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Progetto Tramonti, il viaggio in bicicletta per raccontare l’Europa che risorge

Di Mario Gottardi
01/05/2021
in Senza categoria
Tempo di lettura: 4 minuti
Francesco Accardo, Progetto Tramonti

Francesco Accardo (foto di Beatrice Schivo)

Evidentemente pedalare gli piace, emozionarsi nel scoprire luoghi e persone nuove, pure e allora perché non replicare l’impresa dell’anno scorso, magari con un progetto più ambizioso? E ha fatto proprio così Francesco Accardo. Dopo aver percorso l’Italia intera in bicicletta lo scorso anno, oggi si imbarca per iniziare la seconda edizione del Progetto Tramonti: dalla Francia a Capo Nord in bicicletta, con un obiettivo: documentare come il Vecchio Continente vive in questo secondo anno pandemico e farlo con gli occhi dei sardi emigrati in Europa.

Bicicletta caricata con due borse, zaino con dentro anche computer e drone per le riprese, per un totale di poco più di dieci chili, Francesco è pronto. Il Progetto Tramonti doveva partire direttamente da Tolone ma la cancellazione improvvisa della tratta ha fatto dirottare la scelta sul porto italiano più vicino: Genova, da cui poi Francesco raggiungerà la città francese. Da lì proseguirà per Grenoble, Metz e poi ancora Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi e Amburgo. Ogni tappa sarà di circa 110 chilometri. L’arrivo nella città tedesca è previsto per il 20 maggio e lì lo raggiungerà una troupe formata da Fabio Demontis e Riccardo Muroni con cui proseguirà il viaggio verso Danimarca, Svezia, Finlandia e, infine, Norvegia. 

Con loro Francesco realizzerà un documentario on the road, rintracciando i sardi che hanno deciso di lasciare la loro isola per tentare una nuova vita in altre nazioni, portando con sé la loro competenza, le loro passioni, la loro cultura, le loro storie. 

Francesco Accardo a Gubbio, durante la prima edizione del Progetto Tramonti

“Quando viaggio, quando sono lontano dalla mia città penso sempre che non mi piacerebbe morire lontano da Cagliari e quindi penso i sardi che vivono fuori, se hanno nostalgia. Racconterò l’Europa attraverso loro”, spiega l’ingegnere trasportista di 31 anni, presidente della Fondazione “Giuseppe Siotto”, prolifico centro culturale cagliaritano.

Perché è questo l’obiettivo del Progetto Tramonti: raccontare. Raccontare la scoperta e la riscoperta delle emozioni, ogni volta diverse davanti ad albe e ai tramonti, “e anche davanti ai temporali. Proprio un temporale è stato il momento più bello dello scorso viaggio. Ero in salita, in Calabria”. E poi la mutevole geografia umana che connota il paesaggio, i rapporti sociali che si instaurano, anche in questo tempo in cui viene imposto di stare lontano dal prossimo. 

Anche se ha lo stesso nome, Progetto Tramonti, questa edizione è molto diversa da quella dello scorso anno: le distanze e il percorso internazionale, innanzi tutto, ma in modo particolare il viaggiare con le restrizioni ancora in corso. “L’anno scorso sono partito subito dopo la riapertura dei confini tra le regioni italiane, avevo la sensazione che tutto fosse già finito. Oggi invece parto in un momento in cui l’Italia è in una condizione di semi-chiusura, la Sardegna in zona rossa e con regole diverse per entrare negli Stati”, racconta Francesco.

E anche questo racconterà Francesco: le differenze nell’affrontare la pandemia che ci sono tra ogni stato. Che partono dalle norme per varcare i rispettivi confini: “la Francia richiede il tampone molecolare, il Lussemburgo e la Svezia non chiedono niente, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Finlandia e Danimarca il tampone antigenico, la Norvegia addirittura la quarantena”, spiega Francesco, che poi aggiunge: “Io sono realmente curioso di sapere come i francesi affrontano la pandemia: hanno regole più ferree, meno restrittive? E la Svezia? Visto che si parla tanto della Svezia, come sarà la Svezia? Vorrei raccontare questo”.

Ed è proprio per questa specifica ragione, il racconto, che il Progetto Tramonti è stato sostenuto da diversi enti pubblici, come la Fondazione Sardegna Film Commission, l’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione e Beni culturali, e il Ministero della Cultura, oltre che da sponsor privati, come il centro commerciale naturale “Welcome to Sant’Antioco”, Thotel, Trip Sardinia, e tante singole persone attraverso il crowdfunding.

Il viaggio di Francesco durerà 45 giorni, e sarà documentato attraverso il suo smartphone e il suo drone — “e per fortuna che le regole sui droni sono uguali in tutta Europa, e qui si vede l’importanza dell’Unione”, sottolinea — con post su Instagram (account @frasquito_de_bobadilla) e sulla pagina Facebook Progetto Tramonti. In quest’opera verrà coadiuvato da una redazione composta dalle esperte d’arte Alice Deledda ed Elena Calaresu, della Fondazione “Giuseppe Siotto”, che proporranno approfondimenti sui siti artistici, culturali e naturali. Media partner dell’iniziativa sono il magazine dedicato al benessere Ohga!, Unica Radio, e il sito d’informazione centotrentuno.com.

Ma Francesco è pronto per quest’ennesima avventura? “Ho l’ansia, come l’anno scorso. Anche se poi so che andrà bene, so che sto andando in Europa, in un posto sicuro. So che poi quando pedali passa tutto, perché è l’esaltazione della libertà: viaggiare in bicicletta ti permette di vedere posti che in auto o in treno non vedresti. Ma ho l’ansia: è come prima di un esame all’università, prima stai male, poi ti siedi e passa tutto”. Il sellino della tua bici ti attende, Francesco: buona pedalata!

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