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Noisy Vision, coloriamo il mondo di giallo insieme a Dario Sorgato

Di Alice Tolu
07/10/2023
in Comunicazione e società, Cultura, Interviste
Tempo di lettura: 6 minuti
Noisy Vision, coloriamo il mondo di giallo insieme a Dario Sorgato

Se la diversità fosse percepita come una risorsa invece che come un limite, diventerebbe un valore aggiunto alla comunità. Questo il messaggio che vuole diffondere Dario Sorgato, presidente e socio fondatore di Noisy Vision, un’associazione no profit nata con lo scopo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle disabilità sensoriali invertendo il paradigma che c’è ora e venerdì mattina a Cagliari, nella sede di IERFOP Onlus in via Platone, si è svolto un incontro dal titolo ‘Cammini inclusivi e altre storie’ nell’ottica di affrontare il tema di una reale inclusività.

Con un approccio proattivo Noisy Vision organizza costantemente in tutto il territorio esperienze di trekking senza distinzione tra accompagnatore e accompagnato perchè lo scopo è quello di camminare insieme per arrivare alla meta condivideno il viaggio. Avere un limite visivo e uditivo è solo una peculiarità, una caratteristica personale, infatti la camminata è aperta a tutti e quest’anno farà tappa nel Sarrabus in Sardegna dal 7 al 14 ottobre organizzata in collaborazione con la Compagnia dei Cammini.

Dario, originario di Sant’Angelo di Piove di Sacco in provincia di Padova, si è formato al Politecnico di Milano, è un viaggiatore incallito, uno scrittore e performer che racconta al mondo la bellezza della vita con quel limite non più limite della sindrome di Usher, diagnosticata all’età di 17 anni. Ha viaggiato in Australia, Nuova Zelanda e Malesia scrivendo il suo personale diario di viaggio ‘Un anno in otto ore’, ha completato il cammino di Santiago, ha navigato per quasi due anni da Città del Capo a L’Avana attraversando l’Oceano Atlantico e costeggiando il Brasile e le isole del Mar dei Caraibi. Tutto trasferito in emozioni nei libri ‘Tempo Lento’ e ‘Acqua: un viaggio’. Con grande caparbietà Sorgato vuole lanciare un messaggio potente dove i limiti possono diventare un valore e lo fa attraverso una campagna da lui stesso pensata e creata: #YellowTheWorld, colorare il mondo di giallo, quell’unico colore così acceso e solare che gli ipovedenti riescono a percepire con chiarezza. Così nel 2015 scala l’Everest piantando fisicamente la bandiera gialla della campagna a quota 5.500 metri sul Campo Base (qui il documentario) e da lì in poi l’atto di bollare di giallo le infrastrutture accessibili diventa una necessità per “rendere visibile l’invisibile”, come ci spiega Dario.

Hai scelto spesso tipi di viaggio che sono formativi oltre che esplorativi, quando hai iniziato a viaggiare e cosa ti ha spinto a fare esperienze anche così difficili?

Credo sia un processo che comincia da bambini, dai tuoi genitori che ti stimolano, dai primi viaggi con gli amici di università, dalle prime difficoltà in camper e poi si sviluppa in modo naturale quel costante bisogno di ricerca di qualcosa. Avere una disabilità per me è stato uno stimolo molto forte nell’andare a cercare il perchè. Ma ovviamente mi sono reso conto che il viaggio non dà risposte, solo domande migliori che diventano scoperta. Mi piace citare Savino Monterisi autore di ‘Infinito restare’ sulla metafora del viaggio inteso come esplorazione introspettiva. Se lanci una pietra nell’acqua rende l’idea: l’ultima onda d’urto degli anelli concentrici è il viaggio, come se fosse un moto interiore. La necessità parte da noi e si propaga: il viaggio costellato di interrogativi ci spinge sempre a tornare, restare, tramandare.

Noisy Vision è una delle risposte che hai trovato durante il percorso di scoperta? A chi è rivolto?

Una delle risposte in effetti è stata Noisy Vision e ho deciso di metterla al servizio degli altri. All’inizio era una finestra di racconto sulle mie esperienze, un blog che man mano è diventato una comunità inclusiva dove la diversità è trasmessa come risorsa, come un punto di forza per crescere e mi sono reso conto che l’argomento doveva avere una risonanza più forte. Mi sento spesso un pioniere, sia nel modo di affrontarlo, sia nella scelta dell’attività del camminare insieme, è da quando ho iniziato a viaggiare che parlo di reale inclusività, anche se ora è sulla bocca di tutti. Chi ha compromessi due sensi, udito e vista, usa altre formule, io voglio affrontare quelle tematiche legate alle percezioni, la nostra è un’associazione, basta. Non è un’associazione di categoria, è rivolta a chi vuole condividere esperienze immerse nella natura che ti permettono un ascolto emozionale. Vi racconto un anedotto: alla fine di una camminata, arrivati ad una meta con un panorama mozzafiato, una persona del gruppo ha esclamato “Che bello qui!”, era non vedente. Avviene un’osmosi emotiva che coinvolge indiscriminatamente tutti i partecipanti, senza distinzione tra chi ha disabilità o no: per Noisy Vision è importante incentivare i valori legati alla scoperta di un mondo fatto di quell’umanità genuina dai ritmi lenti, di silenzi e di fatica condivisa. Il cammino è uno strumento del fare e la natura è maestra di tante cose che ci riconnettono a quel senso di libertà lontano dal caos cittadino.

Yellow the world è il filo conduttore che si traduce in diverse iniziative e tra queste c’è Cammini inclusivi, con questo progetto arriverete oltre i confini italiani?

Siamo già stati nel deserto del Marocco sei giorni in tenda e prima a Berlino, per ora ci stiamo concentrando in Italia perchè esistono numerosi sentieri molto belli che vanno promossi, anche se essere trasversali e superare i confini potrebbe rientrare nei nostri obiettivi. L’idea è di diffondere il più possibile l’informazione sulle malattie degenerative della vista e dell’udito e lavoriamo soprattutto per aiutare le persone che devono affrontare i problemi sociali e personali che ne derivano, ecco perchè al momento troviamo più utile farlo nel nostro territorio. Yellow the world è un motto che urliamo a gran voce e funziona così, in inglese per arrivare a tutti. Il giallo è il colore della nostra comunicazione. È un simbolo di luce, di solare ottimismo e di vita, oltre che una necessità per non incorrere in certo grigiore cittadino talmente omogeneo da non farci distinguere gli arredi urbani d’intralcio.

Come possiamo sostenere Noisy Vision?

Ci potete sostenere in diversi modi, si può diventare soci o iscriversi anche alla newsletter, seguirci sui social, si può partecipare attivamente alle iniziative e concretamente si può fare una donazione attraverso le nostre raccolte fondi e infine, condividere tutto ciò, può sicuramente aiutare a espanderci.

https://www.noisyvision.org/it/

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