Siamo sommersi di notizie: il web ha generato una mole incredibile e praticamente infinita di siti, blog e canali che diffondono informazione di ogni genere, ed è oggi sempre più difficile districarsi tra news vere e false. Con grande pazienza ci si può dedicare a una lettura attenta e consapevole e selezionare i titoli più attendibili, ma chi non ha il tempo di farlo si imbatte sempre più spesso in fake news solo in apparenza credibili. Per combattere le notizie false arrivano oggi in soccorso le nuove tecnologie e in particolare l’intelligenza artificiale e la blockchain: un progetto dell’Università di Cagliari ha studiato un sistema innovativo per valutare la credibilità di testate giornalistiche e articoli.

‘FAKE‘, questo il nome del progetto, è stato sviluppato all’interno del laboratorio Networks for Humans (Net4U) che ha sede nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università di Cagliari e finanziato tramite il programma Horizon 2020 research and innovation dell’Unione Europea, come bando a cascata gestito dal Consorzio TruBlo, con 175 mila euro. Avviato nel giugno 2021, si è concluso poche settimane fa.
“Il fenomeno delle fake news ha creato enormi danni economici e di reputazione all’informazione – ci ha detto Michele Nitti, ingegnere e coordinatore di ‘FAKE’ e a capo di un team di circa venti persone che hanno lavorato al software – inoltre numerose agenzie di stampa e testate giornalistiche hanno visto calare pesantemente lettori e lettrici dato che le notizie false hanno aumentato la sfiducia verso il mondo del giornalismo. Ci siamo quindi chiesti se la tecnologia può aiutarci a ritrovare fiducia nelle notizie e in chi le produce: da qui l’idea che abbiamo sviluppato a Cagliari e che ha convinto il Consorzio TrouBlo a finanziarci”. Il plug-in non è ancora disponibile per il grande pubblico ma un suo prototipo può essere scaricato da chi ne fa richiesta anche se per adesso solo su Chrome e per siti in lingua inglese.

“Abbiamo testato il funzionamento di ‘Fact’ dapprima in laboratorio usando un database di 20 mila notizie – sottolinea ancora Nitti, che ha lavorato insieme ai dottorandi Luigi Serreli e Claudio Marche – il sistema analizza il linguaggio, la quantità di pubblicità dentro il sito, il suo autore, la reputazione del sito, ed è in grado di riconoscere se una notizia è vera o falsa in percentuali superiori al 90 per cento e in generale se un sito di notizie è attendibile o meno”.
L’idea alla base del progetto anticipa il debunking e ci dice se ci troviamo di fronte a una fake news ancora prima di leggerla: in questo modo si risparmia tempo e si evita che le fake news dilaghino ulteriormente; chi fa debunking, inoltre, diffonde informazioni corrette che avranno un’eco certamente meno ampia delle notizie che smentiscono. Qual è il futuro di ‘FAKE’? “Il nostro progetto può avere applicazioni infinite – conclude Michele Nitti – dalle aziende private al sistema dell’informazione fino ai singoli lettori e lettrici che vogliono avere informarsi in maniera sicura e attendibile”.










