E’ entrato nel vivo, nel mese di luglio, il nuovo programma del Museo MAN di Nuoro, frutto della visione della neo direttrice Chiara Gatti, storica e critica dell’arte arrivata lo scorso febbraio alla guida dello spazio museale nuorese.
Ad inaugurare il nuovo corso della stagione espositiva (di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi) è ‘Sensorama, lo sguardo, le cose, gli inganni. Da Magritte alla realtà aumentata’, mostra dedicata al confine tra realtà e illusione, nel complesso meccanismo che porta i nostri sensi a percepire qualcosa che poi si rivela per ciò che non è. Una ripresa particolarmente attesa, quella appena iniziata al MAN, dopo i mesi di limitazioni dovute alla pandemia e sollecitata, appunto, dalla riflessione su ciò di cui siamo stati privati nel corso degli ultimi anni, costretti in spazi limitati, con il medium degli strumenti digitali a fare da tramite con il mondo esterno.
Il progetto originale della mostra, a cura di Chiara Gatti e Tiziana Cipelletti, richiama in modo attuale il concetto di Museo delle illusioni, nel quale – attraverso un percorso in cui artisti e videomaker si alternano nelle diverse sale – lo spettatore è invitato ad immergersi in una esperienza multisensoriale fatta di vista, udito e intuizioni che stimolano la mente alla rielaborazione continua, in un gioco di rimandi tra verità e immaginazione fatto di dubbio e curiosità.
Sensorama prende infatti il nome dalla macchina creata per il cinema dal regista Morton Heilig nel 1957, precursore della moderna realtà virtuale, con il suo cabinato capace di mostrare immagini in movimento accompagnate da un insieme di stimoli percettivi come vibrazioni, vento, ma anche profumi, in una esperienza sinestetica amplificata.
Il contributo scientifico di Baingio Pinna, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, mette in luce il rapporto tra scienza e arte, libero arbitrio e determinismo. L’artista, come lo scienziato, ha il compito di interrogarsi e superare i confini, addentrandosi nel territorio del possibile e di ciò che dev’essere ancora scoperto e raccontato.
Ed è un’esperienza di scoperta quella che Sensorama propone ai visitatori, sala dopo sala, attraverso l’allestimento del designer Denis Santachiara che, come in una scatola magica, partendo dal mito della caverna di Platone, attraverso un cartone animato dalla voce narrante di Orson Welles prepara i sensi e predispone la mente a ciò che di piano in piano li conquisterà, tra illusione e sensazioni da rielaborare.
Tra gli artisti sono presenti classici della pittura del Novecento come Giorgio de Chirico o René Magritte, in dialogo coi loro dipinti che sovrappongono reale e irreale, le fotografie di Florence Henri, le sculture di acciaio o legno di Marc Didou, che si rivelano attraverso lo sguardo rimandato dagli specchi o dallo smartphone, il trompe-l’œil umano dell’artista/performer Liu Bolin, le bellissime foto d’epoca modificate di Kensuke Koike, Peter Miller con la sua scatola con sigaro che gioca nei rimandi con la celebre pipa di Magritte e il gioco di specchi e luce dell’installazione Chandelier. E ancora le tavole ottico-cinetiche di Alberto Biasi, gli ambienti ipnotici di Peter Kogler o Marina Apollonio e le sculture geometriche di Ole Martin Lund Bø e Paolo Cavinato. Particolarmente coinvolgente la sezione Per vedere la musica, con un rimando di suoni e immagini nel quale perdersi in loop.
Spazio anche per la magia del cinema, la fabbrica delle illusioni in cui la sospensione dell’incredulità è un ingrediente essenziale per qualsiasi tipo di narrazione, artistica e visiva. I filmati d’epoca di George Méliès, regista visionario, ex mago e innovatore nelle tecniche al servizio dello stupore, catturano lo sguardo insieme alle avanguardie artistiche di Duchamp, Léger, Man Ray, Cocteau.
In un continuum di meraviglia le intuizioni cinematografiche dei primi del novecento lasciano spazio, all’ultimo piano dell’allestimento, alle più moderne tecniche della “realtà aumentata”, coinvolgendo lo spettatore in un gioco con i suoi devices, per entrare con il proprio smartphone dentro l’opera multilivello, tra suono e movimento che si intersecano portando in un’altra dimensione.
Il progetto, visitabile fino al 30 ottobre, è completato da installazioni site specific, pensate appositamente per il MAN, come la stanza magica e cinetica del designer Denis Santachiara o la grotta con i libri scavati da impronte di corpi addormentati di Marco Cordero.
Sensorama è una mostra divertente, che coinvolge e offre lo spunto per riflettere sul meccanismo dell’inganno, dal quale lasciarsi catturare con piacere dopo averlo rielaborato con la mente. Un’occasione per porsi interrogativi sulla verità (o meno) delle cose e per fermarsi ad analizzare la complessità dei fenomeni cognitivi, che in quest’epoca di fakes richiedono allenamento e spirito critico.










