Isili, Sadali, Nuragus, Nurallao, Serri, Genoni, Esterzili, Seulo e Villanova Tulo. Sono questi i nove Comuni coinvolti nel documentario promozionale bilingue ‘Sarcidanu-Barbàgia de Seulu’ realizzato all’interno delle attività del progetto Passillendi impari, fueddendu in sardu finanziato dalla Regione attraverso i fondi delle leggi 482/99 e regionale 22/2018 per l’annualità TuLiS 2023.
Ognuno di questi centri ha contribuito con un luogo simbolo arricchendo il racconto comune di un territorio straordinario; le riprese sono state fatte tra settembre e dicembre dell’anno appena trascorso nei principali siti archeologici, naturalistici e museali dell’area, accompagnate dalla voce narrante bilingue dell’archeologo Nicola Dessì.
Il viaggio inizia con il nuraghe Adoni di Villanova Tulo, complesso che si distingue per la sua struttura costruita con blocchi di dolomia e calcare e per via di una torre centrale; accanto ad essa si trovano una cisterna per l’acqua e un villaggio di capanne circolari, segno dell’evoluzione architettonica nel tempo.
Seconda tappa a Serri, con il santuario di Santa Vittoria, un complesso risalente al 1600 a.C. che include un pozzo sacro, templi e abitazioni a corte centrale; punto nevralgico per comprendere il culto delle acque e i legami commerciali tra sardi, etruschi, fenici e ciprioti, il sito presenta numerosi reperti votivi.
Il racconto prosegue a Genoni con il museo PArC (Paleo archeo centro) che combina archeologia e paleontologia con percorsi didattici adatti a tutte le età. Questo museo offre un viaggio tra fossili unici e manufatti nuragici, punici e romani, oltre a ospitare il famoso pozzo di Santu Antine, il più profondo della Sardegna.
Con l’Ecomuseo di Seulo, meta successiva, non abbiamo invece solo a che fare con la custodia della memoria storica e delle tradizioni locali: la struttura integra infatti attività didattiche e visite guidate per esplorare l’ambiente naturale, la geologia, la botanica e le peculiarità del territorio.
Per Esterzili, invece, è stato scelto il villaggio nuragico di Monte Nuxi, che conserva capanne, un tempio per il culto delle acque e tre fonti sacre. La grande capanna situata nella parte alta del villaggio, con pavimento lastricato e nicchie a muro, testimonia l’importanza rituale dell’acqua, elemento centrale nella spiritualità nuragica.
A Isili è la volta del museo Marate (unico museo del rame in Sardegna) e del nuraghe Is Paras, chiamato così perché all’interno di un terreno appartenuto ai padri Scolopi. Tre torri e un villaggio lo caratterizzano. Su màstiu, la torre centrale alta dodici metri, ha all’interno una sala tonda con un pozzo profondo, a oggi, cinque metri.
Sadali, il paese dell’acqua, è presente con le sue cascate, come quella di San Valentino, unica nell’isola per trovarsi all’interno di un centro abitato. Tra le altre meraviglie naturali si annoverano Su Stampu de su Turnu e la cascata di S’Ortu de s’Ana, alta 30 metri.
Il Pozzo Sacro di Coni, a Nuragus, rappresenta invece un altro esempio straordinario di architettura nuragica. Scoperto nel 1912, questo sito custodisce una tholos intatta e ha restituito un bronzetto femminile noto come ‘La Matriarca in preghiera’, ora conservato al Museo Archeologico di Cagliari.
Il viaggio termina con il parco naturale di Funtana Is Arinus, a Nurallao: un’oasi di pace dove l’acqua dà vita a cascate, piscine naturali e fenomeni di travertinizzazione. Questo luogo è perfetto per escursioni, trekking e pic-nic, grazie a strutture attrezzate che includono aree camper e parcheggi.
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