È uscito nel mese di febbraio 2023 per le edizioni Castelvecchi il libro ‘Assurdità Alimentari’ a cura di Marco Capocasa e Davide Venier, un percorso tra fake news e scienza dell’alimentazione. Fare chiarezza in un periodo costellato dal bombardamento mediatico non solo sulla cucina in sé, ma anche sulla corretta alimentazione, sembra davvero necessario nel pullulare di regimi dietetici più o meno estremi o incentrati sul processo chetogenico, o del tutto proteico. Digiuni intermittenti, diete vegetariane, vegane, mediterranee, miste, beveroni per dimagrire, integratori per stare in forma, insomma la scienza dell’alimentazione è legata a benessere fisico, estetico e a un enorme business. Due studiosi come gli autori di questo libro ci aiutano, con una scrittura scorrevole e molto accessibile, a orientarci in un mondo sempre più confuso e dispersivo eppure così importante non solo perché alimentarsi è un fatto vitale ma è inoltre legato al gusto, al piacere e alla socialità.

Partiamo dalle basi: nutrizione e problemi di comunicazione
Col termine nutrizione ci riferiamo a “l’assimilazione da parte degli organismi viventi – scrivono Capocasa, biologo e antropologo, e Venier, dietista – di sostanze che consentono loro di crescere, svilupparsi, sopravvivere e riprodursi”. Di nutrizione si parla già dalla metà del 1700 quando Lavoisier inizia a interessarsi ai principi del metabolismo umano. La scienza della nutrizione, sottolineano gli autori, è “la scienza del cibo, dei nutrienti e delle altre sostanze in essi contenute; la loro azione, interazione ed equilibrio in relazione alla salute e alla malattia; i processi mediante i quali l’organismo ingerisce, assorbe, trasporta, utilizza le sostanze alimentari e ne espelle i residui”.
Per l’ampiezza degli aspetti di cui si occupa, la scienza della nutrizione ha attinto da varie discipline, a partire dall’antropologia e fino all’archeologia. Oggi gli esperti in materia incontrano enormi difficoltà nel comunicare al grande pubblico di consumatori quei risvolti scientifici che possono avere un impatto positivo sulla società. Uno dei problemi è la traduzione del linguaggio scientifico in qualcosa di semplificato e comprensibile ai non addetti ai lavori. Un altro problema è che la TV e altri media sono anche veicolo pubblicitario e quindi responsabili della diffusione di presunte verità. Ma prima che esistesse la TV, le informazioni falsate si trasmettevano comunque con il passaparola, era solo un passaggio più lento.
Le presunte verità e le fake news
Una delle più grandi “leggende metropolitane largamente diffuse” è quella riguardante i valori nutrizionali di certi cibi e i loro effetti sulla salute umana. Un esempio? Gli spinaci sono ricchissimi di ferro. In realtà in cima agli alimenti che contengono più ferro ci sono le frattaglie, la spigola, le cozze, gli anacardi, i pistacchi e il radicchio verde. Anche la rucola contiene più ferro degli spinaci.
Ma perché le notizie false o fuorvianti hanno la meglio sulla corretta informazione?
In una ricerca pubblicata sulla rivista «Science», tre studiosi del Massachusetts Institute of Technology sostengono che le verità impiegano circa sei volte il tempo necessario alle fake news per raggiungere lo stesso numero di persone. Da questo studio emerge che i fattori che contribuiscono alla diffusione delle falsità sono principalmente la mancanza di conoscenza degli aspetti scientifici necessari alla comprensione per poter scegliere con consapevolezza se prendere per buona o meno una notizia. Minore è la conoscenza, maggiore sarà la suggestionabilità. In questo processo è coinvolta anche la sfera psicologica individuale. Secondo altri tre studiosi, stavolta della Radboud University di Nijmegen, il problema della vulnerabilità dell’utente sarebbe legato principalmente alla ridotta autostima e a una negativa percezione della propria persona e quindi a credere alle informazioni riportate da altri senza verificarne l’attendibilità. Una volta che un’informazione falsa guadagna consensi, è molto difficile invertirne la rotta.


I falsi miti
Il libro assurdità alimentari dedica un intero capitolo a quelle credenze alimentari che non hanno un fondamento scientifico. Uno di questi riguarda la vitamina C. La falsa credenza è che quella che assumiamo dalla frutta sia più efficace di quella contenuta negli integratori. Nella realtà l’acido ascorbico, la molecole della vitamina C, è identico sia in natura che di sintesi. Ciò che conta è la molecola, non la provenienza.
Un altro falso mito? Mangiare carboidrati la sera fa ingrassare. I carboidrati sono finiti nell’occhio del ciclone negli ultimi anni perché responsabili dell’aumento di peso. Questa convinzione è figlia della cattiva informazione. I soli responsabili dell’aumento di peso nelle persone sono gli apporti calorici.
L’ananas brucia i grassi, la frutta va mangiata lontano dai pasti, le farine bianche sono ottenute con un processo di sbiancamento industriale, scaldare il cibo con il forno a microonde aumenta il rischio di cancro sono alcuni degli altri miti che questo libro ci aiuta a sfatare con argomentazioni scientifiche molto comprensibili.
E mentre facciamo il funerale all’idea erronea secondo la quale si pesa tanto perché si hanno le ossa grosse, i nostri autori ci indicano una lettura che ci aiuta ad essere documentati sempre meglio. Si tratta delle linee guida ricavate dal Dossier Scientifico pubblicate del CREA.
Infine, a conclusione di questo lavoro, Venier e Capocasa hanno pensato di inserire un glossario che non solo ci aiuta nel corretto uso dei termini quando si parla di nutrizione, ma ci informa del loro reale significato e anche questo è un modo per sapere un po’ di più di cosa parliamo e in cosa sia il caso di credere o meno.










