Perché esistono le regole. Come è nata la Costituzione italiana, che nei sui principi fondamentali sancisce da una parte i diritti inviolabili dell’uomo, dall’altra corrispettivi doveri “inderogabili” di solidarietà, e pone al centro della sua architettura normativa la pari dignità di tutti gli individui. E ancora, perché tali principi che regolano la base dei rapporti tra le persone nel nostro Paese vengono aggirati, traditi ed esistono situazioni di disparità economico sociale.
Su questi binari hanno viaggiato le riflessioni dell’incontro La Costituzione, diritti e rovesci, tenutosi giovedì scorso, 29 luglio, a Codrongianos, nella cornice della Basilica di Saccargia, in apertura di Liquida. Protagonisti il giurista ed ex magistrato Gherardo Colombo e il giornalista Alessio Lasta: il primo autore del saggio 𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲. come diventare cittadini, di (Chiarelettere), il secondo del libro inchiesta 𝗟𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮. La Costituzione tradita. Gli italiani che resistono (Add). “Due libri complementari”, come sono stati definiti dal moderatore dell’incontro, Carlo Porcedda, al festival del giornalismo organizzato dal Comune di Codrongianos e da Lìberos.
Gherardo Colombo, che dal 2007, anno in cui ha lasciato la toga di magistrato, si dedica alla formazione dei giovani con un centinaio di incontri nelle scuole all’anno, ha raccontato a volo d’angelo la storia del nostro Paese dal 1948 ai giorni nostri: la grande speranza dei padri costituenti, il loro compito di indicarci la strada da percorrere per un futuro fondato sul principio di pari dignità tra le persone; il 1968, fucina di riforme come lo Statuto dei lavoratori, la legge del divorzio e quella sull’ordinamento penitenziario, ma anche, dietro l’angolo il terrorismo; 1980, a Milano alle 10 di sera non c’era nessuno per strada. La paura dominava; Genova, la Storia ritorna indietro di un ventennio.
Alessio Lasta cita alcune delle dieci storie di vite di resistenti, raccontate nel suo libro. Persone che con coraggio affrontano attese e solitudine, che non si arrendono di fronte alle mancate risposte, che non cedono al vittimismo. “Questo è il Paese dei muri di gomma – dice – Ciascuno di noi ha fatto esperienza del dolore che si prova di fronte a un diritto negato: pensiamo al comparto sanitario, a quanta pazienza ci vuole nell’interfacciarci nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, alla percezione dell’abbandono di uno Stato che sembra non esserci. Ho raccontato alcune di queste storie standoci dentro, la prospettiva di inchiesta a me più cara. Una di queste è la vicenda di alcune famiglie che a Foggia attendono gli alloggi e nel mentre vivono dentro dei container: le ho chiamate le vite dei Tetris, incastrati in 5, 6 in pochi metri quadri”. Tra le pagine del libro inchiesta, un capitolo dedicato al crack della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, visto con gli occhi della famiglia di un ragazzo tetraplegico. I suoi genitori avevano investito in azioni il milione di euro dell’indennizzo ottenuto per il figlio, divenuto disabile a causa della caduta di un albero. Avevano riposto la loro fiducia in una banca, pensando di realizzare una casa domotica per il ragazzo, ma sono stati travolti dal fallimento dell’istituto bancario.
E sulla paura del vaccino anti-Covid Colombo ha chiarito: “Non c’è un diritto senza dovere, salvo che il dovere sia un qualcosa che comprendo tanto bene e allora il d overe è la motivazione del fare. La Costituzione, all’articolo 2 ‘riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelleformazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’. Ovvero, io posso garantire i diritti soltanto se sei solidale. Occorre riuscire a mettere insieme i diritti di tutti in modo che i diritti più fondamentali non siano sacrificati da diritti che non siano altrettanto fondamentali”.
Alessio Lasta è inviato della trasmissione giornalistica di La7 Piazzapulita. È suo il primo reportage in un reparto di terapia intensiva, nei primi giorni di marzo dello scorso anno: la prima, limpida, drammatica dimostrazione che il Covid19 era più di un’influenza. Il giornalista ricorda una manifestazione di fronte a Palazzo Chigi di mamme no vax: “Avevano esposto un cartello che recava il testo dell’articolo 32 della Costituzione. Solo la prima parte del testo. La parte della disposizione che recita ‘nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge’ non compariva. Non possiamo equiparare il green pass a una pratica nazista – e cita la recente presa di posizione di Carlo Freccero – Ecco, non dobbiamo perdere il contatto con la realtà, vivere in una bolla, alimentarci di fake news”.










