Ha preso il via venerdì al Teatro Alkestis di Cagliari la nona edizione di “Sound Around The Island”, il festival organizzato dal Teatro Laboratorio Alkestis CRS in collaborazione con la Compagnia d’arte Circo Calumèt e l’Associazione Tàjrà. “Dal canto nostro” è il tema della nona edizione che propone tre giorni di musica, teatro e sperimentazione, con Gian Piero Alloisio, Giacomo Casti, Matteo Sau, Alessia Farci, Luca Nieddu, Banda Ikona Trio, Daniele Ledda, Michele Vargiu e Gianluca Dessì, tra gli altri.
La manifestazione ha ospitato nel corso degli anni artisti del calibro di Paolo Angeli, Joe Perrino, Michael McDermott, Irene Loche, Mario Brai, Arrogalla, Ilaria Porceddu, Beppe Dettori, Francesco Piu, Davide Catinari, Gian Piero Alloisio, Tomasella Calvisi, Giulio Casale, Nanni Gaias, Cordas et Cannas, Ilaria Pilar Patassini, Elva Lutza con Ester Formosa e Squarta, Elio Turno Arthemalle, Rossella Faa, Guido Coraddu, tra gli altri.
Primi appuntamenti, venerdì 24 gennaio, lo spettacolo “E cantava le canzoni – Rino Gaetano e gli anni ‘70” con Giacomo Casti, Matteo Sau e Alessia Farci (produzione Antas Teatro), e di seguito il cantautore Gian Piero Alloisio con il suo “Questa meravigliosa vita d’artisti”, l’autobiografia di un ragazzo squattrinato che lascia, nel tumulto degli anni Settanta, una disastrosa periferia genovese per intraprendere il mestiere precario dell’artista.
Sabato 25 gennaio alle 19 protagonista sarà l’artista e autore Luca Nieddu con “Pelagus”: dopo la felice esperienza delle prime cinque date del minitour che a novembre 2024 ha toccato Liguria, Piemonte e Lombardia, approda anche in Sardegna “Diari senza spina”, il progetto che raccoglie i racconti dell’autore berchiddese. Pelagus, il primo dei racconti della collana, ripercorre la memoria, rievoca l’infanzia, vibra di emozioni conservate a lungo. L’autore ha un progetto editoriale singolare: ognuno dei diari, la cui edizione è curata dalla casa editrice Tajrà di Cagliari, è manoscritto dall’autore stesso, che porta con sé in ogni data questi piccoli libri, ognuno unico, ognuno scritto con la penna blu, ognuno frutto di una scrittura lenta ed emotiva. Un lavoro artigianale e di tempo lento, come quello del coltivare la terra o di intrecciare i cesti. 45 minuti di parole, musiche e racconto letti a memoria dall’autore, con l’intimità che richiede la tradizione orale del ricordare e tramandare.
La Banda Ikona salirà in cattedra alle 21 per condurre gli spettatori in un viaggio affascinante tra le musiche e le tradizioni del Mediterraneo, accompagnati dal Sabir, l’antica lingua franca del Mare Nostrum. “Ostinatamente mediterranei” è il titolo del concerto che vedrà sul palco Gabriella Aiello alla voce, Stefano Saletti (voce, bouzouki, oud, chitarra) e Giovanni Lo Cascio alle percussioni. Da anni presente sulla scena italiana e internazionale nell’ambito della musica world, etnica e della canzone popolare, il trio presenta intensi brani che uniscono i suoni e le culture del Mediterraneo, insieme al repertorio della tradizione popolare del Sud e a melodie balcaniche, greche, arabe e sefardite per dare vita al particolare e originale progetto acustico.
L’ultima giornata di Sound Around The Island inizierà domenica 26 gennaio alle 11 con il concerto “Clavius” del musicista, compositore e docente Daniele Ledda. Clavius è il nome dato ad una famiglia di strumenti auto-costruiti partendo dal concetto di “pianoforte preparato” di John Cage. Ledda sperimenta le possibilità di fusione tra analogico e digitale, spingendo al limite l’idea di preparazione fino a giungere alla definizione di strumento aumentato suonato attraverso una tastiera. Il progetto pone in essere una radicale ridefinizione del concetto di strumento musicale, non più simulacro inviolabile con cui il compositore deve scendere a patti ma artefatto suscettibile di drammatiche mutazioni. Si tratta di una serie di strumenti aumentati, la convivenza parallela di uno strato fisico ed uno virtuale-digitale.
L’ultimo appuntamento della nona edizione di SATI si terrà alle 19 con “Der Boxer – ballata per Johann Trollmann”, la storia del pugile di etnia sinti, campione di boxe nella Germania del Terzo Reich: una storia potente e commovente che racconta la vita di un campione, della sua sfida contro una folle dittatura e delle sue devastanti conseguenze. Sul “ring” ci sarà Michele Vargiu, autore e attore del monologo con le musiche di Gianluca Dessì composte e suonate dal vivo alla chitarra. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Tabasco e Meridiano Zero, ha negli anni totalizzato poco meno di cento repliche nei teatri di tutta Italia. È stato citato in studi sul suo protagonista, Johann Trollmann, pubblicati in Francia, nel documentario di Jonathan Bonder “Holocaust Histories”realizzato negli Stati Uniti ed è stato visto e discusso in questi anni di vita da migliaia di studenti e spettatori in tutta la penisola. Una vicenda di sport senza tempo, di amore e di guerra, una discesa senza freni in uno dei periodi più bui della storia, narrata con rigore storico e senza rinunciare alle suggestioni del racconto teatrale.
Nella foto in evidenza, Daniele Ledda









