“We The Best Music … !” … forse un Anthem, una etichetta discografica, un’ intenzione, una visione…
Forse troppo, forse una esagerazione, oppure no, perché sono lustri che Dj Khaled riesce a creare album su album collezionando hit su hit, chiamando a sé i migliori della scena, come nella migliore tradizione statunitense, facendoci ballare come forsennati al ritmo sempre differenziato delle sue creazioni.
Anche questa volta, “Khaled Khaled”, dodicesimo album del produttore di New Orleans, si rivela per quello che vuole essere nelle sue intenzioni: un concentrato di hit, con i migliori ospiti possibili della scena
Si parte subito con l’ evocativa “Thankful” feat. Lil Wayne per poi passare senza colpo ferire a dimensioni più trap insieme alla coppia Lil Baby e Lil Durk e poi cambiare totalmente con la sovversiva Cardi B e poi via ancora in una spirale sempre più crescente di ritmo.
Ogni traccia si rivela vincente per attaccare un diverso territorio musicale quasi da chiedersi cosa potrà mai essere salvato sulla libreria musicale del musicista di New Orleans e quante possano essere le sue influenze quando in pochi secondi ci si trova a passare da Migos all’Eric Clapton campionato con voce di Post Malone e di nuovo a Lil Baby, per poi rifarsi per la comparsata di Puff Daddy e il sempre fenomenale Big Sean.
Quasi il desiderio di poter sbirciare nella rubrica del suo cellulare, leggere le sue chat di Whatsapp quando chiede ai vari Justin Timberlake, 21 Savage, Cardi B., di passare a casa per registrare qualcosa insieme, tale è la disinvoltura con cui lo si può immaginare comporre i suoi abiti sartoriali per ogni artista che ospita nei suoi album per farli poi sfilare al meglio della forma nelle nostre orecchie
Ed eccoci quindi di fronte alla colonna sonora del party che tutti meritiamo dopo questa pandemia maledetta, magari ospitati in un attico con piscina al 90esimo piano di un grattacielo di una metropoli nostra scelta.
14 tracce, ognuna un piccolo unicum artigianale lavorato ogni volta insieme a grandissimi partner tra cui ancora Drake, Beyoncé, Nas, Jay Z, passando con una disinvoltura immensa tra la dancehall, alla trap, al pop lucidato fino al massimo del glitch dei due Justin, senza mai una minima caduta, una momento di stasi, di banalità, un album perfettamente confezionato e finalizzato a farci ballare (prima o poi) tutti insieme.
Iniziamo a sgranchirci allora, ” We The Best Music” …
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