso si era cimentata in un’opera dallo stesso tema però con un taglio decisamente più tradizionale: “Paesitudine dell’Avvento” (Editrice Taphros, 147 pagine, 15 euro), che mette insieme tre calendari dell’Avvento, che accolgono 24 parole, 24 emozioni e 24 nomi. 

“Io sono cresciuta con l’immagine dell’attesa del Natale come tanti momenti in cui raccogliere storie da parte di parenti, nonni e genitori. Paesitudine dell’Avvento fa riferimento proprio all’infanzia in paese e al piacere di riscoprire quella lentezza del racconto che nel periodo di Natale significa castagne sul fuoco, caminetto acceso, biscotti, formaggio (e a casa di mia zia liquore Vov con tarallucci)”, chiosa l’autrice, che infatti è nata a Desulo, nel cuore della montagna sarda e che da tempo lavora a Milano oltre che come autrice Mondadori, anche come giornalista, formatrice e consulente di marketing ma soprattutto dotata di un’enorme fantasia e delicatezza che riesce a imprimere in ogni sua opera.

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