Era il 1997 quando cinque ragazzi cagliaritani decisero di aprire al pubblico per un giorno alcuni monumenti della città rimasti chiusi e sconosciuti per inerzia, disattenzione, incuria. Sono passati 27 anni e da allora quell’esperimento di aperture straordinarie reso possibile grazie all’impegno dei volontariato e scuole è cresciuto fino a diventare una realtà complessa, che coinvolge oggi sessanta comuni isolani e due regioni della penisola, Emilia Romagna e Puglia. Monumenti Aperti, organizzato oggi come allora dall’associazione Imago Mundi, torna a riaprire il patrimonio culturale isolano con la 27esima edizione in programma per cinque settimana, dal 6 maggio al 5 giugno, con 750 appuntamenti disseminati in tutta la Sardegna. L’evento è stato presentato venerdì a Cagliari con una conferenza stampa a cui hanno partecipato Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi, e i rappresentanti dei Comuni di Stintino, Settimo, Monserrato, Aritzo, Sassari, Stintino, Nuraminis e Villacidro. Presenti anche i rappresentanti di Energit, sponsor dell’evento, e di Heart of Sardinia, app che da anni promuove il patrimonio turistico dell’Isola.
Nelle foto
Cinque fine settimana di mostre e cultura
Si parte il primo weekend di maggio: tra venerdì 5 e sabato 6 apriranno siti archeologici, chiese, monumenti, spazi istituzionali e case private con visite garantite grazie ai ragazzi e ragazze delle scuole e ad associazioni volontarie di San Gavino, Monreale, Iglesias, Sassari, Ozieri, Decimoputzu e dell’Unione dei Comuni del Basso Campidano con Nuraminis, Samatzai, San Sperate, Ussana, Villasor. Tra sabato 13 e domenica 14 maggio sarà la volta di Arbus, Guspini, Carbonia, Alghero, Sestu, Chiaramonti, Tissi, Ploaghe, Monastir, Serramanna, Ossi, Villanovafranca, Monserrato, Villaputzu e Lunamatrona. Si prosegue poi con tutti gli altri Comuni coinvolti fino al 4 giugno (il calendario completo si trova qui).
Le novità: chiese, castelli, antiche prigioni e domus de janas
Sono sette i Comuni che per la prima volta entrano nella rete di Monumenti Aperti: Triei metterà in mostra la bellissima tomba dei giganti nuragica di Osono e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano con i suoi preziosi dipinti seicenteschi; Monteleone Rocca Doria aprirà la Chiesa di Santo Stefano e il Castello dei Doria; ad Ardauli gli studenti racconteranno la chiesa parrocchiale del Seicento in stile gotico sardo catalano intitolata alla Vergine del Buon Cammino e la tomba dipinta di Mandras, candidata bene Unesco; Gonnostramatza mostrerà la tomba megalitica prenuragica di Bingiaʼe Monti e il retablo di Lorenzo Cavaro della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo; a Stintino saranno visitabili il Museo della Tonnara e la Casa della Confraternita Madonna della Difesa; a Chiaramonti gli studenti racconteranno le domus de janas di Murrone, anch’esse nella “tentative list” del patrimonio mondiale Unesco e il Castello medievale di Chiaramonti dei Doria; infine Aritzo aprirà la Casa signorile seicentesca della famiglia Devilla, chiamati “i signori della neve”, che i primi appaltatori dell’industria della neve, e le Carceri spagnole “Sa Bovida” che ospitano la mostra permanente su Magia e Stregoneria in Sardegna tra il XV e il XVII secolo.
Il volontariato e le scuole
Saranno oltre 16 mila i volontari e le volontarie che arrivano dal mondo dell’associazionismo e delle scuole: garantiranno la custodia e apertura dei monumenti per le giornate della manifestazione e regaleranno le visite guidate alla scoperta della nostra storia meno conosciuta. Un’esperienza preziosa non solo per il pubblico ma soprattutto per i giovani coinvolti che studieranno il loro patrimonio e lo racconteranno ai visitatori e visitatrici costruendo un legame personale con il territorio e i suoi beni culturali.
Lo stupore per la bellezza
“Con questa edizione segniamo finalmente il ritorno alla normalità dopo anni difficili – commenta Massimiliano Messina, presidente dell’associazione Imago Mundi che organizza Monumenti Aperti sin dalla sua prima edizione – negli anni siamo stati costretti a rimodulare la manifestazione anche grazie agli strumenti telematici che hanno consentito un’edizione ‘a distanza’, nel 2020, e una formula ibrida parte in presenza e parte on line nel 2021; l’anno passato siamo tornati alla classica edizione primaverile ma da quest’anno rivediamo i numeri delle edizioni più grandi”. Ad accompagnare Monumenti Aperti ci sarà l’immagine della Venere di Milo riletta in chiave moderna, “Un’icona di classicità proiettata verso il futuro”, commenta Messina, mentre lo slogan sarà “Pratiche di meraviglia”: “Mettiamo al centro la voglia di riscoprire le bellezze del patrimonio culturale a cui siamo involontariamente abituati – prosegue il presidente – la meraviglia è una condizione emozionale complessa, che unisce timore e sorpresa, ammirazione e reverenza, incantamento e benessere”. Anche per il 2023, come accade continuativamente dal 2008, è arrivato il prestigioso riconoscimento della Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana, e si confermano i patrocini di Senato, Camera, presidenza della Regione Sardegna e di tutti i comuni coinvolti; Monumenti Aperti gode, inoltre, del contributo di Ministero della Cultura e Ministero del Turismo, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dei Beni Culturali e Assessorato del Turismo della Fondazione di Sardegna.
Nella foto in evidenza la tomba megalitica nuragica di Triei










