Per la sua quinta edizione, il Festival dell’Altrove – manifestazione letteraria dedicata allo scrittore e antropologo Giulio Angioni, scomparso nel 2017 – ha lasciato per un attimo la sua casa madre (Guasila) per abbracciare almeno una sera la città di Cagliari. L’occasione è dovuta ad un convegno dal titolo “Mercato editoriale e nuove tecnologie: il futuro del libro tra cartaceo e digitale” ospitato alla Mediateca del Mediterraneo. Una buona occasione per comprendere i mutamenti del mercato librario, raccontato per dati ma soprattutto per riflessioni da docenti e esperti del settore.
Emiliano Ilardi è professore associato dell’Università di Cagliari e coordinatore nel corso di Innovazione Sociale e Comunicazione. Spiega che fermarsi alla mera divisione tra cartaceo e digitale non riesce a spiegare effettivamente quanto questo incida sulla lettura degli italiani. “Oggi si legge di più, ma è certamente cambiato il modo di leggere. Pensiamo a quanto tempo rimaniamo sui social, quanto leggiamo i messaggi. Oppure vediamo all’enorme successo degli audiolibri: Non è leggere anche questo? Sì, lo è. Ma è un modo diverso. E il mercato editoriale, di solito piuttosto refrattario alle novità, ne deve tenere conto”.

Mario Garzia, docente e ricercatore dell’Università di Cagliari, ha illustrato il progetto “Book Batch One“, che permette al libro di esplorare tutte le sue potenzialità attraverso la personalizzazione. In questo caso il consum-attore assumerà un ruolo attivo nella definizione del proprio prodotto editoriale digitale e fisico.
Ad esempio, un docente interessato a strutturare un libro di testo che contenga solo e tutti gli argomenti che vuole trattare nel percorso scolastico o universitario può avviare un processo di personalizzazione sia contenutistico che formale. Cambia dunque la percezione di lettura e proposta dei testi.
Per Pasquale Mascia, direttore della Biblioteca Satta e rappresentante dell’AES (Associazione Editori Sardi), il libro cartaceo e quello digitale sono apparentemente alternativi. “A dispetto di quel che si dice, l’editoria è un mercato che tira tantissimo, solo nel 2019 c’è stato un incremento sostanziale. I problemi sono altri. Ad esempio il 60% della popolazione italiana non legge, a parte che non siano letture obbligate. In Sardegna il livello di lettura è più basso rispetto alla media italiana. Chi legge di più? I giovani, ma non in maniera continuativa. Quello che preoccupa, in realtà, è che il dato delle persone che ha adeguate competenze per comprendere un testo è discretamente basso. Questo crea delle difficoltà poi nell’accesso al mercato del lavoro o in generale nella società”.










