Il filmaker siciliano Roberto Celestri, classe 2001, è diventato in brevissimo tempo un punto di riferimento irrinunciabile per tutti gli amanti dell’arte. Armato di i-phone realizza video di 30 secondi, anche meno a volte, in cui mostra le bellezze della nostra Italia senza mai apparire o parlare, accompagnando piazze, musei, cattedrali con la sola musica classica. La sua pagina instagram ha 362 mila follower, quella TikTok oltre 4 mila, che quotidianamente apprezzano il lavoro di narrazione per immagini che il giovanissimo di Noto propone.
Roberto Celestri ha iniziato per piacere personale questo percorso d’arte rendendosi poi conto dell’enorme impatto sul pubblico. Al quotidiano Il Messaggero pochi mesi fa aveva dichiarato di realizzare brevi video in attesa del suo primo lungometraggio, e che il suo ispiratore è Caravaggio. L’artista è universalmente considerato un precursore della fotografia e soprattutto maestro nella tecnica di definizione della luce. Nessuno come lui nella storia dell’arte riuscì a rendere evidenti gli stati d’animo attraverso l’equilibrio tra luci e ombre.
Amante della fotografia e con alle spalle studi dedicati alla scuola di cinema (ha frequentato l’ITS Roberto Rossellini di Roma in ambito Cinema Web e Tv, e diretto videoclip musicali per artisti emergenti), Roberto Celestri ha saputo concretizzare anche l’esperienza familiare, dedita al restauro e all’antiquariato, facendo di una passione personale un lavoro. Ha collaborato anche con il suo comune di nascita, Noto, per la realizzazione di spot pubblicitari e come content manager dei canali social. Le competenze di Celestri non sono sfuggite ai Musei Vaticani, al MAXXI e ad altre realtà culturali che hanno chiesto la sua collaborazione per la promozione delle loro collezioni. Ora è rappresentato da un’agenzia ma continua a gestire la pagina con quello spirito pioniere che lo ha reso celebre in tempi rapidissimi.
I primi video pubblicati sui social quasi in maniera casuale hanno conquistato subito un grande successo. Da lì ogni reel girato e postato diventava virale fino a che aprendo i social non si è reso conto di avere creato un vero trend su Instagram. A quel punto Facebook gli ha proposto una partnership e il suo account da duemila follower ha raggiunto la cifra attuale. Su La7 ha una rubrica di sua conduzione, all’interno del programma ArtBox e per il futuro pianifica una laurea in Storia dell’Arte.
Raccontare l’unicità del nostro territorio in modo nuovo, leggero e fruibile può forse essere la vera svolta per una maggiore considerazione del patrimonio artistico italiano, affossato da così tanti problemi di ordine politico ed economico da accusare ferite difficilmente sanabili. Scelte imprenditoriali sbagliate come ad esempio il fallimento della piattaforma ItsArt e tagli continui alla cultura non hanno fatto che allontanare le persone da aspetti fondanti della nostra nazione, depauperando il senso critico, declassando i musei a luoghi di interesse solo in base al numero di biglietti staccati, e rendendo difficili la formazione e la sopravvivenza stessa di tante realtà, piccole e grandi, che lottano per affermare che la cultura è un bene irrinunciabile.
(Nella foto in evidenza, Celestri ai Musei Vaticani, immagine da Instagram)










