Cosa è accaduto a quella splendida diva che negli anni Cinquanta dalla Sardegna partì alla conquista del mondo? Ce lo racconta Sergio Naitza nel suo nuovo docufilm, in cui l’attrice rilascia la sua prima intervista dopo 67 anni di assenza dalle scene.
La nuova produzione di Karel, sostenuta da Fondazione Sardegna Film Commission, Società Umanitaria-Cineteca Sarda e Comune di Nulvi ci regala uno sguardo inedito ed esclusivo su Maria Frau, attrice di Nulvi, che conobbe una lunga stagione di successi a partire dagli anni Cinquanta.
Figlia di madre romana e padre sardo iniziò la sua carriera quasi per caso, posando per alcuni servizi fotografici che la fecero scegliere come protagonista per diversi fotoromanzi. All’epoca la presenza fissa nei fotoromanzi era un trampolino di lancio per il cinema e infatti la sua bellezza e la sua autentica ingenuità la portarono all’attenzione di tanti registi che la scritturarono facendola partecipare a ben 18 film.

Al suo fianco attori nazionali e internazionali di primo piano come Totò e Renato Rascel, diretta da maestri come Mario Bonnard, Eduardo de Filippo, Pierre Chevalier giusto per citarne alcuni, la Frau divenne una stella luminosissima. Il successo fu immediato: sia dalla critica che dal pubblico la giovane Maria, all’anagrafe Maria Marchesa Frau, ottenne riconoscimenti e ammirazioni. Improvvisamente, dal 1955, scompare dal mondo del cinema e dei rotocalchi facendo perdere le sue tracce senza alcuna spiegazione, facendo cadere un velo di mistero sulla sua vita.
Il docufilm realizzato da Sergio Naitza “Maria Frau, l’attrice che spense la sua stella” è stato presentato al festival “I mille occhi” di Trieste il 12 dicembre e ce la mostra adulta, diversa certamente dagli anni delle pellicole, ma ancora elegante e allegra. “Mi dispiace per i miei ammiratori, ne avevo tanti, sono sparita senza neanche dire una parola, ma non mi pento. L’ho fatto per amore – racconta Maria Frau – e ho avuto un marito e due figli bellissimi, ne valeva assolutamente la pena”.
Nella sua casa in Texas, dove vive ormai da tanti anni nella capitale Austin, l’attrice si racconta e dice “Pensavano fossi una mangiauomini ma la verità è che io venivo da una famiglia modesta e conducevo una vita molto semplice e riservata. Adoravo la campagna, cavalcare l’asinello da bambina, giocare in compagnia delle altre bambine. Certo ero vanitosa, ed ero bella, per questo ho detto di si ai servizi fotografici, dovevo pur lavorare”.
A soli 18 anni Maria Frau sapeva posare, recitare, imparò la scherma e l’equitazione, cantava e ballava con una sicurezza che prometteva ancora tanti successi futuri. “Ero molto ingenua, mi dicevano di essere un po’ sexy, scoprirmi un po’ e lo facevo – continua la Frau – ma sempre nella giusta misura”.
La sua dimensione emotiva, nonostante lo sfavillio del presente che viveva al massimo tra set fotografici e cinematografici, era però bisognosa di una serenità che mal si conciliava con i viaggi intorno al mondo e i tanti impegni. Così, dopo alcune partecipazioni televisive e radiofoniche, decise di ritirarsi a vita privata e dedicarsi alla famiglia. “Non ho mai dimenticato la Sardegna – conclude la Frau – è sempre nel mio cuore”.
“Maria Frau, l’attrice che spense la sua stella” è un occhio privilegiato in un passato che ancora manifesta la sua eco, un bel viaggio alla riscoperta di un’eccellenza sarda che ha saputo conquistare il mondo.










