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“Ballata del giudice bandito”, a San Sperate la nuova produzione Antas Teatro che dà voce a Sergio Atzeni

Di Francesca Mulas
18/11/2021
in Cultura, Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 2 minuti
“Ballata del giudice bandito”, a San Sperate la nuova produzione Antas Teatro che dà voce a Sergio Atzeni

Prende spunto da “Apologo del giudice bandito”, il primo romanzo di Sergio Atzeni pubblicato da Sellerio nel 1986, lo spettacolo “Ballata del giudice bandito”, in cartellone a San Sperate per la sesta stagione teatrale Antas Apertas. L’appuntamento con la messa in scena della produzione targata Antas Teatro è venerdì 19 e sabato 20 alle 21 e domenica 21 novembre alle 19 nello spazio della compagnia in via Arbarei 10.

Riflettori puntati sull’attore Stefano Farris e sul musicista e cantautore Luca Marcia, diretti da Giacomo Casti che, raccontando la genesi dello spettacolo, scrive: “’Che tutto cambi, perché nulla cambi’ é il motto, gattopardesco, che meglio sembra adattarsi alla Cagliari – alla Caller, come dicevano i catalani – del 1492, città che Sergio Atzeni racconta nel suo primo romanzo, Apologo del giudice bandito. 1492, data storicamente esplicita e riconosciuta come avvio della modernità, dell’età moderna, ma che nella verità del romanzo assume senso paradossale: in quello stesso anno mentre Colombo, cercando il levante, trova il ponente – e quello che sarà poi il Nuovo Mondo – in quella Cagliari ispanizzata gli inquisitori processano nientemeno che le cavallette, colpevoli di infestare l’isola. Questo medioevo processuale – continua il regista – trova quindi il suo corrispettivo nei modi di vita e negli atteggiamenti di tutti i personaggi dell’affresco atzeniano, dagli hidalgos spagnoli ai soldati, dai giudici sardi ai disperati della città. Tuttavia, in questo medioevo sardo non è difficile riconoscere comportamenti e caratteri totalmente contemporanei, attualmente cagliaritani nella lingua come nei gesti, attualmente universali nella bassezze come nelle necessità. Da qui siamo partiti. La modernità non è mai iniziata, allora, e il Medioevo non è mai finito: così ci ritroviamo dunque, nel nostro studio narrativo e musicale sul romanzo, a seguire la storia di due rampolli della Cagliari-bene dell’epoca, e a domandarci se quanto ci viene raccontato sia accaduto più di cinquecento anni fa, in un passato fumoso, oppure giusto la scorsa settimana, e magari se ne sia letto sbadatamente sulle pagine di cronaca del quotidiano locale, senza prestargli molta attenzione”.

L’ingresso a tutti gli spettacoli avverrà nel rispetto della normativa per la prevenzione del Covid-19. Il biglietto è di 8 euro. Antas Apertas è realizzato con il contributo del Fondo Unico Spettacolo, della Regione autonoma della Sardegna, del Comune di San Sperate.

        

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